L’Accademia di Belle Arti di Firenze da due anni è anche cultural partner di Arte Fiera, la manifestazione bolognese dedicata all’arte moderna e contemporanea. Abbiamo proposto una vetrina istituzionale con un’eclettica selezione di lavori dalla pittura alla scultura, dalla grafica all’esplorazione delle nuove forme espressive. Un intero stand dove una selezione di opere di studentesse e studenti, scelte a partire dalle numerose occasioni espositive dell’anno accademico, hanno suscitato un notevole interesse negli addetti ai lavori: critici, curatori, galleristi e soprattutto visitatori e collezionisti, che hanno scelto le opere degli studenti per implementare le loro collezioni. Si tratta di un momento di grande attenzione per i nostri studenti e una conferma riguardo ai nostri percorsi formativi, che evidenzia l’attualità del lavoro svolto dalle Accademie di Belle Arti.
Questi esiti così positivi per gli studenti mettono in rilievo la contemporaneità delle Accademie, il loro stare al passo con i tempi, la volontà di proseguire, attraverso un continuo processo di ricerca e innovazione, un percorso formativo unico al mondo.
Inoltre continua il Progetto Cantieri con le sue incursioni artistiche sui ponteggi che delimitano le aree di restauro delle opere pubbliche cittadine. Inaugurato otto anni fa, il Progetto Cantieri invita gli studenti a riflettere su aspetti sociali, culturali e antropologici del territorio urbano della città, considerando il cantiere edile come un “non luogo” dell’arte, che si apre a spazi di fruizione non convenzionali, volto a creare molteplici visioni.
E per la sua diciannovesima edizione, anche nel 2025 ci sarà il Simposio Internazionale di Scultura dedicato ad Antonio Berti, appuntamento biennale che si svolge a Scarperia e San Piero con giovani scultori da tutto il mondo. Una residenza artistica lunga dieci giorni nella campagna toscana per trasformare blocchi di pietra serena in opere d’arte da integrare nel contesto urbano. Un altro momento di confronto per gli studenti si svolge durante il ciclo d’incontri Cultura e Impresa, proposto per il secondo anno consecutivo dalla Scuola di Progettazione Artistica per l’Impresa.
Un progetto didattico che offre uno sguardo privilegiato sul mondo produttivo e manifatturiero italiano con un’attenzione particolare verso realtà imprenditoriali che fanno della valorizzazione del patrimonio intellettuale la loro cifra distintiva. Sulla stessa linea abbiamo Graphictalks, nata nel 2011 come base di confronto tra le istanze della professione grafica e quelle delle pratiche artistiche. Una rassegna che ospitiamo da dieci anni e che festeggia il decennale con un libro, raccolta di tutti i momenti significativi d’incontro tra pubblico, artisti e grafici internazionali intervenuti nel dibattito sull’arte e la progettazione.
E infine, per il terzo anno consecutivo, il ciclo di conferenze e seminari Incontri di Grafica d’Arte: tre giornate di studio, pensate principalmente per le iscritte e gli iscritti di Grafica d’Arte, nelle quali confrontarsi con gli artisti ospiti, i loro percorsi di vita e le loro esperienze professionali.
Sì, gli spazi del Museo Carnielo potranno assicurare condizioni di lavoro e di studio migliori alla comunità accademica e allo stesso tempo diventare propulsore di cambiamento. Il Museo Carnielo, in piazza Savonarola, amplia la sede storica in via Ricasoli (piazza San Marco) e la sede distaccata in via San Gallo, l’ex Oratorio del Gesù Pellegrino o dei Pretoni. L’Accademia s’impegnerà a valorizzarlo a proprie spese e a restituire le opere della Galleria Rinaldo Carnielo alla fruizione del pubblico. L’immobile entrerà immediatamente nella disponibilità dell’Accademia, sarà sottoposto a lavori di adeguamento in parte finanziati dal Ministero dell’Università e della Ricerca con 2 milioni e 438 euro (sic sul sito dell’Accademia) (contributo che l’Accademia di Belle Arti si è aggiudicata lo scorso anno partecipando a un bando nazionale per la messa in sicurezza e l’adeguamento strutturale delle sue sedi).
L’identità del museo ha una connotazione precisa, una vocazione verso l’arte e la produzione artistica. Rinaldo Carnielo è stato uno scultore di fama internazionale e un grande mecenate, un collezionista attento all’ambiente degli artisti fiorentini.
Nel progetto di valorizzazione che l’Accademia ha presentato al Comune di Firenze la nuova Galleria Rinaldo Carnielo ospiterà a piano terra laboratori di restauro a vista e il museo sarà aperto gratuitamente al pubblico (come da volontà testamentaria) con visite guidate a cura del Dipartimento di Comunicazione e Didattica dell’arte dell’Accademia. Il museo si caratterizzerà per la valorizzazione del patrimonio artistico esistente ma sarà aperto anche all’arte contemporanea e inserito a pieno titolo nella rete museale fiorentina: in questo senso, sono previste anche aperture e visite guidate straordinarie a cura del FAI.
