L'angelo del focolare
Classicpaintings / Alamy Stock Photo © Max Ernst by SIAE 2022, Electa
L'angelo del focolare, 1937
Oedipus Rex, 1922
© Max Ernst by SIAE 2022, Electa
Oedipus Rex, 1922
La festa a Seillans, 1964
Georges Meguerditchian © Max Ernst by SIAE 2022, Electa
La festa a Seillans, 1964
Gli uomini non ne sapranno nulla, 1923
© Tate, London, 2022 © Max Ernst by SIAE 2022, Electa
Gli uomini non ne sapranno nulla, 1923

Questo approfondimento è tratto dal n. 590 di Arte. La rivista di arte, cultura e informazione è acquistabile in edicola o qui.

Copertina Arte ottobre 2022
Arte
Copertina Arte ottobre 2022
Chi era Aldo Pallanza

Nato nel 1922 in una famiglia di calzolai a Vigevano, già da bambino Pallanza mostra un grande talento per il disegno e, in generale, per i lavori artistici. Nelle vacanze estive aiuta i decoratori locali dai quali acquisisce le tecniche e le capacità lavorative. Si diploma con il professor Luigi Barni, all’Istituto Arti e Mestieri Roncalli vincendo anche un premio, che gli avrebbe garantito l’accesso all’Accademia di Brera che però non frequenta perché il padre gli impone di iniziare a lavorare nell’azienda di famiglia. In breve, diventa un apprezzatissimo “designer” della calzatura, anche se nell’Italia di allora alla sua professione si attribuiva il titolo di “modellista”. Per decenni lavora con passione alla creazione di scarpe che verranno indossate da migliaia di donne in tutto il mondo, tra queste l’icona della bellezza italiana, Sophia Loren.

Fotografia con autografo e dedica di Sophia Loren ad Aldo Pallanza, 1970
Fotografia con autografo e dedica di Sophia Loren ad Aldo Pallanza, 1970

Fin dai primi anni di attività, già agli inizi del dopoguerra, Pallanza dimostra le sue ampie capacità espressive e di rappresentazione mettendo a disposizione dell’industria calzaturiera la sua inventiva, la sua abilità tecnica, la sua continua ricerca di soluzioni originali che hanno portato un grande contributo alla promozione del prodotto Made in Italy nel mondo. 

Un inventore di moda che ha lasciato un’impronta estetica influenzando gli stili di vita e i prodotti di altri settori produttivi, dai tessuti, alle tappezzerie, ad altri capi di abbigliamento. La sua creatività era sempre ispirata, al punto da inventare, oltre ai modelli di calzatura, tessuti e simil-pellami utilizzati per il loro ornamento, elaborati in modo originale, ottenuti da un’attenta e particolare lavorazione dei materiali.

Aldo Pallanza non era solo un disegnatore di stile ma un tecnico completo, chiamato a sviluppare il progetto di industrializzazione del prodotto in tutta la sua filiera, anche quella di programmatore dei macchinari e delle attività lavorative. Insomma, era un vero designer a disposizione dell’industria dell’abbigliamento femminile con il compito di trasformare la scarpa in un accessorio prezioso e fondamentale nello stile di una donna.

L’universalità delle opere di Rosai

I luoghi e gli uomini di Rosai appartengono a ogni latitudine. Una geografia di ordine soprattutto sentimentale, abitata da una persistente contrapposizione fra asprezza e bellezza, non deve essere considerata soltanto nella sua riconosciuta e riconoscibile identità, ovvero nella sterile individuazione di questo o quel dato scorcio paesistico: appaia, piuttosto, come pretesto, quale distinto riferimento ambientale, intimamente caro al Maestro, per rappresentare il senso più autentico e schietto di una condizione esistenziale che apparenta moltitudini di esseri umani sparsi ovunque.