Eugenio Carmi
CRITICA: Alto interesse critico consolidato
MERCATO: estensione Nazionale, fascia Media, Presenza limitata sul mercato
E-MAIL: info@eugeniocarmi.eu
REFERENZE: Milano, Archivio Eugenio Carmi.
PARTECIPAZIONI: Prato, Galleria Open Art, dic. 2024.
NOTA CRITICO-BIOGRAFICA
Formazione, Periodi e Soggetti: dopo inizi figurativi negli anni Quaranta, dai primi Cinquanta è esponente dell’Astrattismo italiano con la pittura Informale e, dalla fine degli anni Sessanta, con il rigore delle forme geometriche. Ha realizzato due opere cinetiche con una delle quali, la SPCE, è stato invitato alla 33a Biennale di Venezia del 1966. Dal 1958 al 1965 è responsabile dell’immagine di Italsider e nel 1963 fonda la Galleria del Deposito. Membro dell’Alliance Graphique International, è considerato ancora oggi un innovatore del linguaggio grafico degli anni Cinquanta e Sessanta. Sempre in collegamento col mondo e con collaboratori, artisti e intellettuali internazionali, ha spesso un ruolo trainante e catalizzatore di talenti. Dall’amicizia e collaborazione con Umberto Eco nascono tre favole per bambini - tradotte poi in tutto il mondo - e Stripsody, opera che deve la sua unicità alla profonda sintonia artistica e umana tra Carmi, Eco e Cathy Berberian. Nei decenni espone in numerosissime personali in Italia e all’estero, sue opere sono presenti nelle collezioni di musei e istituzioni in Italia, Germania, Gran Bretagna, Polonia, Stati Uniti. Si autodefiniva Fabbricante di immagini.
Tecniche: tela e carta, scultura, latta litografata, appunti sul nostro tempo, smalto su acciaio, gioielli, vetrate, arte moltiplicata, arte cinetica, sperimentazione televisiva.