L'arte carismatica e potente di Botero ha influenzato molti artisti contemporanei, specialmente quelli che lavorano con il realismo e la distorsione figurativa. Nomi come Jeff Koons e Takashi Murakami condividono con Botero l'idea di trasformare la realtà attraverso forme esagerate e giocose. Il suo approccio unico alla figura umana ha aperto anche nuove strade per l'arte figurativa del XX secolo, arrivando a influenzare il pop surrealismo e altre correnti contemporanee.
Per chi volesse apprezzarne l'opera, fino al primo ottobre le maggiori piazze di Roma ospiteranno otto grandi sculture di bronzo realizzate tra gli Anni Novanta e i primi anni Duemila dall'artista di Medellín. Un anticipo della grande retrospettiva che continuerà a rendere omaggio a Botero all'interno del Palazzo Bonaparte, dal 17 settembre 2024 al 19 gennaio 2025. Per avere più informazioni sulla mostra, che includerà dipinti, sculture e acquerelli, e sarà un'occasione unica per esplorare a fondo l'opera di questo maestro del colore e della forma, rimanete aggiornati qui sul CAM.
Dal 4 settembre al 24 novembre 2024 il Palazzo Donà dalle Rose di Venezia ospiterà la mostra "Icarus' Dream" di Angelo Accardi, a cura di Nino Florenzano.
Questo evento rappresenta un omaggio agli anni '80, un periodo iconico tra edonismo, materialismo e culto delle icone culturali.
Accardi, celebre per la sua arte surreale e distintiva, esplora in questa mostra le contraddizioni di un'epoca fatta di libertà e controllo, ricorrendo a simbolismi potenti come gli struzzi, marchio di fabbrica della sua poetica artistica. Attraverso sculture e tele, l'artista invita il pubblico a riflettere sulle tensioni della contemporaneità e sul desiderio umano di "volare alto", come rappresentato dal mito di Icaro.
"Icarus' Dream" è anche l’occasione per celebrare il successo internazionale di Accardi, che nel 2024 è stato scelto per la copertina dell’Atlante dell’Arte Contemporanea Corporate Patron del Metropolitan Museum of Art di New York. Un riconoscimento che conferma il suo ruolo di spicco nell’arte contemporanea.
Tra le opere esposte, sculture imponenti di struzzi neri che simboleggiano guardiani della soglia, si contrappongono a struzzi dorati in voliere, metafore dei sognatori intrappolati. Le tele, invece, rendono omaggio alle icone degli anni '80 in un mix di colori vividi e suggestioni nostalgiche.
La mostra è arricchita dalla partecipazione speciale di Gianpiero D'Alessandro, uno dei Top 25 creators secondo Fortune e direttore creativo di DrewHouse.
Il sublime astratto
a cura di Pietro Conte, 116 pagg., 4 ill. a colori e 8 in b/n, Johan&Levi, € 20.
Per Barnett Newman (1905-1970), espressionista astratto, «l’invenzione della bellezza da parte dei Greci», cioè la bellezza come ideale da perseguire, è diventata nel tempo per l’arte e l’estetica europee un’ossessione accecante. «La naturale aspirazione dell’essere umano a esprimere attraverso le arti la propria relazione con l’Assoluto ha finito per essere identificata e confusa con il dispotico imperativo della perfezione». Da parte sua, Erwin Panofsky, studioso di iconologia medievale e rinascimentale, vedeva nella libertà dall’oggetto dell’arte non figurativa un «mero arbitrio» autoreferenziale e un po’ barbaro. Questa antologia propone scritti di autori che si confrontano con le diverse posizioni che negli anni gli artisti hanno sviluppato sulla "perfezione".
Julian Schnabel
a cura di Hans Werner Holzwarth, Louise Kugelbert, 572 pagg., 547 ill. a colori e in b/n, Taschen, € 75.
Un'edizione pop, in formato ridotto, della monumentale monografia da collezione che nel 2021 Taschen aveva pubblicato in sole 1.000 copie. Ma i testi, a partire da quello in apertura di Laurie Anderson, e le immagini su grandi pagine sono esattamente gli stessi. Esagerato e roboante in ogni sua espressione, che dipinga o si racconti, che disegni casa sua o diriga un film, Schnabel è un vulcano in costante attività, una forza della natura che travolge, urta o emoziona. Nato nel 1951 a New York, inizia la sua carriera a metà degli anni Settanta quando la pittura è ormai considerata morta, ma non da lui. I suoi lavori, su supporti di ogni tipo, mescolano tecniche e materiali, parole e oggetti trovati, dai famosi plate paintings, dipinti realizzati su superfici costellate da frammenti di piatti in ceramica, ai japanese paintings, con colori a olio su foto digitali, alla serie Anno Domini. Senza dimenticare le sculture, i film e le architetture..
Jean Nouvel by Jean Nouvel: 1981-2022
di Jean Nouvel, Philip Jodidio, 784 pagg., 567 ill. a colori e in b/n, Taschen, € 150.
