La mostra Art Crimes nella Sala del Foro Romano

Il cuore dell’esposizione è la Sala del Foro Romano, uno spazio carico di storia che si apre per la prima volta all’arte contemporanea. Le opere di Accardi sono state pensate appositamente per questo contesto, trasformando la sala in un teatro di “crimini artistici”: intrusioni visive ironiche, provocazioni estetiche e riflessioni sul senso dell’arte oggi.

La mostra include dipinti, installazioni e video, offrendo una panoramica completa sulla produzione recente dell’artista. Il titolo Art Crimes allude non solo all’ironia che permea la sua visione artistica, ma anche al gesto stesso di "violare" con l’immaginazione le regole accademiche e i luoghi istituzionali della cultura.

Arte contemporanea e patrimonio: un incontro necessario

L’incontro tra arte contemporanea e patrimonio storico è uno dei punti di forza del progetto. L’inserimento dell’opera di Accardi in un contesto solitamente riservato a codici miniati, incisioni e antichi volumi, crea un cortocircuito visivo e simbolico che invita a ripensare il ruolo dell’arte oggi: come ponte tra passato e presente, tra memoria e provocazione.

Un evento da non perdere nel panorama culturale milanese

L’ingresso alla mostra è gratuito, e rappresenta una delle occasioni più interessanti del calendario artistico primaverile milanese. Art Crimes si inserisce in una più ampia riflessione sul rapporto tra linguaggi visivi e istituzioni culturali, portando una voce originale e internazionale come quella di Angelo Accardi in uno dei luoghi più simbolici di Milano.

Informazioni utili

Mostra: Art Crimes di Angelo Accardi

Dove: Biblioteca Ambrosiana, Sala del Foro Romano – Milano

Quando: 3 – 28 aprile 2025

Ingresso: gratuito

Maggiori dettagli su: hf4.it/art-crimes

Angelo Accardi mostra Milano Biblioteca Ambrosiana
Michele Stanzione

L'universo caleidoscopico di Ugo Nespolo (Mosso - Biella, 1941) va in scena negli storici ambienti della Villa Giulia di Verbania con l'antologica che ripercorre una carriera lunga sessant'anni.

Curata da Sandro Parmiggiani, la mostra riunisce, dal 17 maggio al 28 settembre, cento opere, dai lavori pittorici alle serie fotografiche, dalle ceramiche ai legni policromi intarsiati, dai libri d'artista ai disegni, sino alle sperimentazioni filmiche, che tratteggiano lo spirito eclettico, ludico e ingegnoso di Nespolo.

Arte e Vita

L'attitudine multimediale e la versatilità stilistica di Nespolo, sin dalla sua formazione all'Accademia Albertina di Torino e dalla laurea in Lettere moderne, riflettono gli ideali dell'opera d'arte totale radicati nella cultura tardo-ottocentesca e consolidati nella seconda metà del Novecento, dove si ibridano pratiche diverse e si assottiglia il confine tra arte e vita.

Dai primi lavori che reinterpretano il Futurismo, il percorso della rassegna si snoda in 14 spazi passando dal Pop degli anni Sessanta, quando Nespolo si trasferisce a New York, al periodo di militanza negli ambienti poveristi e concettuali.

Alcune sale sono dedicate al tema del numero dove spicca la scultura Account/ Svaso (2011), che evoca una sorta di girandola aritmetica, sino alla recente serie Dark side e alla stravagante scultura gonfiabile Roi Ulbu (2024), mutuata dall'interesse per la Patafisica, la "scienza delle soluzioni immaginarie".

Fino al 19 luglio, BUILDINGBOX ospita a Milano Transitum, la nuova installazione site-specific di Fabrizio Cotognini, tra i protagonisti più riconoscibili della scena dell’arte contemporanea italiana.

La mostra personale si inserisce nel progetto EXIART – Exit from Art, a cura di Helga Marsala, e si sviluppa in dodici tappe mensili, trasformando la vetrina di via Monte di Pietà 23 in una vera e propria soglia visiva e simbolica.

 

Transitum di Fabrizio Cotognini Milano
Ph.: Leonardo Morfini. Courtesy: BUILDING Milano
Un progetto artistico in dodici atti, tra memoria, tempo e metamorfosi

Transitum si articola in un percorso di dodici interventi mensili, ciascuno concepito come un momento unico ma interconnesso. Cotognini, noto per il suo approccio multidisciplinare che unisce disegno, installazione, scrittura e oggetti d’archivio, costruisce una narrazione stratificata che si evolve nel tempo, rispecchiando l’idea stessa di “passaggio”.

Il termine latino transitum, infatti, evoca la soglia, il movimento, il cambiamento. In questa mostra, la soglia non è solo un luogo fisico – lo spazio vetrato e permeabile di BUILDINGBOX – ma anche un simbolo di transizione tra passato e presente, tra materia e pensiero, tra memoria storica e immaginazione artistica.

Serie tematiche

Il progetto allestitivo, firmato dallo Studio 2x4 di New York, divide la produzione dell’artista tra i due livelli della Fondazione Prada - fra le fondazioni d'arte contemporanea più belle di Milano: al piano terra è presentata la sua ricerca pittorica, e il percorso è costruito attraverso nuclei tematici che esaltano le matrici generative dell’opera di Domenico Gnoli, il suo modus operandi, legato allo studio delle possibilità espressive insite nell’analisi dei singoli oggetti che riproduce quasi in serie, con poche varianti cromatiche, di prospettiva o di scala. 

Al secondo piano, la produzione da illustratore, scenografo e costumista, lontana da quella dell’artista, poiché riflette un universo multicolore, pullulante di gente e ricco di dettagli. Una produzione quasi antitetica ma complementare per contribuire a comprendere, nella sua totalità, la parabola tanto breve quanto intensa di questo artista enigmatico e troppo a lungo, ingiustamente, guardato con degnazione.