Luciano Ventrone
CRITICA: Alto interesse critico espresso da una parte del Comitato
MERCATO: estensione Nazionale, fascia Medio alta, frequenza Media
RECAPITO: via Malpasso 50, 67050 Collelongo.
REFERENZE: Bologna, Stefano Forni; Londra, Albemarle Gallery; New York, Hollis Taggart Galleries.
MOSTRE: Viterbo, Centro Culturale di Valle Faul, giu. 2024; Gardone Riviera, Vittoriale degli Italiani, set. 2024; Roma, Musei di San Salvatore in Lauro, dic. 2024.
NOTA CRITICO-BIOGRAFICA
Formazione: si diploma al Liceo Artistico di Roma nel 1964 e si iscrive alla facoltà di Architettura, che abbandona nel 1968 per dedicarsi interamente alla pittura.
Periodi: negli anni Settanta utilizza la sua tecnica meticolosa per sperimentare la geometria non euclidea, la Gestalt, il Surrealismo e l’Astrattismo per arrivare al Realismo anamorfico. In questo periodo incontra Federico Zeri che alla sua Natura morta riconosce il merito di aver allacciato l’opera minuziosa del pennello all’autentica arte-guida dei nostri giorni che è il cinema. Anche le attenzioni di A. Bonito Oliva si soffermano sulla pittura dell’artista, sottolineando come “la sua arte attraversa il simbolico, la considerazione del tempo nello spazio, sviluppando un’immortalità reale”. Edward Lucie-Smith, che ha curato la sua importante antologica del 2010 al Museo Nazionale Russo di San Pietroburgo, ha scritto: “Ventrone è veramente iper-realista, nel senso che ci permette di vedere più di quanto potremmo se l’oggetto reale fosse messo di fronte a noi”.
Soggetti: nature morte, nudi, paesaggi, ritratti.
Tecniche: olio su tela.