Fortunato Depero. Sete di Futurismo, fame d'America - E.Art.H. | fino al 1º marzo 2025
Questa mostra, ospitata dalla EarthFoundation in collaborazione con il Mart di Rovereto, vi stupirà anche per la location particolare: gli spazi ristrutturati della Stazione frigorifera di Verona. L'esposizione, che presenta una vasta selezione di opere del Mart, ripercorre l'evoluzione artistica di Depero dal 1910 agli anni '50, con un focus sui temi del cibo e della tavola. Il percorso si apre con l'incontro di Depero con il Futurismo nel 1914 e prosegue con le sue collaborazioni pubblicitarie, come quella con Campari. La passione per il cibo emerge dopo il soggiorno americano dell’artista, culminando nelle sue celebri ricette futuriste e nei manifesti pubblicitari degli anni '30, che hanno contribuito a elevarlo tra gli artisti più conosciuti in italia.
Andy Warhol. Triple Elvis. - Gallerie d'Italia | fino al 16 febbraio 2025
Per il nuovo appuntamento di Vitalità del tempo, progetto curato da Luca Massimo Barbero e voluto da Intesa Sanpaolo, le Gallerie d’Italia di Napoli ospitano la mostra Andy Warhol. Triple Elvis. Al centro dell’esposizione c’è l’iconica opera del 1963, dove Warhol ritrae Elvis Presley in versione cowboy, moltiplicandolo su uno sfondo argento metallico. Insieme a Triple Elvis, la mostra presenta tre importanti cicli grafici appartenuti alla collezione Agrati: Marilyn, Mao Tse-Tung ed Electric chairs. Queste opere evidenziano il tema della serialità, centrale nella produzione dell'artista americano, ed in particolare lo fa Triple Elvis, che è stato il primo soggetto ripetuto più volte all'interno di un'opera proprio da Andy Warhol.
Giuseppe Pirozzi. L'atelier dello scultore - Museo e Real Bosco di Capodimonte | fino al 6 gennaio 2025
Napoli celebra i novant'anni di Giuseppe Pirozzi con la mostra antologica L’atelier dello scultore, che ripercorre le tappe fondamentali della carriera dell'artista, dagli anni Cinquanta fino ad oggi. Allievo di Antonio Venditti ed Emilio Greco, Pirozzi ha sperimentato diversi materiali nel corso degli anni, con una predilezione per il bronzo e la terracotta, nella creazione di sculture, gioielli e grafiche. La sua produzione ha spaziato dal figurativo, con influenze classiche e moderne, all'informale e alle indagini materiche, evolvendo verso opere cariche di simboli e frammenti di memoria, e contribuendo alla liberazione della scena napoletana dai paradigmi ottocenteschi.
Il Surrealismo, emerso in Francia nei primi anni '20, ha avuto un impatto significativo sulla cultura e sull'arte del Novecento, non solo a livello europeo ma anche in Italia. Spesso il termine “surreale” viene utilizzato nel linguaggio comune per descrivere eventi o situazioni che sfuggono alla logica razionale, ma cosa significa realmente il Surrealismo? Questo movimento, fondato dal poeta André Breton con il suo manifesto nel 1924, mirava a esplorare il subconscio, i sogni e le allucinazioni, cercando di superare i confini della realtà. Tra le sue fonti d’ispirazione figurano Nietzsche, De Sade e il padre della Pittura metafisica, Giorgio de Chirico, il quale, già negli anni Dieci, aveva accostato oggetti apparentemente lontani, rompendo le barriere della razionalità.
De Chirico ha ispirato artisti surrealisti, nonostante Breton lo perseguisse a causa delle sue posizioni artistiche. La sua visione di un mondo privo di senso, descritto come un “immenso museo di giocattoli che non significano nulla”, ha aperto le porte a una nuova comprensione dell’assurdo. Le opere di De Chirico, caratterizzate da piazze deserte e composizioni enigmatiche, rappresentano un punto di partenza per il Surrealismo italiano, che si distingue per una maggiore consapevolezza compositiva rispetto ai suoi omologhi francesi.
Tra i principali artisti italiani del Surrealismo, possiamo citare Alberto Savinio, che in opere come La nave perduta (1928) dipinge un mondo onirico intriso di simbolismo, utilizzando forme geometriche che richiamano i giocattoli. Alberto Martini, anticipatore del Surrealismo, si distingue con opere come Uomo mascherato di fronte (1910), mentre Julius Evola offre visioni interiori intrise di dadaismo. L’arte di Fabrizio Clerici, con i suoi Labirinti (1966), e Leonor Fini, con la sua Femme assise sur un homme nu (1942), rappresentano ulteriori esplorazioni di una dimensione surreale, dove il paesaggio e l’umanità si fondono in un gioco di simboli e significati.
Una delle peculiarità del Surrealismo italiano è la consapevolezza compositiva che permea le opere. Mentre il movimento di Breton enfatizzava l'automatismo e la casualità, gli artisti italiani tendono a rimanere ancorati a una struttura più definita e ragionata. Ciò è evidente nelle opere intrise di citazioni colte di Martini e nei paesaggi visionari di Clerici e Abate, tutti caratterizzati da una chiara intenzione espressiva.
Recentemente, il Surrealismo italiano ha ricevuto una nuova attenzione, come dimostra la mostra alla Fondazione Magnani Rocca, che esplora le connessioni tra il Surrealismo europeo e quello italiano attraverso una mostra a Mamiano di Traversetolo (Parma). Tra le opere qui esposte spiccano lavori di René Magritte e Max Ernst, affiancati a quelli di artisti italiani, creando un dialogo che sottolinea le affinità e le differenze stilistiche e tematiche. Magritte, con La prova del sonno (1926), e Ernst, con Divinità (1940), evocano il mistero e l'assurdità, ma sono le interpretazioni italiane che offrono un’ulteriore dimensione di introspezione e riflessione sull’essere umano e la sua esistenza. Per ulteriori informazioni su questa bellissima mostra, ne parliamo qui.