La mostra "Alighiero e Boetti. Raddoppiare dimezzando" è quindi un'opportunità unica di esplorare l’opera di uno degli artisti più influenti dell'arte contemporanea italiana. La rassegna, che rimarrà aperta fino al 15 febbraio 2025, è un'occasione imperdibile per riscoprire il suo genio visionario e la sua riflessione profonda sull'identità, sul tempo e sulla realtà stessa.
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Curata da Simona Bartolena, con la collaborazione di Enrico Sesana e Luigi Tavola, la mostra esplora l'evoluzione della grafica attraverso la visione e la sperimentazione dei grandi protagonisti dell'arte europea, dall'Ottocento fino al secondo dopoguerra.
Questa esposizione si concentra sul ruolo innovativo della grafica, che, nel corso di poco meno di due secoli, da semplice mezzo di riproduzione è diventata un vero linguaggio autonomo. Artisti come Picasso e Miró hanno trasformato la stampa in un campo di ricerca, utilizzando tecniche come acquaforte, xilografia e litografia per esplorare nuovi linguaggi visivi.
Artisti come Henri Toulouse-Lautrec, Pablo Picasso, Marc Chagall, Joan Miró, Alberto Giacometti, Jean Dubuffet, Lucio Fontana e molti altri hanno contribuito a trasformare la stampa in un vero e proprio strumento di ricerca e sperimentazione. La rassegna si propone di analizzare questa evoluzione, attraverso una selezione di fogli rarissimi e talvolta unici, che mostrano come ciascun maestro abbia piegato le tecniche di stampa alle proprie esigenze artistiche, sfidando le convenzioni del tempo.
Il percorso espositivo, sviluppato in ordine cronologico, inizia con la fine dell’Ottocento, con artisti come Renoir, Toulouse-Lautrec e Cézanne, e prosegue con il cubismo, con opere di Picasso, Braque e Gris. La mostra include anche una sezione dedicata al Bauhaus, con opere di Kandinskij e Klee, e una panoramica sulla Die Brücke, il movimento espressionista tedesco, con lavori di Max Pechstein e Ernst Ludwig Kirchner. La mostra include anche rare prove e varianti, che svelano i processi creativi dietro alcune delle opere più celebri.
Tra i capolavori italiani esposti invece, spiccano anche le opere di artisti come Gino Severini, Giorgio de Chirico, Giorgio Morandi e Lucio Fontana, che hanno usato la grafica come un terreno di sperimentazione autonoma. In particolare, Fontana, con le sue innovazioni nell’uso del segno e dello spazio, ha dato alla grafica una nuova dimensione, estendendo la sua celebre spatialità anche ai fogli stampati.
Nella seconda sezione: Accardi, Armodio, Bonalumi, Borghi, Castellani, Dorazio, Guttuso, Manzù, Melotti, Pomodoro, Schifano, Soldati, Vangi e tanti altri protagonisti dell’arte moderna e contemporanea.
La curatrice Simona Bartolena afferma come la mostra offra "l’opportunità (in Italia ancora piuttosto rara) di osservare la storia dell’arte da un punto di vista particolare: quello della stampa d’arte. [...] La rarità e bellezza dei lavori esposti ci raccontano come ciascun maestro abbia interpretato le tecniche di stampa piegandole alle proprie esigenze, con risultati sorprendenti. Alcune opere ci sveleranno anche i segreti dei processi creativi, come nel caso della splendida sequenza di stati di stampa della Crocifissione di Georges Rouault”.
"Da Renoir a Picasso, da Miró a Fontana" si rivela quindi come un affascinante ed insolito viaggio nell'arte del '900, che permette di scoprire come la stampa sia stata uno strumento fondamentale per esprimere l'evoluzione artistica di un intero secolo.
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