Torino
Brescia

Museo di Santa Giulia - Brescia

«Non c’è un’arte al femminile. C’è solo l’arte e per molti secoli straordinarie artiste sono state cancellate a favore di una storia di soli uomini»: chi lo dice è Cecilia Alemani nella nostra inchiesta sulle artiste che stanno trasformando lo stato dell’arte. Una “rivoluzione in corso” presente già nella mostra da lei curata per la Biennale di Venezia un anno fa, che aveva acceso i riflettori sui protagonisti di un nuovo e necessario processo di cambiamento. Le artiste, appunto. Quelle già attive nel sistema internazionale e le tante presenti in realtà inattese, testimoni di problematiche oggi non più ineludibili. Tutte insofferenti all’idea di essere definite l’altra metà del cielo. All’inchiesta fanno poi da contrappunto servizi che danno conto di questo cambio di scena, come l’intervista all’artista sudafricana e attivista Lgbtqia+ Zanele Muholi, un focus sulla carriera “sovversiva” di Marina Abramovic ́ e i nuovi lavori di Suzanne Jackson e di Giulia Andreani.
Shirin Neshat (Qazvin, Iran, 1957), Stories of martyrdom (Women of Allah series), 1994, nella mostra Finché non saremo libere (a cura di Ila- ria Bernardi), al Museo di Santa Giulia a Brescia dall’11 novembre al 28 gennaio 2024.

CENTRO
immagine dell'opera di Tintoretto, San Rocco colpito dalla peste, 1559
Scuola Grande di San Rocco, Venezia
Tintoretto, San Rocco colpito dalla peste, 1559
Fondazione Prada

Fondazione Prada nasce dall’omonima casa di moda milanese nel 1993. A Milano Fondazione Prada organizza mostre temporanee oltre alla collezione permanente (sono ormai un simbolo di Fondazione Prada i funghi dell’installazione “Synchro System” di Carsten Höller). Famoso è anche il bar progettato da Wes Anderson e il ristorante sulla torre di Fondazione Prada.

Tempio dell’arte contemporanea, ospita la collezione Prada, installazioni permanenti di Louise Bourgeois, Robert Gober e Thomas Demand, e mostre temporanee di qualità: da Post Zang Tumb Tuuum, curata da Germano Celant, alle personali dedicate a Domenico Gnoli, Elmgreen & Dragset ed Edward Kienholz. Non mancano sconfinamenti nell’antico, come la recente Recycling beauty, curata da Salvatore Settis, e Sanguine: Luc Tuymans on Baroque. Qui il regista Alejandro G. Inarritu ha presentato Carne y arena, installazione di realtà virtuale emotivamente coinvolgente.

Chiara Costa, Head of programs della fondazione, sottolinea come le mostre più recenti siano state visitate da un pubblico sempre più ampio e sempre più giovane:

«Questo per noi significa che proporre quesiti e storie attraverso il formato espositivo è ancora un modo efficace di stimolare il pensiero ed espandere l’esperienza della visita oltre i confini fisici della Fondazione. A partire dal 2020 il tema dell’incertezza è stato per noi la principale fonte d’ispirazione per immaginare i progetti futuri, anche se fin dai primi anni di attività la Fondazione si è esercitata a lavorare sulle possibilità, sui dubbi e sulle domande». 

Fondazione Prada, una delle fondazioni di arte da vedere a Milano
Wikimedia Commons
Fondazione Prada, una delle fondazioni di arte da vedere a Milano
Pirelli HangarBicocca

Chiamato spesso semplicemente Hangar Bicocca, in un’altissima navata sono esposte sei opere di Anselm Kiefer, un’installazione, I sette palazzi celesti (2004-2015), simboliche torri alte tra 13 e 19 metri, e cinque tele monumentali, realizzate tra il 2009 e il 2013, che riassumono tutta la poetica del grande artista tedesco. L’altra navata è dedicata alle grandi mostre temporanee, da Steve McQueen e Bruce Nauman a Chen Zhen, Mario Merz, Maurizio Cattelan e Cerith Wyn-Evans. Come spiega il direttore artistico Vicente Todolí,

«l’obiettivo è produrre conoscenza, rendendo l’arte contemporanea accessibile a tutti. Pensiamo che le mostre siano per i visitatori uno strumento per vivere un’esperienza che possa arricchire la loro vita e permetta loro di costruirsi una propria storia dell’arte. Nello Shed, dove presentiamo artisti più giovani e mid-career, lo spazio architettonico influisce nelle nostre scelte, ma nelle navate, dove esponiamo il lavoro di artisti più affermati e storicizzati, lo spazio determina le scelte, perché l’opera d’arte deve entrare in una relazione simbiotica con lo spazio. La gratuità dell’ingresso facilita un’affluenza più spontanea e trasversale tra le generazioni».

Pirelli HangarBicocca, una delle fondazioni di arte da vedere a Milano
Samuele Ghilardi su Flickr
Gli interni del Pirelli HangarBicocca con l'installazione di Anselm Kiefer, I sette palazzi celesti
Fondazione Luigi Rovati

Ultima arrivata nel panorama artistico milanese, Fondazione Rovati ha già conquistato un pubblico colto e raffinato, che apprezza il confronto tra i reperti di arte etrusca e le opere d’arte contemporanea della collezione permanente. È un museo pensato «come luogo di sperimentazione e dialogo, attraverso esposizioni, incontri ed eventi multidisciplinari», spiega la direttrice Monica Loffredo: «Il 15 marzo abbiamo inaugurato Diego, l’altro Giacometti, prima mostra italiana sull’artista svizzero, naturalizzato francese, fratello di Alberto, con il quale ebbe un rapporto quasi simbiotico. È la prima mostra in cui prestiti temporanei si inseriscono nell’allestimento permanente, attivando un dialogo anche con l’arte etrusca, che fu tra le fonti d’ispirazione di Giacometti». Sono esposti sessanta oggetti, sculture, arredi, piccoli animali e maquette.

Fondazione Luigi Rovati, una delle fondazioni di arte contemporanea e archeologia da vedere a Milano
Fondazione Rovati su Instagram
Fondazione Luigi Rovati, una delle fondazioni di arte contemporanea e archeologia da vedere a Milano