Focus sull'arte degli anni '80-'90
Concentrata soprattutto sul lavoro degli artisti italiani attivi sin dagli anni Ottanta e Novanta, AF Gallery si interessa anche ai pionieri un po’ trascurati dal sistema dell’arte nazionale, come Gianni Emilio Simonetti e Nanni Balestrini. Da Vincenzo Cabiati ad Amedeo Martegani, da Maurizio Arcangeli a Giancarlo Norese e Andrea Salvino, la galleria lavora con artisti impegnati su differenti fronti della ricerca, dalla pittura all’installazione, all’arte relazionale. E lo fa anche partecipando a fiere – in particolare Arte Fiera di Bologna e Artissima – e sostenendo progettualità editoriali. Tra i progetti più recenti, la mostra di Norese con Filippo Falaguasta e le personali di Maurizio Arcangeli, dedicata ai suoi segni evocativi installati nello spazio della galleria, e di Andrea Salvino, raffinato autore di dipinti in grado di decrittare la memoria delle immagini tratte da cartoline e altri reperti provenienti dal passato. (Via Dei Bersaglieri 5/E, www.af-artecontemporanea.it).
Programmazione artistica internazionale e ricercata
Interni in stile industrial, pareti dal profilo grezzo e una programmazione che contempla artisti italiani e internazionali, soprattutto giovani che raramente si rintracciano nel calendario di altre gallerie italiane. Car Drde, la galleria avviata nel 2013 da Davide Rosi Degli Esposti (le sue iniziali suggeriscono parte del nome della galleria), è tra le realtà più stimolanti della scena bolognese per la capacità di articolare nuove proposte. Basti pensare ai giovani italiani come Alberto Scodro, Giulio Saverio Rossi, Elia Cantori e David Casini, ma anche a nomi internazionali come Alexis Teplin, Damien Meade e Nebojša Despotović. (Via Azzo Gardino 14/A, www.cardrde.com).
Mostre d'arte che hanno fatto la storia
La storia della Galleria De’ Foscherari è strettamente legata ad alcune mostre che hanno contribuito alla rivoluzione dell’arte del nostro tempo. Basti pensare alla collettiva dell’Arte povera curata da Germano Celant nel 1968 e alla paradigmatica mostra Ghenos Eros Thanatos curata da Alberto Boatto nel 1974. Ma la storia continua e le mostre anche e De’ Foscherari in questi decenni è stata in grado di rinnovarsi, pur mantenendo ferma una stretta collaborazione con gli artisti degli anni Sessanta, da Pier Paolo Calzolari a Mario Ceroli, da Claudio Parmiggiani a Gianni Piacentino e Gilberto Zorio. Tra gli altri artisti legati alla galleria, anche Nunzio, Luigi Mainolfi e Sophie Ko, finalista del 19° Premio Cairo e la più giovane di tutta la scuderia. Tra le mostre recenti più intense, le personali Segreto cosmico di un maestro un po’ trascurato come Michele Zaza e Il pipistrello bianco di Mario Airò. (Via Castiglione 28, www.defoscherari.com).
Una fitta programmazione d'arte a Bologna
Oltre duecento metri quadri che di volta in volta accolgono installazioni, progetti site specific e mostre di grandi maestri: la galleria Enrico Astuni nasce a Bologna nel 2009, ma in realtà una prima sede viene inaugurata nel 1992 a Fano. Tra gli artisti di riferimento, Alberto Garutti, Carla Accardi, Gabriele Basilico, Cuoghi Corsello, Maurizio Mochetti, Maurizio Nannucci e Steven Pippin. Particolarmente significativa la recente antologica dedicata a Gianni Piacentino, con opere dal 1965 al 2021, a cura di Andrea Bellini, dopo la grande mostra del 2015 alla Fondazione Prada di Milano. Intenso anche l’impegno nelle fiere: Arte Fiera, Arco Madrid, Artissima, Miart e ArtVerona. (Via Iacopo Barozzi 3, www.galleriaastuni.net).
La figurazione è protagonista a Bologna
Attenzione (quasi) assoluta per la figurazione: la galleria Forni dal 1967 si occupa di pittura e scultura attraverso un lavoro ragionato di mostre personali e collettive. Oggi la galleria è diretta da Paola Forni, figlia del fondatore Tiziano, che ha aperto anche alla fotografia. Il silenzio metafisico di Ana Kapor, i paesaggi di Nicola Nannini, lo spazio urbano di Giorgio Tonelli, i grandi cieli di Giovanni Viola, il monumentalismo di Matteo Lucca, l’immaginario italiano delle fotografie di Gianluca Pollini: le scelte della galleria si attengono a un registro legato alla tradizione. Ma ci sono stimolanti eccezioni, com’è il caso di una recente mostra di Massimo Kaufmann accompagnata da un testo di Marco Belpoliti. Altra mostra recente degna d’attenzione, la personale dello scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun. (Via Farini 26/F, www.galleriaforni.com).
