Roma - 7 dicembre

Studio d’architettura, via Simon De Saint Bon 24/26

Alessandria - 16 dicembre

Sale d’Arte

Castell’Arquato - 17 dicembre

Galleria Tranvisionismo

Portogruaro - 23 dicembre

Biblioteca comunale

Firenze - 22 febbraio

Palazzo della Regione

Napoli - 2 marzo

PAN - Palazzo delle Arti Napoli

Orta San Giulio - 9 marzo

Palazzo dell‘Università della Riviera

Piacenza - 23 marzo

Musei Civici di Palazzo Farnese

A Bologna

MAMBO - Museo di Arte Moderna di Bologna

Figlio della Galleria d’arte moderna, il Mambo, nel nuovo polo culturale della Manifattura delle arti, è stato inaugurato nel 2007 nell’ex Forno del pane, riadattato dall’architetto Aldo Rossi. Diretto da Lorenzo Balbi, il museo mette in scena, a rotazione, la collezione comunale d’arte del XX e XXI secolo seguendo tre principi:

«L’interesse per la sperimentazione e per l’arte italiana, che qui ha sempre trovato un palcoscenico privilegiato, e l’attività educativa», dice Balbi. «Percepisco il Mambo come un ente di ricerca, perciò non ci sono mostre di super-star. Diamo spazio ad artisti emergenti o con una carriera importante alle spalle».

Museo Morandi

Anche il Museo Morandi vive un momento di grande fermento: ospitato dal 2012 nell’edificio del Mambo, si trasferirà presto in un nuovo villino, acquistato dal Comune. Nato dopo la donazione di un rilevante numero di opere da parte della sorella dell’artista, Maria Teresa, ha la più ampia collezione pubblica di opere di Giorgio Morandi

Villa delle rose

Donata nel 1916 perché fosse la casa della collezione d’arte moderna del Comune, Villa delle Rose è, dal 1989, la sede di mostre temporanee organizzate dal Mambo. Oggi è anche un centro di studi, che ospita progetti di residenza per giovani artisti. Nel 2020 ha esposto qui l’artista spagnolo Antoni Muntadas.

Palazzo Fava

Inaugurato nel 2011, è il Palazzo delle esposizioni di Genus Bononiae, nato per iniziativa della Cassa di Risparmio di Bologna con lo scopo di raccontare la storia e le arti della città. Qui si tengono ogni anno due mostre. Al piano nobile del palazzo si trova il primo importante ciclo di affreschi di Annibale, Agostino e Ludovico Carracci, commissionato da Filippo Fava nel 1584. Palazzo Fava, rivela Rocco di Torrepadula, Consigliere dei musei di Genus Bononiae, «intende dare spazio all’arte internazionale valorizzando, al tempo stesso, il patrimonio culturale del territorio».

Collezioni comunali

Aperte al pubblico, nel 1936, nel secondo piano di Palazzo d’Accursio in piazza Maggiore, presentano dipinti, mobili e oggetti d’arte dal Duecento al primo Novecento. Qui si tengono anche mostre d’arte contemporanea, come la personale del 2017 di Chiara Lecca.

Fondazione MAST

Nata nel 2013, la Manifattura di arti, sperimentazione e tecnologia è un centro polifunzionale realizzato dall’imprenditrice Isabella Seragnoli. Ospita una collezione permanente, presentazioni di libri, conferenze e mostre temporanee, come la retrospettiva del fotografo irlandese Richard Mosse del 2021.

Alchemilla

Spazio per workshop, conferenze e mostre, punto di incontro tra artisti (da Alessandro Pessoli a Salvatore Arancio), curatori e performer, di passaggio o in residenza, Alchemilla sostiene ricerca e sperimentazione.

Fondazione Golinelli

Fortemente voluto da Marino Golinelli (1920-2022), imprenditore e collezionista visionario, nel 2015 è nato l’Opificio Golinelli, cittadella della conoscenza e della cultura, crocevia di mostre, conferenze e performance: come Le parole e il vento, inseguendo aquiloni, evento di arte, scienza, musica e poesia creato da un collettivo di artisti visivi, poeti, scienziati, narratori, attori e musicisti.

