Laureata in filosofia all’Università Statale, Elena Pontiggia insegna Storia dell’Arte Contemporanea al Politecnico di Milano presso la Facoltà di Architettura. Già collaboratrice dei mensili Arte e Antiquariato, è riconosciuta tra i massimi esperti di arte del Novecento italiano.

 

In questo video si racconta ai lettori del Catalogo dell'Arte Moderna, il più longevo e aggiornato annuario dell’arte italiana, edito per la prima volta nel 1962 e divenuto da allora un testo fondamentale per avere una visione completa ed esaustiva del panorama artistico nazionale contemporaneo. La 59a edizione del Catalogo sarà pubblicata nel mese di novembre.

Sono Elena Pontiggia, storico dell’arte e anche uno dei consulenti del Catalogo dell’Arte Moderna.

 

Ho insegnato per quarant’anni all’Accademia di Brera.

 

Parlare d'arte, studiare arte, interessarsi l’arte è una delle cose più belle, è uno dei lavori più belli: pagherei io per farlo, per fortuna non se n'è accorto nessuno.

 

Nel mio lavoro ho sempre cercato - non so se ci sono riuscita - di scrivere in modo chiaro, di farmi capire. Il grande Machiavelli diceva che il suo intento era di essere utile a chi lo leggeva, e io ho cercato di esserlo; non so se ci sono riuscita: essere semplice è la cosa più difficile del mondo, però i critici sono di solito più inutili e dannosi che utili e temo di non fare eccezioni.

L'Imperatrice Josephine nel ritratto di Sir David Wilkie, 1836
Birmingham Museum Trust
L'Imperatrice Josephine, ritratto di Sir David Wilkie, 1836

Dopo una prima fase segnata da una figurazione di stampo espressionista, a partire dagli anni Novanta il linguaggio pittorico di Alfonso Borghi si stabilizza su un’astrazione che egli stesso attribuisce all’ambito dell’Informale – stile che lo caratterizza tuttora. La personale nella sua Campegine, in provincia di Reggio Emilia, costituisce un “ritorno a casa” per l’artista e racconta gli ultimi quindici anni di questa produzione. Nelle opere esposte, colore e materia rimangono le costanti fondamentali, dando vita nelle loro varie permutazioni e combinazioni a un linguaggio astratto che in diverse occasioni suggerisce a chi osserva forme quasi paesaggistiche, senza però mai esplicitarle. Le ispirazioni dell’artista sono la poesia e la musica jazz, con le loro atmosfere e il loro ritmo, metrico o musicale. La ricerca di collaborazioni con autori di questi due ambiti, in effetti, è per lui un accompagnamento costante della produzione pittorica.

 

Dopo la rassegna di Campegine, la successiva personale di Borghi sarà in novembre in una mostra imperdibile a Milano, alla Fondazione Mudima.

 

Alfonso Borghi e il CAM - Catalogo dell'Arte Moderna

Con il dipinto Nascondo la notte nella casa a torre (2020), Borghi diventa l’artista più celebrato nella storia del CAM: per lui tre copertine (n. 41, 46 e 58), traguardo prestigioso per un “Maestro ritenuto degno – non a caso – di appartenere alla ristretta cerchia dei maggiori contemporanei”, come scrive Giovanni Faccenda e come spiega Carlo Motta, Responsabile Editoriale del Catalogo.

Qui i grandi artisti dell'arte contemporanea italiana che hanno realizzato opere per le copertine del CAM.

Umberto Boccioni e il periodo meno conoscito, quello pre futurista

La mostra di Umberto Boccioni (1882-1916) alla Fondazione Magnani-Rocca, di taglio storico accurato, è incentrata sul periodo prefuturista che va da 1900 al 1910, una fase meno conosciuta ma di fondamentale importanza per gli sviluppi della ricerca dell’artista.

 

Il percorso espositivo, che presenta oltre cento opere di Boccioni e di altri pittori a confronto, si articola in tre sezioni dedicate ai periodi di Roma, Venezia e Milano, curate da Francesco Parisi, Virginia Baradel, Niccolò D’Agati, Stefano Roffi.

Cairo Editore
La moglie di Balla con la figlia, 1906