Brescia: Le Mostre di Arte Contemporanea da Vedere a Marzo

La Belle Époque – L'arte nella Parigi di Boldini e De Nittis - Palazzo Martinengo | fino al 15 giugno

La mostra La Belle Époque celebra gli “Italiens de Paris” – Giuseppe De Nittis, Giovanni Boldini, Giacomo Zandomeneghi, Vittorio Corcos e Antonio Mancini – pittori italiani che, nel tardo Ottocento, vissero e lavorarono a Parigi, influenzando l'arte della Belle Époque. Curata da Francesca Dini e Davide Dotti, l’esposizione riunisce 80 opere, molte delle quali provenienti da collezioni private. L’esposizione rilegge il loro impatto sull’evoluzione dei canoni artistici, con uno sguardo attento ai mutamenti sociali dell'epoca. Boldini è protagonista per la sua eleganza e innovazione formale, mentre De Nittis cattura l’atmosfera parigina con raffinatezza. Le opere di Zandomeneghi sono caratterizzate da una sensualità sorprendente, e Corcos esplora una pittura più solida e maestosa. La presenza di Mancini celebra anche le scuole regionali italiane con le sue intense scene di vita quotidiana.

Firenze: Le Mostre di Arte Contemporanea da Vedere a Marzo

TRACEY EMIN. SEX AND SOLITUDE - Palazzo Strozzi | dal 16 marzo al 20 luglio

Questa mostra a Palazzo Strozzi presenta oltre 60 opere dell'artista britannica, tra dipinti, installazioni, fotografie e sculture, che esplorano i temi della solitudine, del desiderio, del dolore e dell’introspezione. Emin è nota per la sua arte autobiografica e provocatoria, spesso legata alla sua vita personale: tra traumi, violenze e perdita. Il percorso espositivo include la ricreazione della performance del 1996 Exorcism of the last painting I ever made, dove l'artista, rinchiusa in una stanza per due settimane, dipinge e si espone al pubblico in un atto di confessione terapeutica. La mostra affronta anche il ruolo della donna artista, con il nudo come strumento di affermazione dell’identità, e include opere come My Bed e I Followed You to the End, che rivelano l’energia emotiva e cruda tipica della sua ricerca.

Con oltre 250 opere, tra cui porcellane, vetri, sculture e gioielli, la mostra ripercorre il fascino di un'epoca che ha definito l'estetica del Novecento. Curata da Valerio Terraroli, in collaborazione con la Fondazione Museo Archivio Ginori e Iris Ceramica Group, la mostra celebra il valore e l'influenza dell'Art Déco anche presso i contemporanei e sarà visitabile fino al 29 giugno.

Tra i Capolavori dell’Art Déco: Gio Ponti e il Design Italiano

Uno dei protagonisti indiscussi della mostra è il leggendario La casa degli efebi, il vaso di Gio Ponti prodotto da Richard Ginori, che è diventato un simbolo del design italiano e un emblema dell'Art Déco. Un simbolo che ci mostra come, esplorando l'arte e il design, questa mostra permetta di scoprire come l’Art Déco abbia reso omaggio sia alla velocità della modernità che alla bellezza classica, creando un equilibrio perfetto tra passato, presente e futuro.

Centrotavola opera mostra Art Déco. Il trionfo della modernità, Palazzo Reale, Milano
Palazzo Reale, Milano
Centrotavola Art Déco
Famiglia d'arte

Nipote di Domenico e figlio di Umberto Gnoli, entrambi critici e storici dell’arte, Domenico Gnoli cresce a Roma in un ambiente colto e raffinato, alternando il lavoro di artista a quello di scenografo, disegnatore di costumi e illustratore. Sono proprio le sue  scenografie e i costumi realizzati per la commedia As you like it di William Shakespeare, rappresentata nel 1955 all’Old Vic di Londra, che gli danno notorietà internazionale.

Dal 1959, l’artista vive tra Roma e New York, per poi stabilirsi, dal 1963, nell’isola di Maiorca. La svolta avviene nel 1964, l’anno della consacrazione della Pop art in Europa, per il tramite della Biennale di Venezia: Gnoli presenta il suo lavoro in una mostra alla Galerie André Schoeller di Parigi, cui seguono le personali al Palais des Beaux-Arts di Bruxelles e al Kestner Gesellschaft di Hannover, nel 1968, anno della definitiva affermazione internazionale, che vede l’artista invitato a Documenta IV a Kassel.

Tra Modernità e Lusso: Un’Esperienza da Non Perdere a Milano

L'esposizione si sviluppa in un percorso che unisce arte contemporanea, storia e tradizione, dove ogni oggetto esposto racconta una parte del viaggio estetico che ha attraversato il Novecento. Dai maestri italiani come Tomaso Buzzi, Galileo Chini, e Vittorio Zecchin, agli arredi e agli oggetti che hanno caratterizzato un’epoca, la mostra offre un’inedita visione del lusso e della creatività. 

L'Art Déco e il Suo Significato Sociale e Politico

Oltre a essere una celebrazione dell’estetica, la mostra analizza l’aspetto sociale e politico dell’Art Déco, nato come risposta alle atrocità della Prima Guerra Mondiale. Con l'esclusione della Germania dall'Esposizione Internazionale di Parigi del 1925 e l'inclusione dell'Unione Sovietica, il movimento rappresentò una fuga dall'orrore del conflitto, proponendo una visione di bellezza e perfezione. Un tema che, ancora oggi, sotto diversi aspetti, risuona in molte opere di arte contemporanea.

Art Déco. Il trionfo della modernità è quindi un'occasione imperdibile per chi, in questi mesi, cerca le più belle mostre d'arte contemporanea a Milano, capitale del design e dell'innovazione. Preparatevi a tuffarvi nell’eleganza, nella modernità e nel lusso che ha caratterizzato l'Art Déco, ma che continua ad affascinare anche oggi. Una riflessione visiva sull’impatto che l’estetica ha avuto non solo sulla cultura, ma anche sull’industria e sul design moderno, ancora oggi influenti.

Questo approfondimento è tratto dall'articolo "Presente, passato e futuro dell’Art déco" di Laura Leonelli, nel numero 619 di Arte, il mensile per artisti, galleristi, collezionisti, esperti e appassionati del settore.