«Jeff Koons. Shine», dal 2 ottobre al 30 gennaio, continua la sequenza di esposizioni di Palazzo Strozzi dedicate ai più importanti protagonisti dell’arte contemporanea. La mostra indaga un aspetto unico dell’artista americano, quello legato al concetto di riflettenza e luminosità delle sue opere. Koons trova nell’idea di «lucentezza» («shine») un principio chiave delle sue innovative sculture e installazioni che mirano a mettere in discussione il nostro rapporto con la realtà ma anche il concetto stesso di opera d’arte.

Di fronte alla sequenza dei lavori scelti sorprende la coerenza dei temi trattati e la continua ricerca formale, tecnica ed espressiva sviluppata da Koons in più di quarant’anni di carriera attorno a temi quali la degerarchizzazione delle immagini, il dialogo con la storia culturale, l’accettazione di sé e di ogni punto di vista estetico, il coinvolgimento dello spettatore, la spiritualità e la trascendenza. L’autobiografia e la memoria hanno un ruolo importante nella sua pratica artistica, non solo a livello personale, ma anche nel senso di una reminiscenza collettiva quasi metastorica, radicata nel profondo antropologico e culturale della civiltà occidentale, che gli fa unire cultura alta e bassa.

Nato nel 1955 in Pennsylvania da una famiglia della middle class, Koons comincia a dipingere copiando opere famose esposte dal padre nel suo negozio di design di interni. Subito dopo gli studi a Baltimora e Chicago, nel 1976 si trasferisce a New York e si dedica ai primi ready-made che univano Duchamp e Warhol, utilizzando specchi e cianfrusaglie tipiche della società dei consumi americana. Da questa fase iniziale, la pratica del ready-made evolve verso la ri-creazione in materiali diversi, spesso specchianti, di oggetti comuni: una costante fondamentale della sua pratica a partire dalla metà degli anni Ottanta.

Didone Adonàis Dòmine, uno dei drammi scritti da Isgrò, prodotto da Fondazione Brescia Musei e da Centro Teatrale Bresciano
CLP relazioni pubbliche
Didone Adonàis Dòmine, uno dei drammi scritti da Isgrò, prodotto da Fondazione Brescia Musei e da Centro Teatrale Bresciano

Le installazioni, tutte di dimensioni ambientali, sono state appositamente ideate e realizzate dall’artista per quest’occasione, in stretta relazione con i suggestivi spazi che le ospitano. Insieme alla mostra e allo spettacolo teatrale dimostrano quanto nella produzione di Isgrò siano vive e profonde le radici della grande cultura mediterranea che, con l’antica Roma, fu protagonista anche in territorio bresciano. “Cancellare Brixia”, quindi, è per Isgrò un modo per farla rivivere sotto forme inedite e inaspettate. Il che è possibile perché, in quasi sessant’anni di attività, l’artista siciliano ha saputo trasformare la cancellatura da un semplice atto di distruzione in una complessa esperienza di conoscenza.

Il progetto espositivo

Il percorso espositivo copre idealmente lo spazio monumentale interessato dal Corridoio Unesco, un progetto che sarà completato nel periodo di apertura della mostra e che prevede la realizzazione di un unico maestoso itinerario di visita, che si snoda all’interno dagli spazi di Brixia. Parco archeologico di Brescia romana fino al Museo di Santa Giulia.

Immagine dell'opera di Emilio Isgrò "Le Api di Virgilio" al Museo di Santa Giulia di Brescia
Ela Bialkowska OKNOstudio
Le Api di Virgilio, Museo di Santa Giulia
Informazioni e prenotazioni

ISGRÒ CANCELLA BRIXIA

23 giugno 2022 – 8 gennaio 2023

Brixia. Parco archeologico di Brescia romana e Museo di Santa Giulia

 

Orari di apertura

Martedì – domenica dalle 10.00 alle 18.00

Chiuso tutti i lunedì non festivi

Biglietti

Integrato Brixia. Parco archeologico di Brescia romana e Museo di Santa Giulia

  • Intero € 15,00
  • Ridotto (gruppi e convenzioni) € 10,00
  • Ridotto (dai 14 ai 18 anni, over 65, universitari) € 12,00

Didone Adonàis Dòmine

Teatro romano

22, 23,24 giugno; 1,2,3 luglio, ore 21.45

Info e biglietti www.centroteatralebresciano.it

 

Fondazione Brescia Musei

Info e prenotazioni
CUP tel. 030.2977833 – 834 | cup@bresciamusei.com

Ago, filo e nodo in Piazzale Cadorna a Milano
Davide Oliva su Flickr
Ago, filo e nodo in Piazzale Cadorna a Milano

Di origine svedese, visse negli Stati Uniti, dove iniziò il suo percorso artistico realizzando grandi sculture in rimostranza alla guerra in Vietnam.

Assieme a Warhol e Lichtenstein fu il centro del movimento di Pop Art newyorchese e americano.

Claes Oldenburg, Tubo di irrigazione, Eschholzpark, Friburgo
WikiCommons
Claes Oldenburg, Tubo di irrigazione, Eschholzpark, Friburgo