Per proseguire l’indagine sulla fenomenologia dello spazio tridimensionale e sui rapporti con ciò che lo circonda: l’ambiente, Mari crea gli Strumenti per le ricerche sui rapporti fra colore e volume (1952), utili all’analisi dei rapporti esistenti tra colore e volume, ovvero l’osservazione delle superfici colorate che determinano un volume. Questi strumenti sono stati realizzati dall’autore ai fini di una verifica (attraverso i modelli) delle ricerche per la tesi Influenze reciproche sui rapporti fra colore e volume (1952). Il metodo utilizzato per proseguire tali ricerche è di costruire modelli ambientali uguali, dei quali colora in modo diverso le superfici interne, annotando le variazioni rilevate dall’osservazione e dalla comparazione degli stessi.
“Variando la profondità di uno spazio tridimensionale, se ne varia la percezione ambientale”.
Da questa premessa trae origine un nuovo filone di ricerca in cui i modelli di comparazione non mantengono più le caratteristiche originarie, si modificano tra loro variando progressivamente le dimensioni che si riferiscono alla profondità. Per ampliare questa ricerca, l’autore crea un nuovo Strumento per le relazioni di profondità o dimensione (1965).
Al fine di esemplificare la verifica della ricerca, Mari ha realizzato una serie di modelli costituiti dall’aggregazione programmata di elementi modulari prefabbricati. La proprietà di aggregazione degli elementi prefabbricati – la loro modularità – consente di scoprire in fase di verifica una potenzialità di relazioni non previste, insite nella loro costituzione.
La mostra viene inaugurata sabato 7 maggio, ore 11-19 presso la Galleria Minini, Via Apollonio 68 –25128 Brescia
Per info:
Tel. +39 030383034
info@galleriaminini.it
Istituito da Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e BolognaFiere, il Trust per l’Arte Contemporanea costituisce e gestisce un fondo dedicato all’arte contemporanea il cui beneficiario è il Comune di Bologna. Primo esempio realizzato in Italia in questo ambito, ha dato vita a un fondo dedicato all'arte del presente ed è costituito, oltre che dalle risorse economiche messe a disposizione dai tre disponenti, dal donatore principale Gruppo Unipol e dal donatore sostenitore Emil Banca Credito Cooperativo.
La selezione è stata effettuata dal Comitato Collezioni Pubbliche del Trust composto da Sarah Cosulich, Chiara Parisi e Claudio Spadoni, per un investimento totale di 30.000 euro.
L'artista Serena Vestrucci dichiara:
"Batter d'occhio è un disegno corale: una moltitudine di tracce di battiti di ciglia replicati e fermati su ampie superfici. Ho sempre pensato alle ciglia come pennelli che ognuno ha costantemente a disposizione e che, nel loro incessante movimento, lasciano segni incontrollati che graffiano l'aria. Il loro battito, istantaneo e inafferrabile, rimanda alla durata rapida e transitoria che intercorre tra uno sguardo e l'altro, allo stesso modo in cui è la nostra presenza: momentanea e fuggevole. Un richiamo alla collettività."