Ai Weiwei in mostra alla Galleria Continua di San Giminiano
Credits: Espoarte via IG

AI Weiwei a San Giminiano

di Ludovico Pratesi

L'imperdibile mostra con i LEGO

Una panoramica sull'arte provocatoria e innovativa di Ai Weiwei, noto per i suoi omaggi alla tradizione artistica cinese, le rivisitazioni dei grandi capolavori con i LEGO e le critiche feroci alle storture contemporanee.

«In poche parole, oltre all’utilizzo della propria immaginazione, la creatività è soprattutto il potere di agire». Così l’artista cinese Ai Weiwei (Pechino, 1957), considerato tra i più influenti del mondo, indica nell’azione politica la sua modalità di ricerca creativa, che lo ha portato a esporre nei maggiori musei del mondo, dalla Tate Modern alla Royal Academy, senza contare Documenta di Kassel e la Biennale di Venezia, e in Italia Palazzo Te e Palazzo Strozzi.

ZERO RETORICA.

Una carriera pluriennale documentata grazie a Neither nor, la mostra antologica che la Galleria Continua di San Gimignano dedica alla produzione di Ai Weiwei dal 2006 a oggi. Un’occasione unica per comprendere la forza delle sue opere ed esplorare il suo rapporto ambivalente con la cultura occidentale e quella cinese, in bilico tra un profondo senso di appartenenza e un intenso impulso alla ribellione. Un’attitudine rivelata già dal titolo della mostra voluto dall’artista, che lo spiega così:

«Nell’epoca attuale ci troviamo di fronte a un panorama culturale che tende agli estremi. Questa tendenza ricorda periodi autoritari della storia, come le purghe sovietiche, l’era McCarthy negli Stati Uniti, la Rivoluzione culturale in Cina e l’ascesa del nazismo negli anni ’30 e ’40. Il titolo Neither nor intende trasmettere il concetto che spesso il nostro pensiero non è limitato a verità assolute, ma piuttosto esiste in uno stato di ambiguità che consente maggiori possibilità e dibattiti».

Questa ambiguità crea spesso forti contraddizioni tra individui singoli e collettività, che Ai Weiwei denuncia attraverso diversi linguaggi, che vanno dalla pittura alla scultura, dall’installazione alla performance, dalla regia alla musica, dall’architettura alla scrittura, dalla fotografia al giornalismo. Un’ampia gamma di pratiche utilizzate in maniera libera e innovativa da un artista capace di coniugare arte, vita privata e impegno politico, senza scadere nella retorica grazie a uno sguardo sulla realtà consapevole e visionario.

PINACOTECA DI LEGO.

Grazie a questa lucidità ha immaginato il percorso espositivo, all’interno della galleria che occupa un ex cinema-teatro, con un andamento logico e preciso. Si parte dal primo piano, dove sono riunite opere realizzate dal 2019 al 2023 con i mattoncini LEGO.

«I LEGO vengono utilizzati per trasmettere messaggi personali e contengono storie legate a me, alla mia infanzia e alla mia educazione», spiega l’artista, che ha dato vita negli anni a una sorta di “pinacoteca di LEGO”, aggiungendo alle riproduzioni di capolavori del passato alcuni elementi tratti dalla contemporaneità. «Questo gioco è simile all’uso dei mosaici antichi e alla presentazione dei tessuti (seta, lana) e dei tappeti, che hanno una lunga tradizione», aggiunge.

Il viaggio comincia con un capolavoro legato al Rinascimento: Sleeping Venus with coat hanger, dove al dipinto di Giorgione l’artista ha aggiunto, accanto a Venere − la dea della bellezza e della fecondità nel mondo pagano − una gruccia, per ricordare gli aborti autoindotti dalle donne quando l’interruzione della gravidanza era clandestina.

Sleeping Venus with coat hanger
Viennacontemporary via IG
Sleeping Venus with coat hanger

Nell’opera seguente, The Rape of the daughters of Leucippus (after Rubens) i mattoncini riescono a restituire i colori e le anatomie della composizione di Rubens, alla quale viene giustapposto un panda, simbolo del potere statale cinese. Ai Weiwei rilegge anche opere più recenti, come Un dimanche après-midi à l’Île de la Grande Jatte di Georges Seurat, attualizzata grazie alla presenza di un rifugiato, come risposta al divieto dell’uso del “burkini” in Francia.

The Rape of the daughters of Leucippus (after Rubens)
mash_india via IG
The Rape of the daughters of Leucippus (after Rubens)

Se il capolavoro di Van Gogh Le semeur au soleil couchant diventa lo sfondo dell’invasione di locuste che ha devastato i raccolti nel Pakistan nel 2020, le azioni degli attivisti ambientali ispirano La Gioconda di Leonardo, imbrattata dai resti di una torta, accanto a L’Ultima Cena, dove il volto di Giuda è stato sostituito dal ritratto dell’artista.

La Gioconda di Leonardo rivisitata da Ai Weiwei
mash_india via IG
La Gioconda di Leonardo rivisitata da Ai Weiwei
IL SENSO DELLA TRADIZIONE.

Un altro filone importante della ricerca di Ai Weiwei è ispirato dal suo rapporto con la cultura tradizionale cinese, come dimostrano alcune opere realizzate nei primi anni Duemila, che rivisitano l’alto artigianato della porcellana e dell’ebanisteria, come nel caso di Treasure box, un cubo decorato con disegni a intarsio, con aperture esagonali per intravedere i ripiani interni, oppure Porcelain cube, in porcellana blu e bianca, tipica dello stile Qinghua. Il giardino della galleria ospita due installazioni di grandi dimensioni: la prima è Pick up stick, ispirata al gioco dello Shanghai, che nell’antica Cina veniva utilizzato per gli oracoli; la seconda, intitolata Pillar, è una colonna alta due metri composta da sei vasi cinesi in porcellana, impilati uno sull’altro e decorati con motivi riferibili alla crisi dei rifugiati. La sala centrale della galleria, la platea, è occupata da Stools, un’installazione composta da 2.350 sgabelli antichi, risalenti alle dinastie Ming e Qing, uniti tra loro in maniera da coprire l’intero pavimento: raccolti nei remoti villaggi della Cina settentrionale, sono testimonianze di una tradizione artigianale rimasta immutata per secoli. Infine Huantou Guo è una scultura in bambù e seta, raffigurante un essere mitologico volante, che riprende la forma e la leggerezza degli aquiloni cinesi e si ispira allo Shan Hai Jing (Libro dei monti e dei mari), un testo di geografia fantastica del IV secolo a.C. Come ha scritto lo storico dell’arte britannico Tim Marlow,

«nell’arte di Ai Weiwei c’è uno scambio costante tra i fatti materiali e la fluidità di significato. La sua opera è oggetto di letture intense e spesso categoriche, ma Ai Weiwei non è mai riduttivo. Al contrario, la sua arte allude ad una profonda comprensione della natura contraddittoria dell’esistenza umana».

Una comprensione della quale, in questo particolare momento storico, si sente davvero il bisogno.

La mostra di AI Wiwi in Toscana

AI WEIWEI. NEITHER NOR.

Dove:
San Gimignano
Galleria Continua
(tel. 0577-943134).

Quando:
Fino al 15 settembre.

Questo approfondimento è tratto dal n. 609 di Arte. La rivista di arte, cultura e informazione è acquistabile in edicola o sul sito di Cairo Editore.

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