Il décollage: lo strappo come gesto radicale

Fulcro della mostra è il décollage, gesto-simbolo di Mimmo Rotella. Lo strappo diventa un atto assoluto e dirompente, capace di aprire nuovi varchi alla percezione e di ridefinire il confine tra arte e vita. Come sottolinea il curatore Alberto Fiz, «non conta più ciò che si trova in superficie, ma l’aspetto frammentario e frammentato di una dimensione reale destinata a modificarsi sotto lo sguardo complice dell’osservatore».

Accanto ai celebri décollage, l’esposizione approfondisce anche le tecniche più sperimentali dell’artista – dagli artypo agli effaçage, dai frottage alle tele emulsionate, dai riporti fotografici alle estroflessioni – testimoniando una ricerca estremamente stratificata e coerente.

Opere iconiche e materiali d’archivio

In mostra figurano alcuni dei lavori più emblematici di Rotella, tra cui Naturalistico (1953), collage su tela con specchi e vetro, La tigre (1962), Il punto e mezzo (1963), tra i primi interventi sul mondo pubblicitario, e Tenera è la notte (1962). Ampio spazio è dedicato alle opere legate alla figura di Marilyn Monroe, una delle icone più celebri della sua produzione.

Tra i lavori più tardi spiccano un grande Senza titolo degli anni Novanta, décollage su lamiera di tre metri, e Attenti, ultimo grande décollage realizzato dall’artista.

L’allestimento è arricchito da materiali d’archivio e documenti audiovisivi, che contribuiscono a costruire un percorso immersivo e a restituire la complessità di una figura centrale nella storia dell’arte contemporanea.

L’attualità di Mimmo Rotella

Celebrare Mimmo Rotella a vent’anni dalla scomparsa significa riconoscere, anche nell’epoca dei social media, la sorprendente attualità del suo sguardo e la forza di un’arte che continua a interrogare il nostro rapporto con le immagini, la memoria e il disordine creativo.

Il viaggio di Dante
Mimmo Rotella opere
Fondazione Mimmo Rotella
Cinemascope 3, 2003

Nata a Bormio, Angela Martinelli si forma all’Accademia di Belle Arti di Como, dove si laurea in Pittura e Restauro Pittorico sotto la guida di Raffaele De Grada e Nino Lupica. Pittrice, scultrice e restauratrice, vive e lavora nell’alta Valtellina, territorio che rappresenta una fonte costante di ispirazione per una ricerca artistica intima e stratificata.

Il paesaggio, reale e interiore, è uno degli elementi centrali della sua produzione: nei suoi lavori dialogano orizzonti fisici e visioni interiori, tradotti in figurazioni appena suggerite e in composizioni sospese tra riconoscibile e astratto.

Una visione poetica tra forma e colore

Le opere di Angela Martinelli offrono una chiave di lettura semplice e diretta, caratterizzata da una forte componente poetica e da una delicatezza cromatica che riflette l’animo dell’artista. Ogni lavoro racconta un percorso espressivo fondato su una profonda cultura visiva e su una costante ricerca, in cui esperienza tecnica e sensibilità artistica trovano un equilibrio naturale.

Nella sua produzione, forme classiche e composizioni astratte convivono e dialogano poeticamente. Il suo universo creativo comprende sculture in carta, ritratti, paesaggi dell’anima e dettagli che sembrano sospesi nel tempo e nello spazio, in un continuo confronto tra ricerca materica e cromatismi.