Mi viene ancora in mente Benjamin, poi è ora di andare: “Vi sarebbe soltanto una cosa da notare: il fenomeno del collezionismo, perdendo il suo soggetto, perde anche il suo senso. Solo quando le collezioni pubbliche riescono a essere più decorose sotto il profilo sociale e più utili sotto quello scientifico – rispetto a quelle private – gli oggetti guadagnano i loro diritti. D’altronde so che per la figura di cui qui sto parlando, che io, un poco ex officio, ho rappresentato dinanzi a voi, cala la notte. Ma come dice Hegel: soltanto con l’oscurità la nottola di Minerva comincia il suo volo. Soltanto con la sua estinzione il collezionista viene compreso”.
Dall’anno accademico 2024-2025, inoltre, sono stati avviati i dottorati di ricerca AFAM, un’occasione di rinnovamento per tutte le istituzioni formative superiori del Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito delle arti, della musica, del design, del teatro, della danza e del restauro.
La presidente del CNAM (Consiglio Nazionale per l’Alta Formazione Artistica e Musicale) Giovanna Cassese, che ci ha accompagnato dall’inizio in questo viaggio attraverso l’Italia, sottolinea: “Le istituzioni AFAM stanno vivendo una vera e propria rivoluzione, con l’avvio dei dottorati di ricerca che hanno visto accreditati progetti transdisciplinari di straordinaria innovazione e interazione tra arti e scienze, tra nuove tecnologie e antichi saperi, tra know-how del Made in Italy e le possibilità dell’Intelligenza Artificiale. Finalmente viene riconosciuta in Italia la grande potenzialità della ricerca artistica, elemento identitario della cultura italiana, e siamo certi che da questi progetti germineranno esiti fecondi per la creatività contemporanea, la salvaguardia e la valorizzazione del nostro patrimonio materiale e immateriale, nell’ottica della convenzione di Faro, come bene per la collettività e una qualità della vita migliore”.
In questo approfondimento presentiamo i percorsi, i progetti e gli eventi più significativi di tre Accademie, tra le più antiche d’Italia: Firenze, Roma e Venezia. Istituita nel 1784 dal granduca di Toscana Pietro Leopoldo che la separò dalla vasariana Accademia delle Arti del Disegno, l’Accademia di Belle Arti di Firenze è la più antica istituzione pubblica europea dedicata allo studio e alla ricerca in campo artistico. Attualmente è presieduta da Giovanni Iovane, critico d’arte e curatore indipendente, ed è diretta da Gaia Bindi, curatrice e storica dell’arte. Circa 1.800 le studentesse e gli studenti iscritti, provenienti da tutto il mondo, attratti da un ventaglio di proposte formative capace di spaziare dalle arti visive alle arti applicate, includendo la didattica museale e le nuove tecnologie.
Organizzata in tre dipartimenti (Arti Visive, Progettazione e Arti Applicate, Comunicazione e Didattica dell’Arte), l’Accademia di Belle Arti di Firenze offre corsi di Diploma Accademico di I livello (Pittura, Scultura, Decorazione, Grafica d’Arte, Graphic Design, Scenografia, Interior Design, Didattica per i Musei, Nuove Tecnologie dell’Arte) e di II livello (Metodologie della Pittura; Nuovi Linguaggi Espressivi: Decorazione, Grafica, Pittura, Scultura; Illustrazione; Exhibit Design; Progettazione Plastica per la Scenografia Teatrale; Visual Culture: Didattica dell’Arte, Cura tela Artistica; Master professionalizzanti e percorsi di Dottorato di ricerca in collaborazione con enti e istituzioni di rilievo). Completa l’offerta formativa la Scuola Libera del Nudo, fondata nell’Ottocento dal pittore toscano Giovanni Fattori. Numerose le opportunità formative organizzate anche durante l’anno tra workshop, incontri con artisti e professionisti delle arti, seminari ed eventi espositivi aperti alla città.
Intervista alla direttrice Gaia Bindi
L’Accademia di Belle Arti di Firenze ha una lunghissima storia che nasce con Vasari nel Cinquecento, come ente formativo a latere di un ordine professionale che era la Congrega dei Pittori. In seguito, nel 1784, Pietro Leopoldo di Lorena separa l’Accademia di Belle Arti dalla Galleria delle Belle Arti e dall’Accademia delle Arti del Disegno, sostanzialmente facendo dell’Accademia di Belle Arti di Firenze proprio un ente formativo.
La vocazione, basata su ricerca e aggiornamento, è da sempre alla radice dell’Accademia. E per continuità con la storia dell’Accademia, il nostro primo intento è quello di fare dell’arte una professione. Non possiamo dimenticare che l’inizio e la fine, l’alfa e l’omega del nostro lavoro in Accademia, sono gli studenti. Qui vengono ascoltati, compresi, supportati e soprattutto formati perché siano in grado di integrarsi felicemente nella società, nel mondo del lavoro e nel sistema dell’arte.
