Nella sede milanese delle Gallerie d’Italia – le altre sono a Napoli, Vicenza e Torino – è conservata la collezione di arte dell’Ottocento di Fondazione Cariplo e di moderna e contemporanea di Intesa Sanpaolo, una raccolta di altissimo livello. Per Michele Coppola, direttore delle Gallerie d’Italia,
«è il risultato di un progetto coerente, realizzato con impegno e dedizione da parte della prima banca italiana, che vuole dare il proprio contributo alla crescita anche culturale del Paese condividendo le collezioni d’arte e i palazzi di proprietà secondo modalità che dialogano con l’identità e la vocazione propria di ciascuna città in cui i musei hanno sede.»
In quella milanese il pubblico ha apprezzato anche mostre sul Romanticismo, Canova e Thorvaldsen, l’ultimo Caravaggio, Bellotto e Canaletto. Fino al prossimo autunno si potranno vedere alcune installazioni al neon di Dan Flavin, mentre dal 25 maggio si potrà visitare il nuovo allestimento, curato da Luca Massimo Barbero (già membro della giuria del Premio Cairo), di alcune opere della collezione di arte moderna e contemporanea di Banca Intesa, da Lucio Fontana ed Enrico Castellani a Robert Ryman, Roman Opalka e Gerhard Richter.
Museo Novecento
Inaugurato nel 2014 nell’antico Spedale delle Leopoldine, il Museo Novecento espone a rotazione la collezione comunale d’arte italiana del XX e XXI secolo, che comprende la raccolta Alberto della Ragione, donata alla città di Firenze dopo l’alluvione del 1966. Il Museo del Novecento mette in scena anche personali di respiro internazionale. Come spiega il direttore Sergio Risaliti,
«è un museo civico, quindi vuole educare, sensibilizzare e aggiornare i cittadini, anche i bambini, i giovani e gli studenti universitari, sulla storia dell’arte del Novecento e contemporanea, con uno sguardo il più ampio e anticonformista possibile, indagando anche la produzione di artisti da riproporre all’attenzione del collezionismo, come Corrado Cagli e Filippo de Pisis», protagonisti di due grandi mostre recenti.
Palazzo Strozzi
Costruito tra il 1489 e il 1505, ospita mostre temporanee di grande successo. L’ultima, una personale di Olafur Eliasson, ha superato i 140mila visitatori. Per Arturo Galansino, dal 2015 direttore della Fondazione Palazzo Strozzi, è
«un laboratorio per una nuova idea di contemporaneità a Firenze. I nostri progetti nascono dalla relazione diretta con artisti come Ai Weiwei, Carsten Höller, Marina Abramovic’, Jeff Koons e Olafur Eliasson. Cruciale è anche il rapporto con il territorio, che si è manifestato nelle mostre di arte antica acclamate dalla critica, come Il Cinquecento a Firenze e Donatello, il Rinascimento, che ha appena ricevuto il prestigioso Apollo Award per la migliore mostra internazionale del 2022».
Murate Art District
Un ex monastero quattrocentesco poi trasformato in carcere è la sede di Murate art district, spazio di creazione e residenza dedicato ai linguaggi artistici contemporanei: ospita mostre, performance e workshop con un taglio fortemente interdisciplinare, oltre a essere una residenza per artisti. Nel 2017, durante una lunga residenza, l’artista albanese Adrian Paci ha realizzato qui il progetto di performance e installazioni dal titolo Di queste luci si servirà la notte.
Museo Bardini
Anche nello scrigno che ospita la collezione d’arte antica che Stefano Bardini (1836-1922), uno dei più autorevoli antiquari italiani, ha donato alla città, si affaccia talvolta l’arte contemporanea: nel 2016 i dipinti del celebre artista americano John Currin hanno dialogato con la pittura e la scultura rinascimentale conservata nel museo, nel 2017 è stata la volta del britannico Glenn Brown, successivamente è stato allestito un progetto di Emiliano Maggi.
Questo approfondimento è tratto dal n. 594 di Arte. La rivista di arte, cultura e informazione è acquistabile in edicola o sul sito di Cairo Editore.