In continuità con la destinazione originaria degli spazi, il piano superiore sarà la sede del Biennio in Metodologie della Pittura. Lo stesso Carnielo nel lascito testamentario aveva espresso l’indicazione per un premio da destinare ai giovani artisti. Così, nei nostri propositi, ci sarà anche l’istituzione di un premio annuale, intitolato a Rinaldo Carnielo, per giovani scultori.
L’Accademia ha partecipato con 6 borse di studio al 40° ciclo dottorale 2024-2027. Una novità storica che si è concretizzata con l’emanazione del Decreto ministeriale n. 470 del 21 febbraio 2024. La durata dei singoli percorsi di formazione e ricerca è di 3 anni. Per accedere è necessario essere in possesso di diploma accademico di II livello, laurea magistrale, specialistica o di vecchio ordinamento.
È stata assegnata una borsa di studio per il Dottorato di ricerca in Scienze della Produzione Artistica e del Patrimonio. Un Dottorato offerto in associazione con Accademia di Belle Arti di Catania (sede amministrativa), Accademia di Belle Arti di Macerata, Accademia di Belle Arti di Urbino, Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Faenza, Conservatorio di Musica Vincenzo Bellini di Catania. Il percorso di ricerca indaga e riflette sulla figura dell’intellettualetecnico e sui professionisti nel campo del design della comunicazione visiva e nel settore dell’utilità pubblica.
L’obiettivo è quello di formare ricercatori interessati al piano critico-metodologico e applicativo nell’ambito del Design della Comunicazione Visiva e Utilità Pubblica; progettare nel segno di una nuova consapevolezza: quella della responsabilità intellettuale e sociale che è connessa alla professione del grafico.
È attiva anche una borsa di studio per il Dottorato di ricerca in Culture, Pratiche e Comunicazione delle Arti Visive, offerto in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Roma (sede amministrativa) e l’Accademia di Belle Arti di Frosinone, insieme all’Azienda Speciale Pala expo e all’Istituto Nazionale di Studi Romani. Il percorso di questo dottorato promuove la formazione di artisti in grado di svolgere attività di ricerca, progettazione e produzione, interagendo criticamente con il mondo dell’arte contemporanea internazionale, fornendo ai dottorandi strumenti e metodi che consentano di affrontare le problematiche legate al sistema e al mercato dell’arte. Mira a sviluppare professionalità di alto profilo per un inserimento nel campo della comunicazione dell’arte presso istituzioni pubbliche e private di livello nazionale e internazionale, utilizzando anche gli strumenti e le metodologie offerti dalle nuove tecnologie.
Per il Dottorato di ricerca in Arte, Tecnologia e Percezione sono state stanziate 4 borse di studio, offerte in associazione con il Conservatorio di musica Luigi Cherubini di Firenze (sede amministrativa) e Isia Firenze.
Caratterizzato da un approfondito approccio multidisciplinare, il corso di dottorato si propone di esplorare e ottimizzare le interazioni tra stimoli audiovisivi per creare nell’utente esperienze percettive più efficaci e coinvolgenti. L’obiettivo principale è investigare come le caratteristiche formali, armoniche, ritmiche, dinamiche, timbriche e spaziali della musica e delle arti grafiche e plastiche possano influenzare le risposte fisiologiche e cognitive degli utenti. Data la natura altamente trasversale e innovativa del progetto, il dottorato prevede una collaborazione sinergica tra artisti e scienziati con background disciplinari diversi.
Questo approccio richiede lo sviluppo di metodologie avanzate di team empowerment e la creazione di linguaggi interdisciplinari condivisi. Sono percorsi di ricerca con indirizzi differenti, uno spettro ampio: da strettamente artistico, passando per la valorizzazione del patrimonio, al dottorato più vicino alle tematiche sociali.
L’Accademia di Belle Arti di Roma, tra le principali Accademie di Belle Arti italiane, è un’istituzione che ha una profonda relazione con la città e, allo stesso tempo, gode di un’ampia fama a livello internazionale e per la sua partecipazione a importanti progetti europei ed extraeuropei. L’Accademia trae origine dall’Accademia di San Luca, nata sul finire del Cinquecento e divenuta sede pontificia per gli studi artistici. Era in quell’epoca, infatti, un prestigioso centro di ritrovo per gli artisti e contemporaneamente un modello didattico da imitare per analoghe istituzioni in via di sviluppo. L’Accademia prima prende il nome di Regia Accademia di Belle Arti denominata di San Luca, poi Istituto di Belle Arti, fino a definirsi secondo l’attuale versione Accademia di Belle Arti di Roma.
Nel 1870 è la prima istituzione di formazione artistica statale legalmente riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione Italiano. Con la riforma del settore artistico-musicale, l’Accademia di Belle Arti diviene una delle sedi primarie di alta formazione, di specializzazione e di ricerca in ambito artistico, con piena autonomia didattica e amministrativa. Il ventaglio delle discipline insegnate in Accademia si è esteso, negli ultimi anni, ad abbracciare le più moderne tecniche espressive delle arti visive legate all’utilizzo dei nuovi media.
