Toti Scialoja

Roma, 16 dicembre 1914 - Roma, 1 marzo 1998

CRITICA: Grande Maestro

MERCATO: estensione Internazionale, fascia Media, frequenza Media

REFERENZE: Roma, Galleria Edieuropa; Roma, Fondazione Scialoja.

PARTECIPAZIONI: Siena, Santa Maria della Scala, ott. 2024; Taranto, CRAC Puglia, ott. 2024; Torino, Musei Reali, ott. 2024; Bari, Kursaal Santalucia, nov. 2024; Jesi, Palazzo Bisaccioni, dic. 2024; Prato, Galleria Open Art, dic. 2024; Roma, Antonacci Lapiccirella Fine Art, mag. 2025.

 

NOTA CRITICO-BIOGRAFICA

Formazione: compie studi giuridici, che interrompe nel 1937 per dedicarsi alla pittura.

Periodi: dopo una giovanile stagione espressionista nell’ambito della Scuola Romana, compie viaggi a Parigi nel 1947-48 e nel 1950, approdando nel 1955 all’Astrattismo. Nel 1956 espone a New York da Catherine Viviano e conosce gli esponenti della Scuola di New York. Si avvicina quindi all’Informale, sperimentando varie tecniche, dal dripping all’uso di stracci impregnati di colore, agli inserti materici. Sono del 1957 le prime Impronte, ottenute stampigliando sulla tela un foglio imbevuto di colore. Negli anni Settanta dipinge elementi geometrici scanditi ritmicamente, mentre dal 1982 torna a una pittura gestuale. Nello stesso anno diventa direttore dell’Accademia di Roma, dove aveva insegnato per anni. Si è occupato a lungo di scenografie teatrali e ha pubblicato significativi libri di poesia, apprezzati da Calvino, Arbasino, Raboni.

Soggetti: figure, nature morte, paesaggi (periodo figurativo), composizioni astratte e informali.

Tecniche: olio, tempera, vinavil, collage, acquerello