Nel frattempo, altri artisti italiani, come Mimmo Germanà e Salvo, continuavano a esplorare l'immagine con un approccio solitario e profondo, difendendo la pittura come gesto e atto mentale. A livello internazionale, si osservava un ritorno alla narrazione attraverso la pittura, in contrasto con le tendenze artistiche degli anni '60 e '70, come la pittura informale, l'Arte Povera teorizzata da Germano Celant, e le esperienze del minimalismo e della Land Art.
Negli anni '80, l'Italia vide emergere figure come Remo Salvadori ed Ettore Spalletti, che operavano al di fuori di movimenti specifici, sviluppando una coerenza artistica straordinaria che attirò l'attenzione di critici come Germano Celant. Parallelamente, a livello internazionale, un approccio neo-espressionista si affermava con artisti come Baselitz, Penk, e Immendorff. In quegli anni, l'arte di strada iniziava a infiltrarsi nelle gallerie con nomi come Basquiat, Haring e Rammelzee, sostenuti in Italia dagli studi pionieristici di Francesca Alinovi. Ma gli anni '80 furono anche il decennio della scultura oggettuale, dei simulacri di Jeff Koons e delle opere di artisti come Jenny Holzer, Barbara Kruger, Anish Kapoor, e Thomas Struth. Questi artisti segnarono una svolta nella comunicazione visiva, esplorando nuovi linguaggi artistici.
Gli anni '90, invece, furono caratterizzati da una globalizzazione crescente e da un'esplorazione approfondita delle questioni sociali e antropologiche, come dimostrato dalle ricerche di Mariko Mori e Shirin Neshat. La Young British Art e l'esposizione "Post Human" del 1993, curata da Jeffrey Deitch, introdussero nuovi discorsi sul corpo e la sua rappresentazione.
Artisti come Damien Hirst, Marlene Dumas, e i rappresentanti delle geografie africane iniziarono a conquistare il sistema dell'arte internazionale, così come artisti cinesi e sovietici, che fino a quel momento erano sconosciuti in Europa e negli Stati Uniti.
All'interno del panorama artistico italiano negli ultimi tre decenni sono emerse figure come Maurizio Cattelan, Marcello Maloberti, Diego Perrone, Adrian Paci, Sarah Ciracì, Nicola Samorì, e Francesco Arena, che hanno portato avanti ricerche sulla memoria storica e artistica. Le istituzioni come il MAXXI, la Fondazione Prada e il Madre, hanno giocato un ruolo cruciale nel promuovere l'arte contemporanea, insieme a gallerie come Massimo De Carlo e Lia Rumma.
Among the invisible joins. La collezione Enea Righi - Museion | dal 28 settembre al 2 marzo 2025
Una delle più signifcative raccolte di arte contemporanea si apre al pubblico dal 28 settembre nel Museion di Bolzano. La collezione di oltre 150 opere del mecenate bolognese Enea Righi mostra un filo conduttore principale quale quello dell'identità, fluida e inafferrabile. Quadri, fotografie, sculture ed architetture si alternano, portando ai nostri occhi opere di Lisetta Carmi, Nan Goldin, Giulia Cenci, Roman Ondak e Massimo Bartolini tra gli altri.
Marina Abramović. Between breath and fire - gres art 671 | dal 14 settembre al 16 febbraio 2025
Trenta opere che esplorano l'universo della grande performer serba si susseguono a Bergamo nel gres art 671, nuovo grande spazio per l'arte e la cultura inaugurato nel 2023. L'esposizione presenta, tra lavori storici e recenti, anche l'impattante "Seven deaths", forte installazione di body art in cui cinema e teatro si fondono e dove l'artista interpreta la morte prematura di 7 grandi eroine della musica operistica.
Mario Merz. Qualcosa che toglie il peso - Fondazione Merz | fino al 6 ottobre
Presso la Fondazione Merz di Torino è in corso un bellissimo omaggio al maestro dell'Arte Povera, scomparso nel 2003. Tutto l'alfabeto concettuale e iconografico dell'artista, racchiuso in 22 opere selezionate, trova espressione in questo luogo, dove vuole comunicarci l'importanza della leggerezza nel lavoro e nella vita. Presenti qui tutti i diversi mezzi espressivi usati da Merz, dai dipinti su carta ai neon alle sculture metalliche.
Il Surrealismo e l'Italia - Fondazione Magnani-Rocca | dal 14 settembre al 15 dicembre
Cento anni dopo la nascita del Surrealismo, la Fondazione Magnani-Rocca celebra questo movimento, una delle avanguardie più determinanti e longeve del XX secolo, con una grande mostra a Parma. L’esposizione presenta oltre 150 opere di artisti quali Dalí, Magritte e de Chirico, esplorando l'influenza del Surrealismo in Italia e il suo impatto sulla scena culturale e artistica del Novecento. La mostra si articola in due capitoli: il primo dedicato al Surrealismo internazionale ed al suo arrivo in Italia, il secondo ai protagonisti italiani del movimento, da Enrico Baj a Leonor Fini e Fabrizio Clerici.
Picasso lo straniero - Palazzo Reale | dal 20 settembre al 2 febbraio 2025
Va in mostra a Palazzo Reale il racconto emozionante della vita e carriera del grande artista e genio del Novecento. Curata dalla scrittrice e storica francese Annie Cohen-Solal, vede oltre 80 opere in prestito dal Musée national Picasso-Paris e dal Musée National de l’Histoire de l’Immigration. Opere, documenti, fotografie e video che invitano a riflettere sui temi dell’accoglienza, dell’immigrazione e della relazione con l’altro. Temi che plasmarono la vita di Picasso, il quale infatti, nonostante si fosse trasferito a Parigi stabilmente dal 1904, non riuscì mai ad ottenere la cittadinanza francese.
Mirò - Il costruttore di sogni - Museo storico della Fanteria | dal 14 settembre al 23 febbraio 2025
La capitale ospita una monografica dedicata all'artista catalano che ha rivoluzionato più di ogni altro il linguaggio dell'arte moderna. Oltre 150 opere sono giunte in prestito da collezioni private (e per questo in Italia hanno un carattere inedito) al Museo storico della Fanteria, grazie al patrocinio dell'Ambasciata italiana di Spagna. Il percorso espositivo è diviso in otto aree tematiche che esplorano la poliedricità espressiva di Mirò, il quale nel corso della sua carriera passò dalle litografie alle sculture fino alle tele. Completa la mostra un'imperdibile sezione dedicata ad opere degli amici dell'artista, che vanta nomi del calibro di Man Ray, Picasso, Dalì e Cohen.
Max Liebermann. Un impressionista di Berlino - Museo Casa di Goethe | dal 20 settembre al 9 febbraio 2025
La prima retrospettiva in Italia dedicata al padre della Berliner Secession va in mostra al Museo Casa di Goethe. Le 34 opere esposte raccontano una carriera artistica lontano dagli schemi e dagli accademismi, ma sempre in evoluzione. Le tele di Liebermann hanno pennellate dai colori cangianti e grandi punti di luce, dai tratti quasi impressionisti, che lasciano ancora oggi senza fiato.
Questo articolo è tratto dal numero 613 di Arte, la rivista di riferimento per tutti gli appassionati d'arte, di Cairo editore. Puoi abbonarti o regalare un abbonamento ad Arte, cliccando qui.