La figura di Severino Bellotti occupa un posto particolare nella pittura italiana del primo Novecento: un artista capace di raccontare la quotidianità con uno sguardo silenzioso, colto e sorprendentemente moderno.
Bellotti si forma all’Accademia Carrara di Bergamo sotto la guida di Ponziano Loverini e torna poi come docente negli anni 1924‑1927. Nel 1922 ottiene una borsa di studio per Roma e l’anno seguente partecipa alla Seconda Biennale Romana con Nudo femminile, distinguendosi per la qualità figurativa e per una sensibilità vicina alle istanze del “Novecento” e del Realismo Magico, pur mantenendo un’autonomia espressiva molto personale.
Rientrato a Milano, nel 1928 espone Maternità alla Permanente, mentre dagli anni Cinquanta si dedica con continuità alla ritrattistica. La sua pittura privilegia scene campestri, nature morte e figure colte nell’intimità dell’umile quotidiano: gesti minimi trasformati in visione pittorica attraverso una modernità stilistica asciutta e misurata.
Le tecniche che utilizza, olio su tela e su tavola, ma anche carboncino, sanguigna e pastello, gli permettono di indagare con finezza volti e presenze, in particolare bambini e giovani donne.
Nata ad Asti, in Piemonte, Luigina Fernanda Paola Cerrina si laurea in Pedagogia con indirizzo sociologico all’Università di Torino, intraprendendo un percorso professionale che la porterà alla nomina come dirigente scolastico.
Nel 2009, un episodio traumatico segna profondamente la sua vita: viene travolta da un’auto in corsa. Pur rimanendo illesa, il forte turbamento vissuto apre un varco emotivo che la spinge a trasformare paura e inquietudine in pittura.
La sua attività artistica nasce esattamente da questo momento di frattura.