Giorgio De Chirico: Le muse inquietanti, 1974, olio su tela, 50x65 cm, provenienza Fondazione Giorgio e Isa de Chirico
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Giorgio De Chirico: Le muse inquietanti, 1974, olio su tela, 50x65 cm, provenienza Fondazione Giorgio e Isa de Chirico
La curatrice della mostra su de Chirico

“Elaborando un sistema pittorico di precisione matematica che distorce la realtà (attraverso l’uso illogico della prospettiva e della luce, unito all’accostamento irrazionale di oggetti comuni e fantastici in ambienti alterati e insoliti), l’artista produce scene di enigmatico isolamento o inquietante costrizione”, sottolinea Victoria Noel-Johnson, che della mostra è la curatrice. “Pervasa da un angoscioso presagio, l’atmosfera (o Stimmung, secondo il filosofo tedesco dell’Ottocento Nietzsche) della sua pittura mira a suscitare un senso di sorpresa, scoperta e rivelazione”.

"La Peste del 1630", nota anche con il titolo "La Vergine appare agli appestati", è invece un’opera pittorica di Antonio Zanchi che decora una delle pareti dello scalone della Scuola Grande di San Rocco a Venezia. L’opera si compone di due grandi tele, separate da una preesistente lesena architettonica all’interno della struttura. Anche in questo caso il lavoro dell’autore prende spunto da tele e affreschi già esistenti che avevano trattato l'argomento. Pensiamo al particolare de "L’inferno" contenuto nel "Trittico delle delizie" di Hieronymus Bosch, oggi al Museo del Prado a Madrid.

Il Sindaco Fabio Chies dichiara:

“Una mostra particolare, dedicata ad un artista che ha dedicato la sua vita all’arte. Ospitare a Palazzo Sarcinelli l’esposizione è un’occasione importante, un’opportunità per i coneglianesi e per i numerosi turisti. Immergersi nel mondo di Giorgio de Chirico e farsi sedurre dal fascino delle sue immagini aprirà una stagione culturale di grande rilievo. Un grazie ad ARTIKA per l’organizzazione della mostra e per la valorizzazione e diffusione della cultura nel nostro Comune.”

Casa d'asta International Art Sale

International Art Sale nasce nel 2010 a Milano, in via Giacomo Puccini, sotto la guida di Gianfranco Saccucci, gemmologo e perito in pietre preziose e gioielli del Tribunale di Milano, affiancato successivamente da Adriano Conte, direttore del dipartimento di arte moderna, contemporanea e dipinti del XIX secolo. Il settore trainante della casa d’aste è da sempre quello di gioielli, ma ultimamente anche le vendite di moderno e contemporaneo hanno raggiunto ottimi risultati, come conferma l’eccezionale vendita, lo scorso maggio, dell’opera di René Magritte Les poids et le mesures, stimata 600mila euro e aggiudicata per oltre 1.200.000 euro (www.internationalartsale.it).

La casa d'asta Milano Intenrational Art Sale è anche partner del 22° Premio Cairo.

Casa d'asta Media Art Trade

Con la direzione generale di Alessandro Conte, Media Art Trade è presente sul mercato dal 2010, inizialmente con vendite esclusivamente online, in seguito, dal 2018, organizzando anche aste dal vivo nella sede situata nel nuovissimo quartiere di Porta Nuova. Il dipartimento di punta è quello d’arte moderna e contemporanea, mentre sono in crescita anche quelli di design, gioielli e preziosi (www.mediartrade.com).

Casa d'asta Pandolfini

Nata nel 1924 a Firenze, Pandolfini è la più antica casa daste italiana ed è presente a Milano dall’inizio del 2011. La sede milanese di via Manzoni ha permesso alla casa d’aste di intensificare i rapporti con il mondo collezionistico in tutto il Nord Italia e in Europa, e da quest’anno, per consolidare ulteriormente il rapporto coi clienti, la responsabilità è affidata a Tomaso Piva, già capo del dipartimento di International fine art, che organizzerà incontri con esperti ed esposizioni tematiche (www.pandolfini.it).

Casa d'asta Sotheby’s

È l’altro colosso internazionale presente nella città meneghina, insieme a Christie’s. Ha aperto la sua prima sede italiana a Firenze nel 1968, trasferendola poi a Milano nel 1991. Dal 2015 dimora nel neoclassico Palazzo Serbelloni, in corso Venezia, dove si tengono due grandi aste live all’anno di arte moderna e contemporanea, ma anche vendite di gioielli e design, oltre a quelle di collezioni di singoli proprietari e di beneficenza. «È fondamentale per una casa d’aste mantenere una presenza fisica e un calendario fisso di vendite nel territorio», spiega Marta Giani, Head of Italian sales, contemporary art. «I collezionisti si sentono più coinvolti e incentivati a partecipare alle nostre iniziative anche quando si tratta di eventi dal profilo più culturale e non solo commerciale. E ciò che cerchiamo di creare a Milano, stagione dopo stagione, è un contenitore che pur guardando al mercato internazionale mantenga radici in quella che è la storia del collezionismo nel nostro Paese e che ne valorizzi la lungimiranza e il gusto» (www.sothebys.com).

Casa d'asta Wannenes

Forte di una lunga storia nella vendita di opere d’arte, Guido Wannenes fonda la casa d’aste nel 2001 a Genova. Di origine fiamminga e composta prevalentemente da mercanti d’arte, la sua famiglia era infatti arrivata nel capoluogo ligure agli inizi del Seicento. Nel maggio 2019 apre la sede milanese nel cinquecentesco Palazzo Recalcati, nello storico Sestiere di Porta Ticinese, con la direzione di Luca Melegati. Qui la casa d’aste organizza le grandi vendite dedicate al moderno e al contemporaneo, oltre ad altre rivolte a settori specifici del collezionismo come i libri e i manoscritti, i tappeti, le icone e l’arte russa. «Oggi per vendere è sufficiente un click ma noi non ci vogliamo fermare lì», spiega Guido Wannenes. «Crediamo moltissimo nella presenza sul territorio per essere il più possibile vicini ai nostri clienti, e i migliori passano da Milano o vi risiedono direttamente, per questo è una città da cui non si può prescindere» (wannenesgroup.com).