Nel corso degli anni, il pittore di Le Cateau-Cambrésis ha continuato a evolversi, integrando influenze di artisti del passato nella sua opera. La visita alla Cappella degli Scrovegni in Italia nel 1907 ha lasciato un segno indelebile nel suo stile, portando ad un uso della forma e del colore più sintetico e decorativo. Le sue opere di questo periodo si caratterizzano per la bidimensionalità e la semplificazione delle forme, come dimostrano "Atelier rouge" e "Atelier rose", in cui gli spazi diventano ambienti di pura espressione cromatica.
I viaggi in Nord Africa, in particolare in Algeria e Marocco, hanno ulteriormente arricchito il linguaggio visivo di Matisse. Le influenze decorative delle ceramiche e dei tessuti arabi si riflettono nelle sue opere delle odalische, che hanno suscitato un rinnovato interesse per la figura femminile in contesti ornamentali.
Per approfondire il modo in cui gli artisti del Novecento hanno rinnovato il linguaggio visivo, consulta la nostra sezione Artisti del CAM.
Verso la fine della sua carriera, Matisse ha introdotto le gouaches découpées, opere composte da ritagli di carta colorata, che rappresentano una delle sue ultime grandi invenzioni. Queste opere, tra cui alcune connesse al libro d'artista "Jazz" (1947), mostrano una nuova direzione artistica in cui il colore e la forma si integrano in un linguaggio visivo completamente nuovo. La decorazione della Cappella del Rosario a Vence, realizzata negli ultimi anni della sua vita, è considerata una delle sue opere più significative e rappresenta la sintesi di tutte le sue esplorazioni artistiche.
L'eredità di Henri Matisse si è riflettuta successivamente in numerosi artisti contemporanei, che hanno trovato ispirazione nel suo uso audace del colore e nella sua esplorazione della forma. Tra questi, David Hockney, Tracey Emin, Yayoi Kusama e, in Italia, Francesco Clemente.
Henri Matisse ha quindi lasciato un'impronta indelebile nella storia dell'arte moderna e contemporanea, influenzando una vasta gamma di artisti e movimenti. La sua opera continua a essere celebrata in mostre in tutto il mondo, evidenziando il suo status di maestro della pittura e la sua capacità di reinventarsi continuamente.
Righi, bolognese di 68 anni, ha iniziato la sua carriera di collezionista negli anni Ottanta, coltivando una passione per l'arte concettuale. Nonostante la sua affermazione di non voler far parte del "club dei collezionisti ossessionati", ha creato una raccolta estremamente variegata, con sculture, fotografie, video, installazioni e libri d'artista. Tra le opere che compongono la sua collezione ci sono poi lavori di artisti di fama mondiale come Gino De Dominicis, Noah Barker, Giorgio Morandi e Alighiero Boetti, insieme a talenti emergenti come Giulia Cenci e Diego Marcon.
L'approccio di Righi al collezionismo è sempre stato guidato da una forte componente emotiva. Egli sceglie opere che lo coinvolgono profondamente, come le installazioni dell'artista egiziana Anna Boghiguian o le sculture trasparenti di Roni Horn. Il collezionista considera infatti la sua raccolta come un autoritratto che riflette il suo gusto personale e la sua sensibilità artistica.
Righi è anche coinvolto nel mondo dell’arte contemporanea attraverso il suo ruolo di managing director di Arte Fiera Bologna, che gli permette di contribuire alla crescita e all’evoluzione del panorama artistico italiano, rimanendo aggiornato e mettendo in dialogo la sua collezione con il pubblico e gli artisti emergenti.
Recentemente, Righi ha esposto una parte della sua collezione nella mostra “Among the invisible joins” presso il Museion di Bolzano, di cui parliamo con dettagli qui. L'esposizione presenta 150 opere che esplorano le incertezze dell'esistenza umana, un tema ispirato a un saggio di Virginia Woolf. Questo progetto sottolinea l'importanza delle sue scelte curatoriali e l'ampliamento della sua collezione verso nuove forme di espressione artistica.
Berthe Morisot. Pittrice impressionista - Gam | dal 16 ottobre al 9 marzo 2025
Una mostra emozionante alla Gam di Torino ripercorre la carriera di Berthe Morisot, unica donna tra i grandi fondatori dell'Impressionismo. Curata da Maria Teresa Benedetti e Giulia Perin, la mostra si divide in quattro sezioni e presenta una selezione di circa quaranta opere, tra dipinti, disegni e incisioni, provenienti da collezioni internazionali. La personalità di Morisot, influenzata dal suo legame con Manet e Paul Valéry, emerge attraverso tematiche chiave come i ritratti femminili e l'amore per il paesaggio. L’allestimento include anche un contributo contemporaneo dell'artista Stefano Arienti, che reinterpreta le opere storiche della pittrice.
Niki De Saint Phalle, Mudec | dal 5 ottobre al 16 febbraio 2025
La mostra dedicata a Niki De Saint Phalle, al Mudec di Milano, celebra l'artista franco-americana famosa in Italia per il bellissimo Giardino dei Tarocchi (Toscana). Con 110 opere esposte, l'esposizione ripercorre il suo percorso artistico, dai primi lavori “distruttivi” agli ultimi, mostrando l'evoluzione della sua identità tra femminilità e amore per la vita. Le celebri Nanas, sculture colorate di donne tondeggianti, sono presentate insieme a una selezione di abiti Dior e fotografie del suo passato di modella. All'esterno, un'imponente scultura accoglie i visitatori nel suo mondo ricco di significato.