Aldo Tavella

Verona, 17 aprile 1909 - Verona, 26 novembre 2004

Formazione: docente e direttore della storica Accademia Cignaroli di Verona, Aldo Tavella si è dedicato, durante la sua lunga carriera, alla pittura a olio e all’affresco. Legato alla grande tradizione dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove si è diplomato con Guido Cadorin, non ha mai abbandonato quella componente legata alla tradizione novecentista italiana. Presente in molte collezioni pubbliche e private nonché nelle più importanti manifestazioni d’arte italiane e internazionali, la sua attività è segnata da un susseguirsi di rinomati riconoscimenti.

 

Periodi: la ricchezza materica delle sue tele e delle sue tavole lo ha legato inscindibilmente al colore quale elemento determinante per la sua arte, tanto che è stato evidenziato nella sua pittura che quei valori luministici dall’impasto pittorico sfociano in un’analisi segreta sugli oggetti, più che sui paesaggi e le figure. L’attenzione verso la figura è sempre stata costante, nonostante ci siano anche accenni all’astrazione. La sua stessa formazione lo ha diretto alla tradizione pittorica classica, destinata a essere costantemente presente nelle sue opere.

 

Soggetti: sono i più variegati, a volte quasi magici, altre in perfetta sintonia con la realtà. Sempre, comunque, traspaiono una ricerca e uno stile personalissimo. Questo avviene, per esempio, quando affronta la figura umana che si lascia rappresentare fedelmente e, nello stesso tempo, è capace di subire deformazioni e interpretazioni. Si può confermare un temperamento forte e deciso, quasi aspro e pungente nella scelta dei suoi temi.

 

Ha seguitato a contrapporre un rifiuto fermo, non meno risoluto e pungente della sua ironia, per i conservatori troppo accidiosi, capaci di continuare a ripetersi scambiando la coerenza dello stile, che implica continue varianti, con una sorta di canonicato, fatto di abitudinarie esercitazioni sempre più macchinali. Non manifesta nemmeno perplessità quando si cimenta con l’arte sacra. Il tema del “Cristo Crocefisso” è ricorrente nelle sue tele, come del resto la rappresentazione delle figure dei santi, di cui sa evidenziare soprattutto l’umanità.

 

Tecniche: olio su tela e su tavola; pastelli su carta e cartoncino.