L’Accademia di Brera compie 250 anni
Storia, maestri e nuove prospettive per l’arte italiana
Nel 1776, quando Milano viveva una delle sue stagioni più fervide dal punto di vista culturale, aprivano i primi corsi dell’Accademia di Belle Arti di Brera. Pittura, Scultura, Ornato e Architettura costituivano il nucleo originario di un progetto voluto dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria, parte di un programma riformatore che trasformò Milano in un laboratorio illuminista a livello europeo.
Oggi, 250 anni dopo, Brera celebra questo anniversario con un programma esteso di mostre, ricerche e iniziative che attraverseranno tutto il 2026.
La storia dell’Accademia attraversa eventi cruciali della storia italiana: la stagione napoleonica, il Risorgimento, i movimenti del Novecento, le sperimentazioni contemporanee.
Già tra Settecento e Ottocento, personalità come Giuseppe Bossi contribuirono alla nascita della collezione destinata a diventare la Pinacoteca di Brera, consolidando il ruolo dell’istituzione come centro di ricerca, conservazione e formazione.
Nel corso dei secoli Brera è stata un crocevia di maestri e studenti che hanno lasciato un segno profondo nella storia dell’arte italiana: da Segantini a Medardo Rosso, da Carrà a Marini, fino ai linguaggi del contemporaneo.
Le celebrazioni ufficiali si aprono il 22 gennaio 2026, data simbolica dell’inizio dell’Anno Accademico, con il conferimento della Laurea Honoris Causa a Giulio Paolini, tra i protagonisti dell’arte concettuale italiana. La sua Lectio Magistralis nella Sala Napoleonica è uno dei momenti più attesi dell’anno celebrativo.
Il calendario prevede:
- mostre diffuse tra Palazzo di Brera, San Carpoforo, Palazzo Citterio e altri spazi storici;
- aperture straordinarie dei laboratori, che in estate diventeranno luoghi visitabili dal pubblico, permettendo di osservare da vicino il lavoro delle diverse Scuole (Pittura, Scultura, Scenografia, Grafica d’Arte, Nuove Tecnologie dell’Arte);
- progetti espositivi dedicati ai diplomati recenti e ai talenti emergenti;
- un focus su Francesco Hayez, in collaborazione con la Pinacoteca di Brera, che riunirà opere del museo e dell’Accademia in un’unica grande retrospettiva.
L’anniversario segna anche la presentazione del nuovo logo dell’Accademia, che rilegge l’iconografia storica della Minerva ottocentesca in chiave contemporanea.
Un gesto che interpreta l’identità dell’istituzione: radicata nella tradizione ma aperta ai linguaggi del presente.
Parallelamente, procede la realizzazione del nuovo Campus delle Arti, dedicato a video, cinema, fotografia e archivi dell’arte contemporanea. Un progetto che estende Brera oltre i suoi confini storici e che testimonia il ruolo dell’Accademia come polo creativo in continuo dialogo con la città.
Brera non è solo una scuola: è un’istituzione che ha influenzato la formazione artistica e la visione culturale del Paese per due secoli e mezzo.
La sua storia racconta l’evoluzione dell’arte italiana attraverso:
- il passaggio dal modello delle botteghe alla formazione accademica pubblica;
- la nascita delle collezioni museali moderne;
- il rapporto tra arte e società, dai movimenti ottocenteschi fino alle ricerche contemporanee;
- il dialogo tra discipline diverse, uno dei tratti distintivi del “sistema Brera”.
Le celebrazioni del 2026 rappresentano quindi non solo una ricorrenza storica, ma un’occasione per riflettere su quanto l’Accademia continui a essere un luogo vivo, attraversato da migliaia di studenti, docenti, ricercatori e artisti che ogni giorno contribuiscono a definirne l’identità.
I 250 anni dell’Accademia di Brera sono un invito a tornare nei suoi spazi, a riscoprirne la storia, a osservare da vicino ciò che accade nei suoi laboratori e nei suoi corridoi, dove tradizione e sperimentazione convivono da generazioni.
Per chi segue l’arte, o la pratica, questo anniversario è un momento unico per rileggere il passato e immaginare i futuri possibili dell’arte italiana.