Il complesso storico che la ospita in via di Ripetta, tradizionalmente chiamato “Il ferro di cavallo”, fu costruito negli anni Quaranta dell’Ottocento come edificio di abitazione e fu adattato a sede dell’Accademia con l’aggiunta dei locali progettati appositamente per la Scuola Libera del Nudo. Attualmente è presieduta da Umberto Croppi e diretta da Cecilia Casorati.
Intervista alla direttrice Cecilia Casorati
Ritengo che le Accademie siano degli istituti di formazione che per destino e per volontà fungono da cesura tra passato e futuro. Il futuro, a cui noi guardiamo, è un progetto che legge il passato nel presente. L’arte guarda alla memoria in ottica contemporanea, la aggancia al presente, evidenziando la sua forza creativa. Non si tratta di celebrare il passato ma di incontrarlo e coniugarlo con lo sguardo attivo della contemporaneità.
Sono cinque anni che sono direttore e la mia idea, venendo dalla critica d’arte contemporanea, è stata e continua a essere quella di dare evidenza a questa coniugazione. Sono convinta che lo studio della storia dell’arte sia imprescindibile, sia per chi vuole diventare artista sia per tutti gli altri che intraprendono percorsi differenti come video, scenografia, fotografia, grafica, moda, design, perché la consapevolezza del proprio lavoro passa dalla conoscenza di ciò che ci precede.
Il valore aggiunto dell’Accademia di Belle Arti, rispetto alle accademie specializzate in alcuni settori come la moda o la grafica pubblicitaria, risiede in un’offerta formativa più varia che arricchisce il sapere, i collegamenti tra discipline diverse e la conoscenza del passato.
In Accademia lavoriamo molto su questi temi, gli esempi sono moltissimi. Tra questi sicuramente l’incontro con Andrea Jemolo, un importante fotografo contemporaneo per la fotografia di architettura, che ha lavorato con i nostri studenti su un progetto riguardante l’Ara Pacis: guardare con occhi diversi un monumento dell’antica Roma in un contenitore che è un simbolo architettonico della contemporaneità; due espressioni del tempo che dialogano continuamente anche con la città.
Gli studenti hanno prodotto un lavoro molto interessante perché sono riusciti a restituire uno sguardo diverso sull’Ara Pacis, in un dialogo di immagini continuo, esponendo in un corridoio visibile anche dalla strada e sottolineando il valore del progetto di Richard Meier: far entrare la città direttamente in relazione con le diverse testimonianze monumentali custodite all’interno.
Un altro esempio è la Galleria Accademia Contemporanea, in piazza del Ferro di Cavallo. Un nuovo spazio dell’Accademia: un grande ambiente, disegnato in stile neoclassico da Pietro Camporese il Giovane a metà del XIX secolo, che fungeva da passaggio tra la piazza e passeggiata di Ripetta e che, data la sua posizione, è ora l’immagine della centralità della cultura contemporanea. Attraverso la programmazione di mostre temporanee, ospiterà installazioni, opere e contributi di esponenti dell’arte degli ultimi decenni, dall’ultima generazione ad artisti che hanno fatto la storia dell’Accademia e hanno lasciato un segno nel mondo dell’arte di ieri e di oggi, e continuano a farlo. Abbiamo inaugurato con un omaggio a Jannis Kounellis, uno dei principali artisti contemporanei, allievo dell’Accademia di Belle Arti di Roma nella seconda metà degli anni Cinquanta. Una mostra capace di riattivare la Storia e di farla dialogare con la Contemporaneità, in una prospettiva di ricerca e di libertà.
Kounellis scriveva: “A Roma ho trovato degli amici artisti, con cui parlare d’arte non solo contemporanea: si discuteva nelle trattorie fino a tardi anche di pittura antica, non in modo accademico, ma come se i protagonisti fossero presenti al nostro tavolo. Così ho coltivato la considerazione che l’Antico, in realtà, facesse parte di un’identità irrinunciabile, e che il Moderno non sia un esercizio modernista, ma si collochi all’interno di una logica diffusa”.
Per noi poter ospitare attività di ricerca e sperimentazione contemporanea, fruibile non solo da studenti e docenti dell’Accademia, ma anche dal pubblico, è un traguardo importante.
Con la Scuola di Moda abbiamo presentato le collezioni degli studenti sia alla Centrale Montemartini sia ai Mercati di Traiano. Sfilare in contesti storici della città, in questi luoghi straordinari, con le atmosfere della Roma monumentale, è un evidente privilegio per i nostri studenti. Inoltre, alla Nuvola di Fuksas abbiamo partecipato, con tutte le istituzioni della città che hanno corsi di moda, a un importante incontro tra studenti e stilisti affermati. Una condivisione ricca di esperienze, un confronto estremamente stimolante e arricchente.
Molte sono le mostre in collaborazione con le istituzioni pubbliche; l’ultima all’Auditorium che ha visto protagonisti gli studenti del corso di Video e Fotografia e quelli del corso di Curatela. Infine, il progetto Sound Chronicles che mira a valorizzare la donazione all’Accademia di Belle Arti di Roma, da parte dell’associazione Zerynthia, della collezione e dell’archivio sonoro Solo Suono.