Su spinta della moglie, l'artista olandese Coosje Van Bruggen, dagli anni 60 in avanti creò sculture gigantesche raffiguranti oggetti di uso comune, quotidiano: oggetti “su cui è stato proiettato il nostro pensiero mitologico contemporaneo” e inseriti poi in centri abitati.
Milano, la città della moda italiana, avrà finalmente
il suo Museo della Moda, un luogo dove raccontare il saper fare delle maestranze della filiera italiana più contemporanea e sperimentare le nuove tendenze.
Così commenta il Sottosegretario di Stato per la Cultura, Lucia Borgonzoni, riconoscendo nella moda una delle colonne portanti non solo dell'economia milanese, ma vero punto di forza della cultura cittadina - e del Paese.
La moda è sempre stata strettamente legata con il mondo dell'arte, si potrebbe anzi definirla un esempio di arte contemporanea: sono molteplici le collaborazioni e le influenze tra artisti e stilisti. In città sono infatti presenti alcuni musei legati al mondo del fashion (si pensi a Palazzo Morando | Costume, Moda, Immagine, o alla serie di spazi museali che racchiudono pezzi storici dei vari brand) ma nessuno che racconti la longeva storia e tradizione tutta italiana della moda.
È stato individuato come sede Palazzo Dugnani, storico Palazzo del XVII secolo che affaccia sui Giardini di Porta Venezia, con al suo interno meravigliosi affreschi del Tiepolo e di Ferdinando Porta. Il Palazzo è già di proprietà del Comune ed adatto a contenere grandi esposizioni.
Co-fondatore di Microsoft assieme all'amico d'infanzia Bill Gates, Paul G. Allen è scomparso nel 2018.
Grande collezionista, dagli anni '90 iniziò a mostrare la sua collezione attraverso diversi prestiti, solitamente anonimi, a musei di tutto il mondo. Inoltre, ha creato l’acclamato Museum of Pop Culture (MoPOP) di Seattle e allestito mostre che hanno condiviso con il pubblico i punti salienti della sua collezione, come la mostra Seeing Nature, dove sono stati esposti 39 dipinti che hanno evidenziato momenti chiave nello sviluppo del genere paesaggistico.
L'asta, già definita storica, si terrà da Christie's New York nel Novembre 2022:
“La figura ispiratrice di Paul Allen, la straordinaria qualità e diversità delle opere, e la dedizione di tutti i proventi alla filantropia”, afferma Guillaume Cerutti, amministratore delegato di Christie’s, “creano una combinazione unica che renderà la vendita della Collezione Paul G. Allen un evento di portata senza precedenti. La vita di Paul è stata guidata dal suo desiderio di rendere questo mondo un posto migliore. Crediamo che presentare la sua collezione all’asta e dare l’opportunità a un pubblico più ampio di scoprirla sarà un tributo appropriato per celebrare la visione e l’eredità di Paul Allen”.
La vendita del patrimonio dovrebbe superare i precedenti record d’asta, arrivando ad un valore complessivo di oltre un miliardo di dollari. Si tratterebbe nel caso della più grande vendita nella storia di opere di un singolo proprietario, superando i 922 milioni della collezione Macklowe’s da Sotheby’s all’inizio del 2022 e gli 835 della collezione di David Rockefeller da Christie’s nel 2018.
500 anni di storia raccontati attraverso più di 150 opere provenienti da tutto il mondo: da Canaletto a Rothko, da Botticelli a Lichtenstein, passando da Bruegel il Vecchio, Hopper, Renoir e O'Keefe.
Il dipinto più atteso? "La montagne Saint-Victoire" di Paul Cézanne, valutata oltre 100 milioni di dollari.