Achille Perilli: Il ritorno del rosso
Courtesy Progettoarte Elm
Achille Perilli: Il ritorno del rosso
Emilio Vedova: le opere in mostra

Curata da Gabriella Belli (già membro della giuria del 21° Premio Cairo), la mostra apre un percorso inedito che sceglie l’arte contemporanea come strumento per esplorare e interpretare la storia sociale, culturale, politica ed economica del XX secolo. Perché – come sottolinea la curatrice – «ben pochi artisti italiani del Novecento hanno non solo eguagliato la potenza narrativa degli antichi maestri quanto Vedova (noto il suo amore per Tintoretto), ma sono stati simbolo altrettanto forte e riconoscibile di quella generazione nata nel Primo dopoguerra». La sua carriera artistica è caratterizzata da una costante volontà di ricerca e forza innovatrice, ma anche di impegno e denuncia sociale, già evidente in Morte di un partigiano del 1945. All’inizio degli anni Cinquanta realizza i suoi celebri cicli di opere: Scontro di situazioni, Ciclo della Protesta, Ciclo della Natura. Dal 1961 lavora, prima a Venezia e poi in Brasile, ai Plurimi, in cui Vedova posiziona il quadro in uno spazio tridimensionale, smembrando la superficie pittorica in un insieme di elementi frammentati. Negli anni Settanta, realizza i Plurimi/Binari del ciclo Lacerazione e i Carnevali e, negli anni Ottanta, i ciclopici Dischi, Tondi, e ...in continuum.

In continuum... Compenetrazioni/Traslati 87/'88
M9 Museum su IG
In continuum... Compenetrazioni/Traslati 87/'88

“Considero il mio atelier come un orto – scriveva metaforicamente Miró nel1959. – Lavoro come un giardiniere o come un vignaiuolo. Laggiù ci sono dei carciofi. Qui delle patate. Bisogna tagliare le foglie affinché crescano i frutti. Venuta l’ora, bisogna potare”.

Ed è proprio alla natura, suggestiva e fantastica, che tutta la sua opera sembra ispirarsi con le sue forme oniriche e surreali, fatte di segni e colori infantili e spontanei. L’esposizione, che raccoglie alcuni dipinti originali, tra cui la tela proveniente dalla Pinacoteca Civica di Savona che appartenne al Presidente della Repubblica Sandro Pertini, e un gruppo di 78 opere grafiche che l’artista spagnolo realizzò nell’isola maiorchina negli anni ’70. Tra queste, in particolare, si segnalano le due serie di incisioni realizzate proprio a Mallorca e provenienti dalla Sala Pelaires di Palma: la prima, intitolata “Serie Mallorca”, si compone di quattro gruppi di 9 opere ciascuna, di cui due in monocromia (bianco e nero) e duea colori; mentre la seconda, la “Serie Gaudì”, dai colori fluorescenti, Miróla dedicò all’architetto spagnolo, autore della “Sagrada Familia” di Barcellona.
La luce e i colori di Mallorca, l’isola che divenne il suo eremo dal 1956, quando si trasferì insieme alla moglie e dove visse e lavorò fino al 1983, anno della sua morte, risplendono in queste sue straordinarie opere. “Non potrei vivere in un posto dove non si vede il mare”, amava ripetere agli amici che gli facevano visita nella splendida villa di Marivent, a pochi passi da Cala Major dove oggi si trova la Fondazione Pilar e Joan Miró. E alla luce solare e alla natura mediterranea sembrano ispirarsi anche il resto delle incisioni che Alessandro Masi, curatore della mostra, ha rigorosamente selezionato per questo importante appuntamento pescarese che vede, dopo anni di assenza, il ritorno in Italia di uno dei protagonisti mondiali dell’arte del XX secolo.

Le opere di Joan Mirò a Pescara
courtesy Imago Museum
Le opere di Joan Mirò a Pescara

Patrocinata dal direttore dell’Istituto Cervantes di Roma, Ignacio Peyró Jiménez, la mostra pescarese è stata fortemente voluta dal Presidente della Fondazione Pescarabruzzo Nicola Mattoscio che, dopo le mostre dedicate a Schifano, Warhol, Beuys e agli artisti espressionisti tedeschi, prosegue coerentemente nella sua linea analitica di rivalutazione dell’arte del XX secolo. “Miró – ha affermato Mattoscio - rappresenta nell’immaginario di tutti noi quel sogno dell’arte moderna che ha precorso il viaggio onirico nel più profondo della nostra coscienza, oltre le soglie della realtà”.

All’evento di inaugurazione, dopo i saluti istituzionali del Presidente della Fondazione Nicola Mattoscio e del Sindaco di Pescara Carlo Masci, il curatore Alessandro Masi, Segretario Generale della Società Dante Alighieri, presenterà la mostra.

Informazioni pratiche sulla mostra di Mirò a Pescara

Dove: Imago Museum Corso Vittorio Emanuele II, n. 270 – Pescara
Quando: apertura: martedì - domenica ore 10:30 - 13:30 e 16:00 - 20:00
Biglietto intero €12.00, biglietto ridotto €8.00
I biglietti sono acquistabili presso la biglietteria del museo o su ciaotickets.com. Per maggiori informazioni, è possibile visitare il sito del museo: www.imagomuseum.it