1970. Felice Gimondi
Credits: Courtesy Archivio Riccardi

A Roma la mostra “IL GIRO. Una storia d’Italia”

25.05.2023

Oltre 100 immagini raccontano la gara e il Paese

Attraverso i raggi di una bicicletta si può anche leggere il Paese. È quello che si propone la mostra IL GIRO. Una storia d’Italia ospitata al Museo di Roma in Trastevere dal 24 maggio al 18 giugno. Un inedito corpo fotografico riguardante la storia del Giro d’Italia - più di cento immagini - tratte in grandissima parte dall’Archivio Storico Riccardi, che racconta, dal 1909 a oggi, uno spaccato dell’Italia molto significativo. Con una minuziosa attenzione non solo alle cronache, ma anche alle innovazioni tecniche e al contorno pubblicitario che alimentano la passione e la mitologia popolare, l’esposizione offre al visitatore una narrazione di sorprendente spessore storico che illumina molti aspetti della società contemporanea. Un complesso di informazioni visive d’impatto, dirette ad appassionati di ciclismo, di fotografia, di costume, di antropologia e di sociologia.

1968. Da sinistra Giampiero Macchi, Guerrino Tosello, Giuseppe Fezzardi, Marino Basso, Franco Balmamion
Courtesy Archivio Riccardi
1968. Da sinistra Giampiero Macchi, Guerrino Tosello, Giuseppe Fezzardi, Marino Basso, Franco Balmamion

Il racconto si snoda non solo attraverso i grandi protagonisti del Giro d’Italia – da Fausto Coppi e Gino Bartali, passando per Gimondi, Moser e Saronni fino ad arrivare a Marco Pantani e Vincenzo Nibali - ma gli scatti descrivono anche l’evoluzione di questo splendido sport e fanno scoprire la passione fatta di inseguimenti e cadute, vittorie in volata e salite estenuanti fissate nella memoria collettiva di più generazioni. Un intero paese unito intorno ai suoi eroi, inseguiti con lo sguardo dai bordi delle strade, seguiti attraverso le radioline o i televisori. Istantanee di un’epoca trascorsa, ma quanto mai attuale, in cui, spesso, Roma appare come meravigliosa scenografia.

1960. Jacques Anquetil conduce in maglia rosa. Dietro Gastone Nencini e Diego Ronchini. Monte Terminillo, quinta tappa del Giro dʼItalia, Pescara-Rieti
Courtesy Archivio Riccardi
1960. Jacques Anquetil conduce in maglia rosa. Dietro Gastone Nencini e Diego Ronchini. Monte Terminillo, quinta tappa del Giro dʼItalia, Pescara-Rieti
L'allestimento e il percorso

L’allestimento parte dalla prima edizione del Giro del 1909 e termina con un pannello vuoto in attesa di poter inserire, dal giorno successivo alla premiazione, la foto del vincitore dell’edizione 2023, che sarà realizzata il 28 maggio a Roma proprio nel corso dell’ultima tappa.

Si comincia dagli storici scatti effettuati ai campioni delle primissime edizioni fino ad arrivare ai nostri giorni: un excursus temporale che va dai trionfi sgranati dei primi anni del secolo scorso, alle pose naturali dei grandi protagonisti del ciclismo del dopoguerra, da Fausto Coppi “a tu per tu” con Pio XII, al presidente della Repubblica Giovanni Gronchi che dà il via alla partenza del Giro d’Italia.

Esposta anche la bicicletta utilizzata nel 1945 da Fausto Coppi, il quale con la casacca della Lazio ciclismo e grazie alla iniziativa dell’imprenditore romano Edmondo Nulli poté tornare alle corse, alla fine della seconda guerra mondiale. L’esposizione si completa con la proiezione di filmati realizzati con materiali provenienti dalle Teche Rai riguardanti momenti e protagonisti di storiche edizioni del Giro d’Italia.

È prevista inoltre, con la collaborazione di Roma Capitale, una mostra fotografica off in forma ridotta rispetto a quella del Museo di Roma in Trastevere ma non meno suggestiva, allestita in Piazza Anco Marzio a Ostia nei giorni di venerdì 26 e sabato 27 maggio 2023. Un video con tutte le foto esposte sarà proiettato nello schermo gigante posizionato sul palco dove nelle due serate saranno organizzati alcuni spettacoli musicali e teatrali a tema.

