Sono poche le informazioni condivise dal Comune di Milano e dal suo Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi: l'unica certezza è che l'artista francese torna a Milano per la prima volta dopo il 2017, quando aveva lavorato al BASE, lo spazio multifunzione nell'ex Ansaldo. Per il rilancio di questo luogo Jr aveva realizzato un'opera facente parte del suo progetto "Inside Out": decine e decine di volti in bianco e nero su uno sfondo a pois, ritratti degli ex lavoratori dell'ansaldo e dei nuovi artigiani digitali che avrebbero riportato a nuova vita quegli ambienti. 

 

Jr ha già lavorato in Italia più volte e in diverse città: la sua opera più conosciuta e che ha fatto molto parlare è sicuramente stata "La Ferita", realizzata su Palazzo Strozzi a Firenze nella primavera-estate 2021. 

"La Ferita", opera di Jr a Palazzo Strozzi, Firenze
@palazzostrozzi su IG
"La Ferita", opera di Jr a Palazzo Strozzi, Firenze
Chi è Jr?

A 17 anni inizia ad applicare delle fotografie per strada, sui marciapied, trasformandoli in una galleria d’arte a cielo aperto accessibile a tutti: «in strada raggiungiamo persone che non vanno mai ai musei» dice dimostrando il suo fine rendere accessibile qualcosa che viene ancora visto come esclusivo, a uso e consumo di pochi: l’arte.

 

Lavora in vari posti nel mondo, da Rio de Janerio a New York, Parigi fino al borgo di San Gimignano, in Toscana, dove collabora con la regista Alice Rohrwacher.

 

Grande importanza viene dato al lavoro di denuncia, come quello a favore delle donne in alcune favelas brasiliane, ma soprattutto alle zone di confine e conflitto: realizza opere sui muri che dividono USA e Messico, Palestina e Israele, e da poco anche un'opera di denuncia contro la guerra in Ucraina: "Valeriia", l'immagine di una bambina sorridente e che corre, una gigantografia che è stata stesa e tesa dalle mani di decine di persone in diverse città europee, arrivando ad aprirle la Biennale di Venezia con una speciale esposizione. 

"Valeriia" a Venezia in occasione dell'inaugurazione della Biennale
@jr su IG
"Valeriia" a Venezia in occasione dell'inaugurazione della Biennale
Il progetto Inside Out

Lanciato nel 2011, il progetto si basa su una piattaforma partecipativa che aiuta attivisti e comunità a fare una dichiarazione d’intenti realizzando ritratti in bianco e nero su larga scala negli spazi pubblici. Attraverso le loro “Azioni”, le comunità di tutto il mondo hanno scatenato collaborazioni e conversazioni, arrivando ad un totale di 2000 creazioni. 

Viaggio alla scoperta dell'inconscio

Le sue opere hanno il potere di stupire, spaventare e provocare lo spettatore. Max Ernst (1891-1976) credette per più di sessant’anni che la pittura fosse «un paesaggio della mente che deve portare alla luce i risultati di un viaggio alla scoperta dell’inconscio». Marcel Duchamp percepiva nei suoi dipinti «un inventario completo delle diverse epoche del Surrealismo», mentre secondo lo storico dell’arte André Chastel in quelle opere si trovava «una reincarnazione di quegli autori reniani di diavolerie tipo Bosch». Quel che è certo è che le sue opere rappresenta- no un’enciclopedia delle ansie del Novecento. Ora a Max Ernst è dedicata una retrospettiva, la prima in Italia, nelle sale del Palazzo Reale di Milano, con ottanta dipinti e più di trecento tra opere su carta, sculture, fotografie, gioielli, libri illustrati e documenti.