Firenze

Forte del Belvedere

Non c’è luogo al mondo, disse nel 1972 lo scultore Henry Moore, «dove esporre sculture all’aperto, in rapporto a un’architettura e a una città, migliore del Forte Belvedere, con i suoi dintorni importanti e le meravigliose vedute verso Firenze». Progettato alla fine del Cinquecento da Bernardo Buontalenti per Ferdinando I de’ Medici, è dal 2013 sede di mostre d’arte contemporanea. Qui sono state allestite mostre, tra le altre, di protagonisti della scultura internazionale come Giuseppe Penone, Antony Gormley, Jan Fabre, Gino De Dominicis ed Eliseo Mattiacci.

Uffizi e Palazzo Pitti

Commissionato da Cosimo I de’ Medici a Giorgio Vasari e costruito tra il 1560 e il 1580, l’edificio degli Uffizi è oggi la magnifica cornice di una superba collezione di dipinti antichi, da Giotto a Botticelli e Leonardo, da Michelangelo a Caravaggio. Ogni anno è preso d’assalto da più di quattro milioni di visitatori. Negli ultimi anni gli Uffizi si sono aperti a progetti che hanno coinvolto grandi protagonisti della contemporaneità, come Cai Guo-Qiang, Antony Gormley e Giuseppe Penone. Collegato a Palazzo Vecchio attraverso il Corridoio Vasariano, che dopo aver attraversato gli Uffizi passa sopra il Ponte Vecchio, la reggia granducale di Palazzo Pitti è un edificio della metà del Quattrocento che ospita, tra l’altro, la Galleria d’arte moderna, con opere di Felice Casorati, Giorgio Morandi, Lorenzo Viani e Giorgio de Chirico. Anche qui sono state organizzate mostre di artisti contemporanei, come Maria Lai, Kiki Smith e Neo Rauch.

Museo Marino Marini

Nella ex chiesa di San Pancrazio, il museo dedicato a Marino Marini (1901-1980) vanta una collezione di 183 opere di uno dei massimi protagonisti dell’arte italiana del Novecento. Ai suoi Cavalli e cavalieri, che poi diventano i drammatici Miracoli, gruppi scultorei dalle forme lacerate ed espressioniste, si contrappongono le Pomone, i Ritratti e i personaggi del mondo del circo e del teatro. Il museo ospita anche rassegne di arte contemporanea.

Gallerie dell'Accademia

Il David e i Prigioni di Michelangelo sono il superbo fiore all’occhiello della Galleria dell’Accademia, ma in questo luogo, inaugurato come museo nel 1882, sono raccolte decine di straordinari dipinti antichi, dal Duecento all’Ottocento. La direttrice, Cecilie Hollberg, è orgogliosa della nuova illuminazione a led di ultima generazione, appena installata:

«Portare la Galleria dell’Accademia nel XXI secolo con agilità e vitalità è la filosofia seguita negli ultimi anni, seguendo i classici compiti di un museo: conservazione, ricerca, tutela delle opere e dell’edificio studiando una presentazione adatta a ogni singola opera, e dando al pubblico chiavi di lettura adeguate».

Museo Ferragamo

Nato, come ricorda la direttrice Stefania Ricci, con

«l’obiettivo di far conoscere al grande pubblico la storia di Salvatore Ferragamo e delle sue creazioni, le scarpe, opere di alto artigianato che hanno contribuito alla crescita del made in Italy, il Museo Ferragamo, attraverso le mostre, affronta in forma di racconto temi d’interesse contemporaneo».

Nella rassegna Donne in equilibrio 1955 - 1965, si esamina il ruolo delle donne in Italia durante il boom economico con opere, tra gli altri, di Giosetta Fioroni e Carla Badiali.

Prato

Centro Pecci

Inaugurato nel 1988, il Centro Pecci è stato, insieme al Castello di Rivoli, il primo museo dedicato interamente all’arte contemporanea in Italia. Ha una collezione di più di mille opere, realizzate con tutti i linguaggi espressivi della contemporaneità, dalla pittura alla scultura, dalla fotografia al video, alle installazioni, rappresentative di molte delle tendenze emerse dagli anni Sessanta a oggi. 

Museo del Tessuto

Il Museo del Tessuto di Prato è invece impegnato nella valorizzazione dell’arte tessile, antica e contemporanea. Dopo la mostra degli stilisti britannici protagonisti della Swinging London Ossie Clark e Celia Britwell, è stata di scena la rassegna Due secoli di textile e fashion design, con abiti, tessuti e accessori dalla fine del Settecento alla metà del Novecento.

