Alik Cavaliere

Roma, 5 agosto 1926 - Milano, 5 gennaio 1998

CRITICA: Grandi Maestri
MERCATO: estensione internazionale, fascia medio-alta, frequenza larga
RECAPITO: c/o Centro Artistico Alik Cavaliere, via De Amicis 17, 20123 Milano.
E-MAIL: centro.alikcavaliere@gmail.com
REFERENZE: Monaco, Hasenclever; Parma, Galleria d’Arte Niccoli; Udine-Milano, Copetti Antiquari.
PARTECIPAZIONI: Vicenza, Basilica Palladiana, mar. 2024; Taranto, CRAC Puglia, apr. 2024.

NOTA CRITICO-BIOGRAFICA
Formazione
: studia all’Accademia di Brera, con Manzù, Funi e Marino Marini.

Periodi e Soggetti: dopo esordi realisti, negli anni Sessanta esplora il tema della natura, avvicinandosi al Surrealismo e a Giacometti, ma ispirandosi anche a Lucrezio e a Campanella. Espone questi suoi lavori alla Biennale di Venezia del 1964. Dai tardi anni Sessanta il tema delle sue opere diventa spesso quello della libertà o della sua mancanza (alberi, frutti, figure sono imprigionati in gabbie) e del mito, soprattutto di Dafne. Nel 1972 espone, con una seconda personale, alla Biennale di Venezia. La sua scultura si apre intanto allo spazio circostante con una serie di “ambienti”. Lavora inoltre a quattro mani con altri artisti, tra cui Scanavino e Vincenzo Ferrari. Degli anni Ottanta sono grandi installazioni sul tema della memoria e del rapporto con la classicità.

Tecniche: tra le principali, bronzo a cera persa, metalli, plastiche, vetro, resine, specchio.