Mike Parr. The intimate resistance - Casa Morra
Riunendo ottanta lavori tra fotografie, video, installazioni e incisioni, la retrospettiva a cura di Eugenio Viola che la Fondazione Morra (nella sede di Casa Morra) dedica a Mike Parr copre cinquant’anni di ricerca del radicale performer australiano, nato a Sydney nel 1945. La mostra, che prende il titolo The intimate resistance da un saggio del filosofo catalano Josep Maria Esquirol, spazia dalle Task performance di inizio anni Settanta fino a opere recentissime come Falling self-portrait, del 2023.
Fino al 31 gennaio 2024
Con i risultati dell’esame diagnostico l’esperto potrà beneficiare dei dati raccolti per precisare la morfologia dell’opera o l’attribuzione a un determinato artista, nonché la datazione storica del manufatto.
Tali indagini occupano un campo particolare tra le metodiche tese a migliorare le conoscenze e la natura delle opere pittoriche. Le indagini fotografiche appartengono a un settore interessante fra le metodiche non invasive, a differenza per esempio del prelievo dei campioni dei film pittorici delle preparazioni sottostanti. Non di rado può accadere di documentare, grazie alla macrofotografia, aspetti di sicuro carattere fraudolento, come nel caso della presenza di screpolature di invecchiamento.
Al di là del problema della falsificazione, è certo che i mezzi d’indagine attualmente disponibili possono essere utilizzati su aree e tematiche più ampie come nel restauro per opere per lo più antiche, anche se non possiamo nasconderci che anche opere di appena cinquanta-sessanta anni sono spesso sottoposte a interventi di carattere conservativo.
In realtà l’esame scientifico non può e non deve essere fine a se stesso, ma rappresenta la raccolta di un insieme di dati ottenuti con l’applicazione di diversi metodi di analisi, la cui elaborazione costituisce la base per una collaborazione tra la scienza e l’esperienza estetica di un qualificato esperto d’arte, per una valutazione definitiva del manufatto oggetto di esame.
William kentridge. You whom I could not save - Palazzo Branciforte
You whom I could not save (“Tu che non ho potuto salvare”), inedita installazione con proiezione, incipit della nuova pièce teatrale The great yes, the great no, è al centro della mostra palermitana di William Kentridge, curata da Giulia Ingarao e Alessandra Buccheri, aperta fino al 12 gennaio. Un dialogo a più voci con al centro Palazzo Branciforte e il suo Monte dei Pegni di Santa Rosalia, luogo della memoria cittadina che narra di povertà e di sogni. Qui dagli inizi dell’800 i palermitani impegnavano i loro poveri averi, per potere pagare il viaggio per le Americhe.
“Seicento numeri di Arte. Seicento pubblicazioni che, mese dopo mese e senza mai un'interruzione, hanno accompagnato i lettori per oltre 52 anni.” – spiega il direttore Michele Bonuomo – “Un primato che ci rende orgogliosi di essere stati testimoni e protagonisti di una lunghissima stagione tra le più prolifiche delle vicende artistiche italiane e internazionali. Quella che dal 1970 – quando Arte per la prima volta arriva in edicola – ai nostri tempi ha prodotto ininterrottamente cambiamenti radicali di linguaggi espressivi, tecniche, attitudini e soprattutto pensieri. Seicento numeri di un giornale che non è mai venuto meno al suo ruolo di punto di riferimento autorevole e di guida essenziale nell'offrire un'informazione ricca e puntuale; nel raccogliere, verificare e proporre tutte le voci, i protagonisti, le tendenze della ricerca e gli andamenti del mercato; nel rappresentare un sistema dell'arte sempre più attrattivo, dinamico e pervasivo. La storia dell'arte che raccontano questi “primi” seicento numeri e anche la storia di Arte. Una storia che continueremo raccontare con entusiasmo, impegno e professionalità. Una storia che continueremo a condividere insieme ai lettori.”
La copertina del nuovo numero di Arte è dedicata alla grande artista giapponese Yayoi Kusama, richiestissima sul mercato e protagonista di una mostra al Guggenheim di Bilbao che ne ripercorre la carriera attraverso una selezione di duecento tra dipinti, sculture, performance, installazioni e materiale d’archivio.
Tra gli altri servizi i reportage dedicati alla più grande mostra retrospettiva mai organizzata per Mario Nigro, uno dei protagonisti più noti dell’arte astratta italiana, al Palazzo Reale di Milano fino al 17 settembre e alla Galleria Civica di Trento trasformata in una “domus” contemporanea nella rassegna aperta fino al 26 novembre con quasi ottanta opere di ventinove artisti, dalla fine dell’Ottocento alle ultime generazioni, riunite per delineare i rapporti tra l’arte moderna e l’età classica, il neoclassicismo, l’archeologia.
Da segnalare anche una approfondita inchiesta sulle nuove frontiere delle tecnologie digitali e le implicazioni dei nuovi strumenti a disposizione degli artisti, dalla realtà aumentata all’Intelligenza Artificiale, dalla robotica al metaverso.
Scopri qui come abbonarsi alla rivista Arte.