Bologna città del contemporaneo

Bologna conferma la sua attitudine di città del contemporaneo: d’altronde è in questo tessuto che è germogliata Arte Fiera, in anni in cui ha mantenuto lo scettro di unico avamposto per il mercato del contemporaneo in Italia e non solo. Insieme al museo Mambo, fra gli imperdibili musei da visitare a Bologna, le gallerie oggi alimentano il ritmo di questa città e non a caso nel weekend della fiera restano aperte anche fino a tardi, proponendo un palinsesto articolato di attività, performance, talk e altri momenti di approfondimento. A Bologna non mancano gli indirizzi storici, come De’ Foscherari, luogo sacro della storia dell’arte, per due mostre ormai epiche che da sole basterebbero a eternare la memoria di questo luogo: la collettiva dell’Arte povera nel 1968, nata anche grazie al rapporto tra Concetto Pozzati e Germano Celant (che consentì all’artista bolognese di ordinare una personale in quello stesso periodo alla Bertesca di Genova), e Ghenos Eros Thanatos nel 1974, che un gigante della critica militante di quel tempo, oggi un po’ dimenticato, Alberto Boatto, curò con intenso impegno e lungimiranza. E poi ci sono le nuove proposte, anche se ormai consolidate, come P420.

Galleria d’Arte Maggiore

Maestri storicizzati e nuovi nomi dell'arte contemporanea

Nata nel 1978 su iniziativa di Franco e Roberta Calarota, dal 2011 la Galleria d’Arte Maggiore è diretta dalla figlia dei fondatori, Alessia. In questi anni vi sono transitate opere di alcuni tra i grandi maestri della storia dell’arte, da Georges Braque a Marc Chagall, da Gino Severini a Miró e Moore, in un’alternanza continua tra mostre personali e collettive di ricognizione. Non è mancata l’attenzione al panorama italiano e a un nome imprescindibile per l’arte del Novecento a Bologna, Giorgio Morandi, omaggiato proprio un anno fa con una mostra di sue opere affiancate da sculture concepite ad hoc da Bertozzi & Casoni, che in questa galleria hanno esordito negli anni Ottanta, in un dialogo profondo tra silenzi e giochi di luce sulla materia. Tra i nomi di riferimento, anche Sissi (partecipante al 9° Premio Cairo), protagonista di una personale. (Via D’Azeglio 15, www.maggioregam.com).

Tornabuoni

Grandi protagonisti dell'arte italiani e stranieri

È uno degli indirizzi di riferimento da non mancare: la galleria Tornabuoni, fondata nel 1981 da Roberto Casamonti, oltre alla sede madre di Firenze negli anni ha aperto anche a Milano, Forte dei Marmi, Crans Montana, Parigi e Londra. Tra gli italiani sui quali la galleria si è particolarmente concentrata: Giacomo Balla, Alighiero Boetti, Alberto Burri, Enrico Castellani, Piero Dorazio e molti altri, ma non sono mancati i progetti dedicati a nomi storicizzati di altre aree, da Miró a Picasso, da Warhol a Christo. Intensa anche la partecipazione alle fiere internazionali, tra cui Frieze Masters Londra, Tefaf Maastricht, Art Basel Miami e Fiac Parigi. Tra le mostre più recenti, un’antologica su Alberto Biasi, con opere storiche dalla raccolta privata del maestro del Gruppo N, mentre nella sede parigina della galleria è stato reso omaggio a Emilio Isgrò. (Lungarno Benvenuto Cellini 3, www.tornabuoniart.com).

Adiacenze

Spazio multifunzionale a Bologna per giovani artisti

Nel gennaio 2010 il duo composto dalla storica dell’arte Daniela Tozzi e dall’esperto di architettura e design Amerigo Mariotti fonda Adiacenze, con l’idea di concepire «un contenitore attivo, punto d’incontro dinamico dove giovani artisti provenienti da differenti ambiti si confrontino e collaborino in progetti multidisciplinari». Mostre, laboratori, workshop: la programmazione di Adiacenze è certamente intensa e plurale. Tra i progetti espositivi recenti, una doppia personale di Sara Lorusso e Adelisa Salimbasic e una personale di Eléonore Griveau nata in seguito a una residenza dell’artista francese nel territorio bolognese, autentica esplorazione sul rapporto tra Bologna e l’acqua restituita con sculture e altre opere. (Vicolo Spirito Santo 1, www.adiacenze.it).