Renato Vernizzi

Parma, 1 luglio 1904 - Milano, 18 gennaio 1972

Formazione: la conoscenza tra Renato Vernizzi e i colori avviene nella bottega del padre decoratore, ma il suo primo maestro è il pittore locale Icilio Bianchi, amico di famiglia. In seguito frequenta la Scuola di figura presso l’Accademia di Parma. Anche il figlio Luca si dedica all'arte. 

 

Periodi: dopo un periodo iniziale legato a Novecento, nel 1930 si trasferisce a Milano, dove conosce Angelo del Bon ed entra in contatto con i fermenti culturali milanesi e con il gruppo dei Chiaristi. Segue un breve periodo ispirato a un fauvismo correntiano, ma le sue eccezionali qualità di ritrattista lo vedono successivamente impegnato in una forte e singolare rilettura del Cinquecento veneto e spagnolo

 

Nella seconda parte degli anni Sessanta si colloca una fase di nitida meditazione geometrica, dove l’immagine sembra disciplinarsi in un contorno più saldo e preciso e la quotidianità assume una valenza metafisica che si direbbe di ascendenza hopperiana.

 

Soggetti: ritratti, paesaggi, nature morte, interni.

 

Tecniche: olio, affresco, acquerelli, tempere, spaziando anche nel campo dell’incisione serigrafica.