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Camilla Gurgone vince il 25° Premio Cairo.

di Redazione
13.10.2026

La memoria nell'epoca dell'intelligenza artificiale

Nella cornice del Museo della Permanente di Milano si è svolta ieri sera la cerimonia di premiazione della 25ª edizione del Premio Cairo, il riconoscimento ideato nel 2000 da Urbano Cairo e promosso dal mensile ARTE, che negli anni si è affermato come uno dei più significativi osservatori della giovane arte contemporanea italiana. Un traguardo importante per un premio che, fin dalla sua nascita, ha saputo intercettare e sostenere alcuni dei protagonisti più interessanti delle nuove generazioni artistiche.

A conquistare la giuria è stata Camilla Gurgone (Lucca, 1997) con Latēre, un'opera inedita che affronta una delle questioni più complesse e attuali della contemporaneità: il rapporto tra memoria umana e tecnologia.

Latēre: memoria e intelligenza artificiale

Attraverso una stampa a colori su carta termica, l'artista costruisce un dispositivo visivo in cui intelligenza artificiale e interventi di post-produzione diventano strumenti per evocare la presenza di una persona cara scomparsa, indagando la natura fragile e mutevole del ricordo.

In un momento storico in cui le tecnologie digitali sembrano ridefinire il nostro rapporto con il passato e con le immagini, Latēre si distingue per la capacità di affrontare tali temi senza cedere a facili entusiasmi o a visioni distopiche. L'opera utilizza infatti gli strumenti tecnologici come mezzi di riflessione, interrogandosi sulla possibilità di conservare, trasformare e tramandare la memoria individuale.

La giuria, presieduta da Bruno Corà e composta da Luca Massimo Barbero, Mariolina Bassetti, Giovanna Forlanelli, Arturo Galansino, Gianfranco Maraniello, Renata Cristina Mazzantini ed Emilio Isgrò, ha premiato il lavoro di Gurgone «per la capacità di utilizzare consapevolmente le ipertecnologie esaltando e proteggendo la memoria umana», sottolineando come «l'arte viva del tempo».

Il percorso dell'artista e il riconoscimento

Con la vittoria, l'artista si aggiudica il premio di 25.000 euro e l'ingresso dell'opera nella prestigiosa Collezione Premio Cairo, che raccoglie tutti i lavori vincitori delle precedenti edizioni. A Camilla Gurgone sarà inoltre dedicata la copertina del numero di dicembre di ARTE, accompagnata da un'intervista esclusiva. 

Classe 1997, l'artista lucchese si è laureata in Scultura alla RUFA di Roma e ha successivamente conseguito il Master in Arti visive e studi curatoriali alla NABA di Milano. La sua ricerca si sviluppa tra installazione, immagine e performance, con particolare attenzione alle trasformazioni tecnologiche e alle loro ricadute sulla costruzione dell'identità e della memoria collettiva. 

L'edizione 2026 del Premio Cairo ha visto confrontarsi venti artisti selezionati dalla redazione di ARTE: Mattia Barbalaco, Ornella Cardillo, Luca Ceccherini, Nina Ćeranić, Martina Cinotti, Lorenzo Conforti, Luca Gioacchino Di Bernardo, Lorenzo Ermini, Maria Elisa Ferraris, Alessandro Fogo, Camilla Gurgone, Guglielmo Maggini, Davide Mancini Zanchi, Miriam Marafioti, Silvia Paci, Peng Shuai Paolo, Giotto Riva, Victoria Stoian, Simone Stuto e Annalaura Tamburrini. A ciascuno è stata richiesta un'opera inedita, confermando la vocazione del premio a promuovere la sperimentazione e la ricerca. 

Il Premio alla Carriera a Nino Migliori

Durante la serata è stato inoltre conferito il Premio Cairo alla Carriera a Nino Migliori, figura centrale della fotografia e della ricerca visiva europea, la cui opera continua a rappresentare un punto di riferimento per generazioni di artisti.

Un riconoscimento che ha ulteriormente arricchito una serata dedicata al dialogo tra generazioni diverse dell'arte italiana, tra ricerca emergente e grandi maestri.

La mostra alla Permanente

Dal 13 al 18 ottobre il pubblico potrà visitare gratuitamente al Museo della Permanente la mostra del 25° Premio Cairo, che riunisce le venti opere finaliste insieme all'intera Collezione Premio Cairo. Il percorso espositivo è arricchito anche dalla sezione I Grandi Autoritratti per Arte, che presenta quattordici autoritratti realizzati negli anni Ottanta da artisti come Renato Guttuso, Fausto Melotti, Giulio Turcato ed Enrico Baj per le copertine della storica rivista Bolaffi Arte, oggi ARTE. 

A venticinque anni dalla sua istituzione, il Premio Cairo continua così a confermare la propria duplice natura: da un lato osservatorio privilegiato sulle nuove tendenze dell'arte italiana, dall'altro laboratorio di idee e linguaggi capace di accompagnare gli artisti nelle prime fasi del loro percorso. L'affermazione di Camilla Gurgone si inserisce in questa tradizione, portando al centro del dibattito una riflessione particolarmente urgente: come custodire la memoria nell'epoca dell'intelligenza artificiale.