Maestri del Novecento e non solo
La Galleria d’arte 56 nasce nel 1980 contando sulla consulenza curatoriale di Franco Solmi, all’epoca direttore della Galleria d’arte moderna di Bologna. La missione era chiara: sostenere gli artisti bolognesi attivi tra Otto e Novecento. Con il tempo si amplia il raggio d’azione con le mostre dedicate a Mario Sironi, Massimo Campigli, Giorgio de Chirico, Carlo Carrà, Giacomo Balla, Gino Severini, Lucio Fontana e Mario Schifano. La galleria oggi è diretta con passione da Alan Serri, figlio di Silvana ed Estemio, fondatori di questa lunga storia d’amore per l’arte. A lui si deve la prosecuzione delle collaborazioni con artisti come Mirella Guasti, Luigi Pellanda e Artur Sulce, cui la galleria ha dedicato mostre e progetti. (Via Mascarella 59/B, www.56artgallery.com).
Gli artisti italiani e internazionali più interessanti delle nuove generazioni
Non lontano dal Mambo, Gallleriapiù, fondata e diretta da Veronica Veronesi, è tra le realtà più dinamiche della città. Attraverso una selezione ragionata di artisti delle ultime generazioni – alcuni provenienti da altre geografie – compie un lavoro di indagine attento e trasversale nei differenti linguaggi. Da Pauline Batista, brasiliana di stanza a Londra, che guarda con impegno anche alle esperienze della Sound art, alla fotografia di Matteo Cremonesi, che si concentra sui dettagli degli oggetti quotidiani, alle installazioni di Ivana Spinelli, che rintracciano nella storia sociale e politica alcune sollecitazioni per nuove osservazioni, alla complessità del lavoro di Emilio Vavarella sul DNA, formalizzato con cura progettuale: il percorso della galleria si declina, quindi, su differenti fronti. Non manca l’attenzione verso un protagonista della storia dell’arte italiana, tra l’altro fondamentale nelle vicende culturali di Bologna, come Concetto Pozzati. (Via del Porto 48 a/b, www.gallleriapiu.com).
Arte tedesca e arte africana
Nasce nel 1983 L’Ariete arte contemporanea, su iniziativa di Patrizia Raimondi, che in un primo momento imposta l’impegno della galleria verso artisti del Novecento e della contemporaneità in area tedesca e poi sul fronte dell’arte contemporanea in Africa, proponendo rassegne di videoarte e collettive di ricognizione. Dalle inquietudini esistenziali espresse dalla pittura di Rudy Cremonini al disegno intimistico di Omar Galliani, al discorso sulla pittura di Bruno Ceccobelli, alla riflessione sul postapartheid dell’africano Willie Bester: oggi la programmazione della galleria spazia su differenti ambiti. Tra le mostre recenti, la collettiva con opere di Jingge Dong, Luca Lanzi e Paolo Migliazza. (Via Marsili 7, www.galleriaariete.it).
Dall'arte degli anni ’60 ai giovani artisti internazionali
Negli ultimi anni Labs contemporary art si è concentrata con impegno su alcuni giovani artisti, italiani e internazionali, da Giuseppe De Mattia a Giulia Marchi, da Dario Picariello a Marco Emmanuele, Henry Chapman e Marc Angeli, attraverso mostre personali e collettive. Negli anni scorsi però, la galleria bolognese si è interessata ad alcuni artisti che negli anni ’60 e ’70 hanno portato avanti una sofisticata ricerca plurilinguistica, da Michele Zaza a Fernando De Filippi. Recentissima la mostra Fino a tardi del collettivo abruzzese SenzaBagno, realtà plurale composta da Simone e Lorenzo Camerlengo, Lucia Cantò, Matteo Fato, Eliano Serafini e altri, a cura di Saverio Verini, e poi Camera tripla, con lavori di Marco Emmanuele, Luca Grechi e Mattia Sugamiele, a cura di Leonardo Regano. In anni recenti Labs ha partecipato a varie edizioni di Artissima, ArtVerona e Arte Fiera. (Via Santo Stefano 38, www.labsgallery.it).