La differenza fra le grandi mostre internazionali e Arte Fiera
Le fiere, forse troppo numerose, hanno perso parte del loro appeal, sebbene continuino a rappresentare una vetrina ambita. Persino le più prestigiose, che hanno come riferimento la galassia di Art Basel, producono fatturati più esigui di un tempo. Di fronte alla crisi della globalizzazione, le kermesse di spirito nazional-popolare hanno rialzato la testa e Arte Fiera dopo l’edizione 2023 sembra aver ritrovato un dinamismo che pareva perduto. Lo dimostra il fatto che molte gallerie sono tornate all’ovile e quest’anno partecipano tra gli altri Franco Noero, Gian Enzo Sperone, Lia Rumma e Sprovieri, oltre a Massimo e Francesca Minini, che da tempo l’avevano abbandonata. Certo, su 196 espositori (le gallerie sono 171) va ancora fatta un po’ di pulizia e bisognerebbe convincere qualche milanese irriducibile a farsi avanti. Ma il pragmatismo della coppia formata da Simone Menegoi ed Enea Righi, rispettivamente direttore artistico e direttore operativo, sta dando i suoi frutti in una manifestazione in cui prevale la fascia media e un collezionismo alla ricerca dell’affare disposto a spendere generalmente tra 3 e 50 mila euro, favorito da una manifestazione che dedica ampio spazio ad ambiti considerati generalmente secondari come quelli del disegno e dei multipli.
I Grandi Maestri del Novecento italiano ad Arte Fiera
Il settore dell’arte classica è sempre più limitato, ma si possono fare ancora ottimi investimenti con il Novecento italiano, dove le opere di grandi maestri (Mario Sironi, Carlo Carrà, Filippo de Pisis) sono ancora disponibili al di sotto dei 40mila euro. In fiera non manca un approfondimento sul Futurismo di seconda generazione con la selezione della milanese Bottegantica, che coinvolge artisti in buona parte da rivalutare come Enrico Prampolini, Tullio Crali, Tato o Ivo Pannaggi. Un’incursione piuttosto inedita nella storia è offerta da Gasparelli di Fano con i raffinati disegni di Galileo Chini (i prezzi partono da 5mila euro), che schizza sulla carta le decorazioni per le ceramiche. Decisamente più ambiziosa la proposta della milanese Art D2, che dedica il proprio stand a solo tre opere di Domenico Gnoli tra cui La Gioconda con Monna Lisa vista di spalle, preziosa testimonianza del 1965 proveniente dalla collezione del critico francese André Pieyre de Mandiargues. Sebbene sia di piccole dimensioni (35x27 centimetri), la valutazione potrebbe aggirarsi intorno al milione di euro.
Le donne artiste ad Arte Fiera
L’arte al femminile offre significative opportunità d’investimento in un percorso di riscoperta che comprende la novantenne Giulia Napoleone, con i suoi rarefatti quadri di luce, o la novantacinquenne Greta Schödl, austriaca di nascita ma bolognese d’adozione, tra le protagoniste della poesia visiva, che incorpora in superfici bidimensionali e tridimensionali lettere e simboli sino a renderli astratti (le propone l’inglese Richard Saltoun, che nel 2022 ha aperto una nuova sede a Roma). Il linguaggio verbale caratterizza anche la poetica di Mirella Bentivoglio e di un’altra novantenne, Elisabetta Gut, con i suoi tattili libri-foglia, o i manoscritti collocati all’interno di semi, in vendita dalla luganese Repetto a partire da 5mila euro. Un’altra artista che per tutta la vita ha lavorato sul segno è stata Irma Blank, scomparsa in aprile all’età di ottantanove anni. Sostenuta da P420 di Bologna, ha raggiunto il successo con i suoi Radical writings di colore blu che possono superare i 100mila euro.
Approfondisci qui le tematiche donne-arte.
L'arte degli anni '80 e '90
Gli investitori dovrebbero guardare con molta attenzione agli anni Ottanta e Novanta, che rappresentano un evidente punto di riferimento per l’arte di oggi. Il recente exploit di Salvo, che il 28 novembre da Christie’s a Hong Kong ha raggiunto per Mattino, un paesaggio del 1994, l’incredibile cifra di 1 milione di euro, lo sta a testimoniare. (Scopri qui i risultati d'asta degli artisti italiani). Ad Arte Fiera, accanto ai protagonisti della Transavanguardia Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi, Nicola De Maria e Mimmo Paladino, non manca una specifica attenzione verso la Nuova Scuola Romana, l’ultimo movimento nato in Italia. Così, le sculture di Giuseppe Gallo, alcune mai viste in precedenza, vengono messe in scena nello stand creato da Gian Enzo Sperone e Marco Niccoli con grandi bronzi di oltre un metro e mezzo di altezza, in bilico tra mito, storia e ossessioni autobiografiche, offerti a 35mila euro. Insieme a Gallo, la prospettiva si allarga a Gianni Dessì, Marco Tirelli e Nunzio, con le sue caratteristiche forme tridimensionali nere in legno bruciato che da Mazzoleni di Torino spaziano da 30 a 70mila euro.
