Dopo essersi confrontata con diversi artisti nel tempo – anche in occasione del Premio per Cartoni Musivi, promosso dai primi anni Cinquanta dalla Pro Spilimbergo per stimolare proposte aggiornate sul piano estetico – la Scuola Mosaicisti del Friuli, dalla seconda metà degli anni Novanta, ha avviato un processo di rinnovamento, studio, riflessione, ricerca e sperimentazione facendosi promotrice di vari eventi e contatti con la dimensione artistico-culturale contemporanea.
Per questione di spazio, qui si focalizza l’attenzione su un’iniziativa emblematica, agli albori del XXI secolo, intitolata Mosaico è, un evento che nella fase di preparazione è stato capace di valorizzare e reimpostare il rapporto dialettico tra pictor imaginarius e magister musivarius, nel rispetto della natura del mosaico. L’evento ha coinvolto 28 artisti di fama nazionale. È stata l’occasione in cui la Scuola Mosaicisti del Friuli ha dialogato con artisti che hanno consegnato consapevolmente le loro ideazioni all’interpretazione sapiente degli allievi della Scuola guidati dai loro maestri.
Molti artisti sono rimasti affascinati dalle esplorazioni percettive rese possibili dal linguaggio insito nell’arte musiva, dotata di coinvolgenti fattori sensoriali (texture, riflessi, luce, punto di vista): essenzialità, sintesi del segno, superfici vibranti e dinamiche d’impianto astratto hanno offerto un impatto forte attraverso le opere musive che omaggiano per esempio le ideazioni di Getulio Alviani, i reticolati segnici di Carlo Ciussi, la sintesi compositiva e cromatica di Mario Deluigi, Enrico Della Torre, le accensioni cromatiche di Piero Dorazio, Ennio Finzi, Armando Pizzinato, la gestualità di Guido Strazza, la sintesi evocativa di Lojze Spacal, i segni-tracciati di Tommaso Cascella, la scrittura asemica di Riccardo Licata.
A questi si aggiungono, sul piano figurativo, ulteriori omaggi musivi dedicati ad altri artisti: sono state rese, per esempio, in modo vibrante le potenti sciabolate di colore di Luigi Voltolina, la dimensione visionaria e simbolica di Carmelo Zotti, l’intimismo di Alberto Gianquinto, il segno grafico di Giuseppe Zigaina, le narrazioni colorate di Mario Cresci, Ugo Nespolo, Emilio Tadini, Ernesto Treccani, Aldo Turchiaro, il segno vivo, delicato e incisivo di Vittorio Basaglia e Diego Birelli, la semplificazione formale e cromatica di Concetto Pozzati e Giacomo Soffiantino.
Con Giorgio Celiberti, artista udinese dal personalissimo linguaggio di forte valenza segnica e materica, la Scuola Mosaicisti del Friuli non solo ha instaurato un rapporto particolare all’interno dell’evento Mosaico è, ma fin dagli anni Novanta ha condiviso vari progetti: nel 1991 Celiberti realizzava un grande affresco nello stesso luogo in cui la Scuola Mosaicisti del Friuli mosaicava i pavimenti dell’atrio presso l’Hotel Kawakyu di Shirahama vicino a Osaka; nel 1999, su ideazione di Celiberti, la Scuola Mosaicisti del Friuli ha realizzato il mosaico parietale per l’Auditorium San Quirino a Udine, dove le tessere musive danno corpo a colori espansi e segni essenziali, ricollegabili a quell’idea di graffito, traccia, memoria che tanta parte assume nella poetica dell’artista.
A seguire, nel 2011, gli allievi del terzo corso hanno realizzato una stele, Sentinella del mattino, in occasione di uno stage dedicato all’“incontro con l’artista”: un’opera tattile, con soluzioni plastiche, rilievi, grafemi che trovano nel mosaico nuovi stimoli materici, nuove profondità.
Non meno importante è stato qualche anno fa il rapporto instaurato con Giorgio Celiberti in occasione di un’altra iniziativa, pensata per abbellire il lungomare di Lignano Pineta: si fa qui riferimento al Simposio sul Mosaico Contemporaneo, finalizzato a intervenire sulle pareti esterne degli stabilimenti balneari con grandi mosaici realizzati dalla Scuola Mosaicisti del Friuli a partire da piazza Marcello D’Olivo, andando in sequenza dal Bagno 1 al Bagno 7.
I mosaici, realizzati tra il 2017 e il 2023, omaggiano l’opera di Carlo Ciussi, Luciano Ceschia, Marcello D’Olivo, Giorgio Celiberti, Luigi del Sal, Afro Basaldella, Gianni Borta, offrendo un ricco e significativo percorso espositivo dell’arte musiva contemporanea.
Un’arte che è percepibile in tutta la sua forza comunicativa visitando la galleria espositiva della Scuola Mosaicisti del Friuli, dove si possono vedere alcuni dei capolavori sopra elencati, ma anche tutte le opere che implementano ogni anno il percorso grazie alle novità espresse da parte degli allievi, sotto la guida e lo stimolo dei maestri. Un percorso musivo dinamico, interessante ed emozionante secondo le testimonianze delle migliaia e migliaia di persone che ogni anno visitano la nostra Scuola.
Arte carceraria, linguaggi innovativi e dialogo globale hanno confermato l’impegno della Chiesa nel rendere l’arte strumento di incontro, con la speranza al centro dello spazio pubblico. In conclusione, si riporta un estratto dell’omelia preparata da papa Francesco e letta, in occasione del Giubileo degli artisti, il 16 febbraio 2025 dal cardinale Tolentino de Mendonça: “Cari artisti, vedo in voi dei custodi della bellezza che sa chinarsi sulle ferite del mondo, che sa ascoltare il grido dei poveri, dei sofferenti, dei feriti, dei carcerati, dei perseguitati, dei rifugiati.
Qualcuno potrebbe dire: ‘Ma a che serve l’arte in un mondo ferito? Non ci sono forse cose più urgenti, più concrete, più necessarie?’. L’arte non è un lusso, ma una necessità dello spirito. Non è fuga, ma responsabilità, invito all’azione, richiamo, grido”.
Dal 24 aprile al 13 settembre 2026, nelle sale del Sottoporticato di Palazzo Ducale, apre al pubblico la mostra “Mimmo Rotella. 1945–2005”, una grande retrospettiva dedicata a uno dei protagonisti più radicali e innovativi dell’arte italiana e internazionale del Novecento.
Prodotta da Fondazione Mimmo Rotella in collaborazione con la Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, e curata da Alberto Fiz, l’esposizione celebra l’artista a vent’anni dalla scomparsa (1918–2006), restituendo tutta la complessità e l’attualità di una ricerca che ha trasformato in modo definitivo il rapporto tra arte, immagine e società contemporanea.
La mostra ripercorre l’intero arco creativo di Mimmo Rotella, dalle prime sperimentazioni astratte del secondo dopoguerra, influenzate dal surrealismo, fino alle Nuove Icone degli ultimi anni. Un percorso articolato che mette in luce la coerenza e la forza di un linguaggio capace di interpretare la nascita e l’evoluzione della società dell’immagine e del consumo.
Oltre cento opere, provenienti da musei, fondazioni e collezioni pubbliche e private internazionali, compongono un itinerario suddiviso in cinque sezioni tematiche, offrendo una lettura completa e approfondita dell’opera dell’artista.