«Sono stanca di un’arte che inscena tragedie senza catarsi»
scrive la poetessa Mariangela Gualtieri. Sembra farle eco Bill Viola (New York, 1951), che da circa quarant’anni utilizza il video per interrogarsi sulla vita e sulla morte, nella convinzione che l’arte sia, ancora oggi, una preziosa via di accesso a una spiritualità terrena.
Una donna e un bambino attraversano a piedi un deserto senza nome: non sappiamo né da dove vengano né dove siano diretti. Li vediamo procedere lungo un tragitto battuto da un sole perenne, e ripararsi in un abbraccio ogni volta che si leva una tempesta di sabbia. Ancestors, come ogni videoinstallazione di Bill Viola, si fonda su una semplicità che non è mai semplificazione, mostrandoci figure archetipiche e gesti reiterati fino a creare un ritmo ipnotico. Da sempre nella poetica di Viola l’interesse per l’iconografia medievale e religiosa – evidente nella composizione che impone alle sue figure – si combina con gli insegnamenti della spiritualità orientale, soprattutto di derivazione giapponese, orientata a una concezione del tempo non lineare, in cui vita e morte si avvicendano in un ciclo perpetuo. Per la complessità e la raffinatezza delle opere proposte, Icons of light è allora un’occasione per vincere ogni diffidenza verso la videoinstallazione: a differenza di altri artisti contemporanei, Viola utilizza il video non come un superamento ma come un’evoluzione naturale della pittura. Basta guardare le opere della serie Martyrs (Earth, Air, Fire, Water), veri e propri quadri animati in cui degli individui, proprio come i martiri pre-cristiani, sfidano con dignità e fermezza la violenza degli elementi naturali, suggerendoci, con un coraggio ormai raro, che è ancora possibile avere fiducia nell’umano, è ancora possibile che l’arte dialoghi con l’assoluto.
Il Comune di Milano ha intitolato la piazza in zona Rogoredo (accesso da via Pizzolpasso, angolo via Russolo) all’artista fotografa e attivista italiana Tina Modotti. La richiesta al Comune di intitolare una piazza milanese a una delle più grandi interpreti femminili dell’avanguardia artistica del secolo scorso è partita da associazioni di categoria come La Casa delle Donne e soprattutto dalla proposta della esperta d’arte e fotografia Biba Giacchetti, curatrice della retrospettiva attualmente in corso al Mudec proprio sull’artista: “Tina Modotti. Donne, Messico e Libertà”.
La copertina di questa edizione è impreziosita dall’opera “Il mio sogno” di Ciro Palumbo, esempio di pittura figurativa, surreale e metafisica.
La sezione introduttiva offre approfondimenti tematici, tra cui un articolo dedicato ai 200 anni dalla nascita di Giovanni Fattori, analisi sulla scultura, la fotografia di viaggio, il naturalismo moderno e il ruolo delle Accademie e degli Archivi.
BILL VIOLA. ICONS OF LIGHT.
Roma, Palazzo Bonaparte (piazza Venezia 5, tel. 06-8715111)
Dal 5 marzo al 26 giugno 2022
Per biglietti e info: https://www.mostrepalazzobonaparte.it/mostra-bill-viola