Le installazioni, tutte di dimensioni ambientali, sono state appositamente ideate e realizzate dall’artista per quest’occasione, in stretta relazione con i suggestivi spazi che le ospitano. Insieme alla mostra e allo spettacolo teatrale dimostrano quanto nella produzione di Isgrò siano vive e profonde le radici della grande cultura mediterranea che, con l’antica Roma, fu protagonista anche in territorio bresciano. “Cancellare Brixia”, quindi, è per Isgrò un modo per farla rivivere sotto forme inedite e inaspettate. Il che è possibile perché, in quasi sessant’anni di attività, l’artista siciliano ha saputo trasformare la cancellatura da un semplice atto di distruzione in una complessa esperienza di conoscenza.
Il percorso espositivo copre idealmente lo spazio monumentale interessato dal Corridoio Unesco, un progetto che sarà completato nel periodo di apertura della mostra e che prevede la realizzazione di un unico maestoso itinerario di visita, che si snoda all’interno dagli spazi di Brixia. Parco archeologico di Brescia romana fino al Museo di Santa Giulia.
ISGRÒ CANCELLA BRIXIA
23 giugno 2022 – 8 gennaio 2023
Brixia. Parco archeologico di Brescia romana e Museo di Santa Giulia
Orari di apertura
Martedì – domenica dalle 10.00 alle 18.00
Chiuso tutti i lunedì non festivi
Biglietti
Integrato Brixia. Parco archeologico di Brescia romana e Museo di Santa Giulia
- Intero € 15,00
- Ridotto (gruppi e convenzioni) € 10,00
- Ridotto (dai 14 ai 18 anni, over 65, universitari) € 12,00
Didone Adonàis Dòmine
Teatro romano
22, 23,24 giugno; 1,2,3 luglio, ore 21.45
Info e biglietti www.centroteatralebresciano.it
Fondazione Brescia Musei
Info e prenotazioni
CUP tel. 030.2977833 – 834 | cup@bresciamusei.com
Di origine svedese, visse negli Stati Uniti, dove iniziò il suo percorso artistico realizzando grandi sculture in rimostranza alla guerra in Vietnam.
Assieme a Warhol e Lichtenstein fu il centro del movimento di Pop Art newyorchese e americano.
Su spinta della moglie, l'artista olandese Coosje Van Bruggen, dagli anni 60 in avanti creò sculture gigantesche raffiguranti oggetti di uso comune, quotidiano: oggetti “su cui è stato proiettato il nostro pensiero mitologico contemporaneo” e inseriti poi in centri abitati.