Un libro imponente, essenzialmente fotografico, un concentrato del lavoro e della visione del francese, archistar con una spiccata attitudine alla ribellione, che da ragazzo voleva fare il pittore e che in fondo quella vocazione non l’ha mai disattesa. Cresciuto alla scuola di Claude Parent e Paul Virilio, di cui fu assistente, da allora Nouvel ha percorso la strada dell’architettura di situazione, fondata sui principi di specificità, singolarità e contestualizzazione di ogni progetto, una scelta che professa e difende nel Louisiana Manifesto. Qui riportato nelle prime pagine, resta la miglior sintesi del Nouvel pensiero. Denuncia chi progetta senz’anima, in modo «automatico» e lancia una sfida: che l’architettura «sia vibrante, riecheggiando perennemente l’universo che cambia». Un obiettivo concepibile solo se si ha il coraggio di «lavorare ai limiti del realizzabile – con il misterioso, il fragile, il naturale» e che diventa chiaro quando la Koncerthuset di Copenhagen emerge luminosa nel buio, quando il centro commerciale One New Change, a Londra, esalta in mille riflessi la cupola di St. Paul, o quando a Doha fioriscono rose del deserto come il Museo Nazionale del Qatar.
Artiste e femminismo in Italia
di Paola Ugolini, 228 pagg., 23 ill. in b/n, Marinotti, € 24.
Critica d’arte e femminista, Carla Lonzi (1931-1982) preferiva la differenza all’uguaglianza. Definiva anzi quest’ultima «il principio in base al quale l’egemone continua a condizionare il non-egemone». Facendo proprio questo pensiero, Paola Ugolini decide di proporre – è il sottotitolo del suo libro – una rilettura non egemone della storia dell’arte, «diversa da come la si può trovare narrata nei manuali scolastici», non solo declinata al femminile, ma anzi filtrata attraverso «le lenti del femminismo». Dalle pioniere Bice Lazzari e Carol Rama fino alle millennials Silvia Giambrone, Romina De Novellis e Benni Bosetto, il percorso coinvolge 23 artiste che hanno operato in Italia dalla prima metà del Novecento a oggi e che hanno espresso, nei loro lavori, aspirazioni e istanze radicali, sociali, urbane, ecologiche e di genere, estetiche e sempre politiche.
Scopri il percorso di emancipazione delle donne nell'arte.
Atlante dell’arte contemporanea nel Mediterraneo
a cura di Patrizia Mania, Roberto Pinto, 240 pagg., 50 ill. a colori e in b/n, Round Robin, € 19.
Area di scambi storici, ma anche di contemporanei e potenziali incontri, il Mediterraneo sale più spesso agli onori della cronaca per le «tante emergenze socio-politiche, identitarie, diasporiche, migratorie» che lo attraversano e lo feriscono. Di fronte alle tragedie di questa parte travagliata del mondo, c’è chi sceglie il punto di vista della paura e chi quello dell’immedesimazione. Gli artisti, in genere, fanno quasi d’istinto la seconda scelta, contribuendo, scrive Patrizia Mania, «a mettere a fuoco e a individuare pionieristicamente la necessità di ricorrere a un approccio etico». Questo Atlante, parte di un più ampio progetto nato in seno all’Università della Tuscia, raccoglie ricerche e contributi su esperienze artistiche che negli ultimi trent’anni si sono sviluppate qui o sono state ispirate da quanto vi accade, dalle fotografie di Beirut di Gabriele Basilico (1991) a Barca Nostra di Christoph Büchel (2018-2019).
Racconti dipinti sui muri
a cura di Franca Rizzi Martini, 144 pagg. 15 ill. a colori e 15 in b/n, € 17
Questa volta la serie Di arte in arte di Neos incrocia la Street art e raccoglie quindici storie di altrettanti autori ispirate ai murales più significativi di Torino, lavori collocati per lo più in zone popolari, fuori dai classici percorsi culturali.
Arte povera. Storia e storie, di Germano Celant
640 pagg., Electa, € 60
Il libro di Germano Celant rappresenta un riferimento fondamentale per chi vuole approfondire l'Arte Povera, un movimento che ha rivoluzionato l'arte contemporanea. Celant, che nel 1967 ha coniato il termine "Arte Povera", raccoglie qui tutti i suoi scritti principali sugli artisti che hanno definito il movimento, tra cui Alighiero Boetti, Jannis Kounellis, Luciano Fabro e Michelangelo Pistoletto. L'ultima edizione propone il suo testo cult del 1985, integrato con nuove riflessioni che approfondiscono la poetica e il linguaggio degli artisti. Celant esplora l'uso di materiali essenziali e naturali, come acqua, pietra e fuoco, e il modo in cui questi elementi sono stati impiegati per sfidare le convenzioni artistiche.
L'arte contemporanea. Da Cézanne alle ultime tendenze, di Renato Barilli
480 pagg., ill., Feltrinelli, € 19
Il libro "L'arte contemporanea. Da Cézanne alle ultime tendenze" di Renato Barilli presenta una sintesi innovativa della storia dell'arte moderna, evitando il focus su singoli artisti per esplorare le questioni centrali dell'arte in relazione alla cultura e alla tecnologia. Barilli analizza l'evoluzione dell'arte attraverso due modelli principali: uno che cerca una sintonia con la tecnologia meccanica e l'altro che riflette l'influenza dell'elettronica e del postmoderno. Il testo colloca l'arte contemporanea in un contesto culturale più ampio, esaminando le sue tensioni e dinamiche nel panorama odierno.