Alessandro Onorato, assessore a Sport, Grandi Eventi, Turismo e Moda:

“Il Giro si conferma una grande festa di sport, ma anche un formidabile mezzo attraverso il quale raccontare e portare Roma nel mondo, con i suoi luoghi iconici e le sue bellezze. Un evento unico in grado di unire sano agonismo, storia e tradizione, come raccontano questi scatti unici dell’Archivio Riccardi in mostra al Museo In Trastevere e in piazza Anco Marzio ad Ostia. Il Grande Arrivo in via dei Fori Imperiali è solo l’ultimo degli appuntamenti che abbiamo programmato per far vivere la Corsa Rosa in tutta la città, dai quartieri al centro. Un grande evento internazionale, che genera ricadute positive sull’economia turistica, sull’indotto e sull’occupazione”.

"La città si arricchisce di eventi per il Giro d'Italia, una delle competizioni sportive più antiche del nostro Paese. Sono passati 114 anni dalla prima edizione. Allora il ciclismo era lo sport nazionale per eccellenza e i suoi campioni erano popolarissimi, festeggiati come eroi. Eppure, l'emozione di veder sfrecciare le due ruote tra le strade delle nostre città continua ad essere la stessa di allora. Questa mostra è l'occasione per rivivere le tappe che hanno segnato la storia d'Italia, per ricordare i vincitori e tutti gli sportivi legati a questa competizione. Perché il Giro d'Italia è un po' lo specchio in cui il nostro Paese riconosce la propria identità".

Così l'assessore alla Cultura di Roma Capitale, Miguel Gotor.

1968. Gino Bartali e Vito Taccone
Courtesy Archivio Riccardi
1968. Gino Bartali e Vito Taccone
Gli autori

Carlo Riccardi (1926-2022), testimone della nascita della Cisl nel 1950, oltre ad esserne il fotografo ufficiale e il custode della storia fotografica, ne è stato anche protagonista in

qualità di Segretario generale del Sindacato Artisti FIS CISL negli anni ’80. Riccardi è anche il primo paparazzo della Dolce Vita che ha iniziato a fotografare in via Veneto già negli anni 40. Nella sua lunga carriera ha documentato sei elezioni papali e ha raccolto in un grande archivio settant’anni di storia italiana con oltre tre milioni di immagini.

Maurizio Riccardi (1960), fotografo, è direttore dell’Agenzia di documentazione fotografica Agr. Dirige l’Archivio Riccardi e opera su tutta la sfera della comunicazione multimediale. Ha pubblicato numerosi libri. Nel 2011 ha dato vita alla galleria Spazio5, punto di riferimento culturale a Roma.

Giovanni Currado (1980), giornalista e fotografo, autore di diversi reportage in Asia e Africa. È responsabile editoriale dell’Archivio Fotografico Riccardi ed è stato direttore editoriale della collana I fotografici della casa editrice Armando. Dal 2009 ha realizzato decine di mostre fotografiche e firmato numerosi libri e cataloghi fotografici con Maurizio Riccardi.

1954. Fiorenzo Magni stringe la mano a Fausto Coppi. In mezzo Hugo Koblet, allʼAltare della Patria.
Courtesy Archivio Riccardi
1954. Fiorenzo Magni stringe la mano a Fausto Coppi. In mezzo Hugo Koblet, allʼAltare della Patria.

La mostra è promossa da Roma Capitale, con il contributo dell’Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, ed è organizzata da AGR srl in collaborazione con Archivio Storico Riccardi, con il sostegno di Enel, partner della Maglia Rosa, e di RCS Sports & Events. Coordinamento del progetto di Stefano Di Traglia. A cura di Maurizio Riccardi e Giovanni Currado. Supporto organizzativo di Zètema Progetto Cultura.

La mostra rientra nelle iniziative di comunicazione e diffusione territoriale relative all’intervento PNRR - Missione 1: Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura e Turismo - C3 Turismo e cultura - 4.3 CAPUT MUNDI - linea di finanziamento: #Amanotesa - scheda n. 332 CUP J89I22001630006

1958. Giro d'Italia
Courtesy Archivio Riccardi
1958. Giro d'Italia