L’esposizione milanese vuole essere un tributo alla sua capacità artistica e alla sua profonda ricerca sperimentale: in mostra oltre quaranta opere che ripercorrono il percorso di crescita di Pallanza, da progettista di calzature di lusso a progettista di arte astratta con l’utilizzo di tecniche e materiali originali e mai prima ad ora utilizzati nell’arte.
Opere scultoree più che quadri pittorici che evidenziano le sue fini qualità di “progettista di arte”, suddivise in cicli che il curatore Fortunato D’Amico ha individuato in una produzione vasta e articolata dal 1946 al 2013: la città, il fantastico, il mito, la luce, la natura, l’astrattismo geometrico e materico, la pittura tridimensionale.
A queste si aggiunge un’attenzione particolare dedicata al femminile che entra con vigore nell’arte di Pallanza a partire dagli anni Novanta: è la stessa donna elegante e sfuggente per la quale inventa raffinate calzature, quella che appare e scompare nelle sue opere pittoriche. Un essere delicato, misterioso e inarrivabile, simbolo della sua personale ricerca della bellezza e dell’armonia.
Le sue figure femminili sono, al passo con i cambiamenti culturali in atto nel mondo contemporaneo, sensibili ad una lettura sulla condizione della donna e del suo ruolo nella società moderna, periodicamente segnalata lungo il percorso che negli anni accompagna l’evoluzione politica e giuridica dei popoli.
Centrali e ricorrenti nelle sue opere la sua città natale, Vigevano, la luce, l’universo femminile dal quale estrapola “l’anima del sentire” e dell’emozione che lo accompagna in tutta la sua lunga vita artistica. L’agilità e la spontaneità del tratto, il rispetto delle proporzioni e delle prospettive, le associazioni cromatiche, la capacità di creare immagini dalla sua memoria visiva sono i tratti distintivi delle sue opere scultoree.
Nelle opere esposte in mostra e dedicate a Vigevano, Pallanza evidenzia le sue grandi capacità di controllo dello spazio architettonico e degli equilibri dei colori, dei pesi visivi e dei profili che danno vita e volto ai luoghi della sua città.
Il Fantastico e il mito attraversano le opere di Pallanza dalla fine degli anni ’80. La Torre del Bramante si trasforma in un’architettura orientaleggiante e la fitta pavimentazione della piazza in una maglia di fogliame colorato. Il Mito, inteso come richiamo al passato è per Pallanza il presupposto per segnalare la decadenza etica del suo tempo, tormentato da due guerre mondiali e dall’esplosione, in seguito, del consumismo che ha alterato in modo irreversibile la scala dei valori nella quale credeva l’artista.
La Luce è un altro elemento importantissimo per l’artista: nelle sue opere la luce acquista materialità, è un fluido in costante movimento tra i tessuti e le loro aperture. La Natura è indagata attraverso un’ottica di osservazione minuziosa con segni e colori che restituiscono una rappresentazione artistica trasbordante di dettagli.
L’astrattismo geometrico e materico presente in numerose opere è un richiamo al mondo della decorazione applicata alla produzione industriale, con forme generate per dare identità e consistenza ai supporti utilizzati per le lavorazioni della scarpa, come pelli, tessuti, plastiche. La pittura tridimensionale è sperimentata dall’artista negli ultimi anni della sua attività artistica: la trasfigurazione del quadro avviene per più piani di lettura con metamorfosi e nuovi equilibri geometrici che “tradiscono” l’ideale astratto per trasformarsi in una nuova forma d’arte.
Nasce nel 1922 a Vigevano, dove frequenta la Scuola di Disegno e Decorazione presso l’Istituto Roncalli con Luigi Barni. Designer calzaturiero di successo, affianca al lavoro la grande passione per la pittura, per lungo tempo figurativa e in seguito, dalla seconda metà degli anni Ottanta fino alle ultime produzioni del 2014, a carattere astratto-figurativo. Il graduale allontanamento dall’attività professionale coincide con un rinnovato impegno nel settore artistico. Non esita a rivisitare le opere del passato, di vari periodi, per dare loro nuova originalità con slancio creativo. Nel 1989 la partecipazione al primo concorso, a Vigevano, cui seguono numerose mostre collettive. Tra le personali si ricordano, a metà anni Novanta, quelle alla Galleria Sincron di Brescia, l’antologica di Palazzo Roncalli a Vigevano nel 1996 e altre ad Abbiategrasso, Mortara, Corbetta, Milano. Nel 2006, la personale ospitata nella Sala dell’Affresco del Castello di Vigevano. Sue opere sono esposte allo Sharjah Art Museum (Emirati Arabi), al MoMa di New York e alla Galleria Graphica di Caracas. Pallanza muore a Tromello nel 2017.
La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Editoriale Giorgio Mondadori contenente testi introduttivi a firma del curatore Fortunato D’Amico, della figlia Federica, dei nipoti Giorgio e Filippo e di altri testimoni amici dell’artista.
ALDO PALLANZA “AL FEMMINILE” a cura di Fortunato D’Amico
MyOwnGallery – SuperStudio
Via Tortona 27 - Milano
dal 17 al 27 novembre 2022
Inaugurazione giovedì 17 novembre ore 18.00
Ulteriori informazioni sul sito https://aldopallanza.com/
Con il dipinto Nascondo la notte nella casa a torre (2020), Alfonso Borghi diventa l’artista più celebrato nella storia del CAM: per lui tre copertine (n. 41, 46 e 58), traguardo prestigioso per un “Maestro ritenuto degno – non a caso – di appartenere alla ristretta cerchia dei maggiori contemporanei”, come scrive Giovanni Faccenda e come spiega Carlo Motta, Responsabile Editoriale del Catalogo. Da questa edizione irrompe tra i Grandi Maestri del Novecento italiano la figura di Antonio Ligabue, scelta che premia la storia di un genio visionario capace di instaurare un legame particolare tra le sue opere e l’osservatore.
Nelle 964 pagine dell’edizione n. 58 sono presentati 900 artisti con oltre 1800 illustrazioni, inserti a colori e dossier tematici, per essere aggiornati e avere a portata di mano una considerevole quantità di dati di mercato e di informazioni sui protagonisti dell’arte moderna e contemporanea. Nello specifico, oltre alle valutazioni critiche sono riportati i prezzi di vendita o d’incanto delle opere e tutti i riferimenti per contattare gli artisti viventi o i loro galleristi, con indirizzi, e-mail e numeri di telefono.
La parte introduttiva contiene alcuni approfondimenti, con anniversari importanti, come quello dei due secoli dalla morte di Canova, e i 150 anni dalla nascita di Piet Mondrian; la prima sezione è dedicata ai Grandi Maestri del Novecento con le aggiudicazioni d’asta più importanti dell’ultimo anno; la seconda presenta le schede di 900 artisti protagonisti dell’arte moderna e contemporanea, riportati in ordine alfabetico con le immagini che ne documentano la produzione e tutte le informazioni necessarie per una prima visione e per l’eventuale contatto, oltre ad attività espositive, referenze, aggiudicazioni d’asta, valutazioni di mercato, note biografiche e critiche.
Nel volume inoltre gli elenchi di esperti, archivi, fondazioni, delle gallerie e associazioni d’arte divise per città, con relativi contatti, e approfonditi dossier tematici, tra cui Fotografia e Arte Plastica.