La kermesse bolognese è anche l’occasione per riflettere sul linguaggio ironico e provocatorio di Concetto Pozzati (in concomitanza con l’antologica a Palazzo Fava lo espone la bolognese Galleriapiù) e di una personalità che ha fortemente influito sulle nuove generazioni come il docente, architetto e artista Alberto Garutti, a cui Massimo Minini dedica un omaggio a pochi mesi dalla scomparsa.
Pittura, scultura e nuove tendenze dalle gallerie più interessanti ad Arte Fiera
Tra i tanti che con Garutti sono in debito c’è il protagonista del Padiglione Italia in Biennale Massimo Bartolini, oltre a Mario Airò con le sue installazioni in vendita da Vistamare di Pescara. Entrambi sono testimoni di un clima culturale a cui hanno preso parte Liliana Moro ed Eva Marisaldi, presenti nello spazio della bolognese de’ Foscherari. In ambito installativo, si sviluppa la ricerca di Chiara Camoni (in febbraio sarà protagonista di una grande mostra all’HangarBicocca di Milano), con lavori che indagano il potere rigenerativo della natura, proposti da SpazioA di Pistoia al di sotto dei 20mila euro. Naturalmente è ampia la scelta nell’ambito della pittura, un settore strategico per la fiera che sin dal 2020, prima che scoppiasse la moda, ha previsto Pittura XXI, focus di approfondimento sulle nuove tendenze curato da Davide Ferri. Tra vecchie e nuove conoscenze, si possono fare acquisti in un range generalmente compreso tra 5 e 25mila euro, che abbraccia Marco Cingolani, Andrea Salvino, Luigi Presicce, Cristiano Pintaldi, Francesco Lauretta, Marta Spagnoli, Marzia Migliora, a cui si aggiungono le ossessioni visive di Ernesto Sartori in mostra nello spazio della galleria francese Marcelle Alix (fa parte del comitato selettivo di Paris+par Art Basel), tra i pochi stranieri del parterre bolognese.
Si può comprare arte con poco budget?
Arte Fiera non disdegna i piccoli risparmiatori e ha ampliato lo spazio dedicato a multipli e disegni che offrono l’opportunità di accedere alle opere in serie di Michelangelo Pistoletto o di Christo, così come del Gruppo Fluxus. Proprio al poliedrico movimento nato alla fine degli anni Cinquanta è dedicato il percorso di MAG-Magazzeno Art Gallery di Ravenna, che permette di entrare in contatto con gli artisti neodada pagandoli meno di un abito griffato. In fiera, poi, si può compiere un percorso trasversale rintracciando le opere su carta in un contesto nel quale Hans Hartung, Lucio Fontana, Fausto Melotti, Paolo Masi vanno a braccetto con Andrea Mastrovito, Matthew Attard, Maurizio Donzelli e Marta Roberti. Quest’ultima, proposta da Sara Zanin di Roma, crea contesti stranianti su grandi carte copiative provenienti dallo Yunnan, dove l’immaginario mistico orientale va incontro a imprevedibili contaminazioni. Chi insomma cerca una bussola per orientarsi nel caotico mercato nazionale, a Bologna la può trovare.
Non solo la fiera: numerose sono le gallerie d'arte a Bologna e altri luoghi in cui scoprire l'arte contemporanea bolognese.
Anche il Catalogo dell'Arte Moderna è tra gli ospiti della fiera d'arte moderna e contemporanea più longeva d'Italia.
Dove trovare il CAM ad Arte Fiera
Espositore: Cairo Editore
Padiglione: 26
Stand: A/22
Le sale del Museo archeologico regionale di Aosta ospitano un’ampia retrospettiva dedicata a Felice Casorati (Novara, 1883 −Torino, 1963). La rassegna, a cura di Alberto Fiz, propone oltre cento opere realizzate dal 1904 al 1960, tra dipinti, sculture, disegni e bozzetti teatrali, che consentono di rileggere il percorso creativo di uno dei protagonisti del Novecento.