In questo senso negli ultimi anni abbiamo incrementato vari settori, lo spettro degli indirizzi si è ampliato da 4 a 9, muovendosi in varie direzioni, tra innovazione e ricerche storiche, rispettando i canoni d’insegnamento dell’Accademia come Pittura, Scultura, Decorazione e Scenografia, e potenziando settori come la Grafica: Grafica d’Arte, Grafica Editoriale, Illustrazione e Nuove Tecnologie, Costume e Haute Couture, Interior Design e Design del Gioiello. Il rapporto con il nostro passato è sempre vivo, dalla relazione con le collezioni storiche agli edifici che ci ospitano. In primis abbiamo una convenzione speciale con la Galleria dell’Accademia, dall’interno, dell’Accademia si può entrare direttamente nella tribuna del David.
È un vero privilegio per i nostri studenti: tutti i lunedì, quando la Galleria dell’Accademia è chiusa, possono entrare e studiare le collezioni. Proprio per sottolineare quanto sia vivo il dialogo tra tradizione e nuovi linguaggi, quest’anno alla Galleria dell’Accademia è stata inaugurata una mostra dal titolo L’eterno contemporaneo. Michelangelo 1475-2025, che mette in luce la straordinaria attualità di un protagonista del Rinascimento, la sua influenza su artisti e studiosi di ogni tempo. E alla base dei nostri percorsi ritroviamo anche la sintesi del pensiero di Leonardo, è un pensiero sempre presente, il pensiero del disegnare quale modo per ragionare. Il ragionamento visivo che si compie attraverso la mano e che poi passa ad altri mezzi di espressione, si pratica, ormai, quasi esclusivamente nelle Accademie di Belle Arti: qui il rapporto con il disegno è ancora diretto, l’immagine è una progettazione disegnata.
Se analizziamo quello che vediamo sulla nostra scrivania o sulla nostra tavola, dall’etichetta di una bottiglia a una matita, ai videogame o ai giochi che compaiono sui nostri cellulari, troveremo all’origine dell’ideazione un artista, un artista che l’ha disegnato.
Tutto parte ancora dal disegno e l’immagine che ne deriva è sempre più presente nella comunicazione odierna. In ogni nostra espressione, nei messaggi aziendali e istituzionali, il concetto che si vuole esprimere, per creare un messaggio chiaro, efficace, coerente, focalizzato, empatico e d’immediata lettura, deve essere ideato e prodotto da un professionista. I nostri studenti seguono questo percorso e nel terminare il loro ciclo di studi vengono già richiesti da case editrici, agenzie pubblicitarie, agenzie di grafica e aziende per la progettazione di siti web fino ad arrivare ai videogame. Per i nostri studenti, dunque, l’inserimento nel mondo del lavoro avviene in tempi brevi.
All’Accademia di Belle Arti di Firenze il corso di Pittura è sempre richiestissimo e nutriamo la sua evoluzione in tutte le direzioni con un occhio a quello che è il mondo contemporaneo. Perché Firenze è pittura: quando si guarda a Firenze, si pensa alla pittura di Botticelli, Michelangelo, Leonardo. Pittura è il corso di diploma più popolato anche perché è un linguaggio che si rinnova continuamente, sempre attuale, abbiamo tantissime richieste, soprattutto dagli studenti internazionali.
Il 38% dei nostri studenti sono internazionali su circa 2.000 iscritti, e li stiamo contenendo, soprattutto verificando l’adeguata proprietà di linguaggio, dato che i corsi si tengono in italiano. Ma da dieci anni continua un grande e crescente interesse per la nostra Accademia dal Medio all’Estremo Oriente, Iran, Cina, Corea del Sud e Thailandia. Proprio a Bangkok, nei primi anni del Novecento, fu aperta una succursale dell’Accademia di Firenze da un ex studente dell’Accademia, Corrado Feroci. E ancora oggi i rapporti sono continui, così come con il Giappone, dove, dal 1952, è stato istituito un premio in collaborazione con l’Accademia.
Per i nostri studenti le occasioni di confronto sono tantissime, le collaborazioni in atto sono molte. Collaboriamo con l’Università Europea, Gallerie degli Uffizi, Murate Art District, Palazzo Strozzi e, tra le ultime iniziative, con il Museo Novecento di Firenze, per il progetto IMPALESTRA tra Museo e Accademia. Un ponte tra il mondo dell’arte contemporanea e quello della formazione accademica. Il titolo richiama l’idea di un allenamento: un museo come palestra di relazioni in cui esercitarsi nel dialogo e nella riflessione condivisa con i visitatori. Infatti il pubblico, messo in relazione diretta con gli studenti, può approfondire argomenti artistici e culturali, interrogandoli sulla loro biografia, sulla loro personale fonte d’ispirazione e sulle urgenze del proprio operare.
Questa collaborazione sottolinea l’importanza di creare sinergie tra istituzioni culturali e formative, rappresenta un modello di cooperazione virtuosa, offrendo agli studenti un’esperienza concreta e stimolante.