Casorati: le opere in mostra ad Aosta
Molti i capolavori in mostra: tra questi, Le vecchie comari (1908), Ritratto di Maria Anna De Lisi (1918), Le due sorelle (1921), Donne in barca (1933) e Testa gialla, del 1950. E, dopo quasi sessant’anni di “latitanza”, il Nudo con le trecce o Ragazza di schiena, tela del 1930. La monografica non si focalizza solo sulla pittura, ma anche sulle diverse modalità espressive dell’artista, a partire dalla scultura, incluso il bassorilievo in gesso La dormiente (1924) che faceva parte del teatro privato del collezionista torinese Riccardo Gualino. Insieme a un gruppo di disegni in parte inediti, viene proposto Fanciulla addormentata, inchiostro su carta intelata, studio preparatorio del 1921 per il dipinto omonimo distrutto in un incendio.
Le info su "Felice Casorati. Pittura che nasce dall'interno"
Aosta, Museo archeologico regionale (www.regione.vda.it).
Fino al 7 aprile.
Catalogo edito da Gli Ori.
Questo approfondimento è tratto dal n. 605 di Arte. La rivista di arte, cultura e informazione è acquistabile in edicola o sul sito di Cairo Editore.
In Italia abbiamo nomi importanti tra cui Lisetta Carmi (1924) e le sue storie di trasgressione negli anni Sessanta. Le fotografie dei transessuali nei carrugi di Genova o quelle della Sicilia, accompagnate dalle parole di Sciascia. Viaggiò anche molto in Oriente, sino a diventare una fervente induista e fondare in questi ultimi anni un ashram (luogo di meditazione) in Puglia. La sua è una fotografia nata come il prolungamento del desiderio della fotografia di accostarsi, con sensibilità ed empatia, alle persone sofferenti, agli ultimi.
Letizia Battaglia (1935) una delle prime donne fotoreporter italiane, con i suoi servizi sugli omicidi della mafia siciliana è stata l’occhio attraverso cui molti italiani hanno conosciuto le barbarie della malavita organizzata nella seconda metà degli anni Settanta. Lei stessa, in un’intervista sul suo lavoro, racconta: «Per me il reportage è andare al cuore delle cose, di un luogo, di una città, di un gruppo di persone, cioè scavare con l’immagine». Una testimonianza che mostra Palermo attraverso il ritratto di una città meravigliosamente complessa.
In conclusione, vorrei riferire di questa mostra dal titolo “L’altro sguardo. Fotografe italiane 1965- 2018”, proveniente dalla collezione privata della fotografa Donata Pizzi. Un’esposizione che ha girato molto in Italia e che ha fornito l’occasione di percorrere gli ultimi cinquant’anni di fotografia femminile nel nostro Paese. Esposte fotografie che abbracciano un ampio periodo temporale e affrontano temi legati alla questione femminile, al ruolo sociale e politico della donna, alla sua identità, nonché linguaggio espressivo del mezzo fotografico.
La mostra Ligabue, a cura di Giovanni Faccenda, si snoda attraverso 8 sale in un corpus di 71 dipinti, 8 sculture e 13 disegni ed è la prima realizzata con la Fondazione Augusto Agosta Tota per Antonio Ligabue, a quasi un anno dalla scomparsa di Augusto Agosta Tota, che dell’artista fu amico, promotore e studioso.
Le opere provengono da collezioni private, dai celebri autoritratti alla Testa di tigre del 1953 e Leopardo del 1955, dal Motociclista del 1954, alla Traversata della Siberia del 1959; dalle sculture Leone e Leonessa del 1935, a Pantera del 1938, Leonessa accucciata del 1940, fino al Busto di Gorilla del 1956; dai disegni con figure di animali all’Autoritratto a matita del 1955.
Al mondo di Ligabue ci introduce il curatore Giovanni Faccenda:, mentre alla guida della Fondazione si trovano Simona e Cinzia Agosta Tota.
Accompagna la mostra il catalogo edito da BesideBooks, con testo critico di Giovanni Faccenda, e testi di Simona e Cinzia Agosta Tota, Francesca Biagioli, Samantha Patorno e Manlio Polzella (29 euro).
La Fondazione Archivio Antonio Ligabue Parma
La Fondazione ha come scopo la promozione dell'arte e della cultura con particolare focalizzazione sulla figura e sull’opera di Antonio Ligabue, approfondite attraverso criteri scientifici e rigorosi.
Società Promotrice delle Belle Arti in Torino
La Società Promotrice delle Belle Arti in Torino fu costituita nel 1842 con l'obiettivo di promuovere l'arte dell’epoca. Dal 1914 è ubicata nella Palazzina appositamente edificata nel Parco del Valentino, ed è attualmente uno spazio dedicato a esposizioni temporanee.