Angelo Accardi mostra Milano Biblioteca Ambrosiana
Michele Stanzione

L'universo caleidoscopico di Ugo Nespolo (Mosso - Biella, 1941) va in scena negli storici ambienti della Villa Giulia di Verbania con l'antologica che ripercorre una carriera lunga sessant'anni.

Curata da Sandro Parmiggiani, la mostra riunisce, dal 17 maggio al 28 settembre, cento opere, dai lavori pittorici alle serie fotografiche, dalle ceramiche ai legni policromi intarsiati, dai libri d'artista ai disegni, sino alle sperimentazioni filmiche, che tratteggiano lo spirito eclettico, ludico e ingegnoso di Nespolo.

Arte e Vita

L'attitudine multimediale e la versatilità stilistica di Nespolo, sin dalla sua formazione all'Accademia Albertina di Torino e dalla laurea in Lettere moderne, riflettono gli ideali dell'opera d'arte totale radicati nella cultura tardo-ottocentesca e consolidati nella seconda metà del Novecento, dove si ibridano pratiche diverse e si assottiglia il confine tra arte e vita.

Dai primi lavori che reinterpretano il Futurismo, il percorso della rassegna si snoda in 14 spazi passando dal Pop degli anni Sessanta, quando Nespolo si trasferisce a New York, al periodo di militanza negli ambienti poveristi e concettuali.

Alcune sale sono dedicate al tema del numero dove spicca la scultura Account/ Svaso (2011), che evoca una sorta di girandola aritmetica, sino alla recente serie Dark side e alla stravagante scultura gonfiabile Roi Ulbu (2024), mutuata dall'interesse per la Patafisica, la "scienza delle soluzioni immaginarie".

Fino al 19 luglio, BUILDINGBOX ospita a Milano Transitum, la nuova installazione site-specific di Fabrizio Cotognini, tra i protagonisti più riconoscibili della scena dell’arte contemporanea italiana.

La mostra personale si inserisce nel progetto EXIART – Exit from Art, a cura di Helga Marsala, e si sviluppa in dodici tappe mensili, trasformando la vetrina di via Monte di Pietà 23 in una vera e propria soglia visiva e simbolica.

 

Transitum di Fabrizio Cotognini Milano
Ph.: Leonardo Morfini. Courtesy: BUILDING Milano
Un progetto artistico in dodici atti, tra memoria, tempo e metamorfosi

Transitum si articola in un percorso di dodici interventi mensili, ciascuno concepito come un momento unico ma interconnesso. Cotognini, noto per il suo approccio multidisciplinare che unisce disegno, installazione, scrittura e oggetti d’archivio, costruisce una narrazione stratificata che si evolve nel tempo, rispecchiando l’idea stessa di “passaggio”.

Il termine latino transitum, infatti, evoca la soglia, il movimento, il cambiamento. In questa mostra, la soglia non è solo un luogo fisico – lo spazio vetrato e permeabile di BUILDINGBOX – ma anche un simbolo di transizione tra passato e presente, tra materia e pensiero, tra memoria storica e immaginazione artistica.

Serie tematiche

Il progetto allestitivo, firmato dallo Studio 2x4 di New York, divide la produzione dell’artista tra i due livelli della Fondazione Prada - fra le fondazioni d'arte contemporanea più belle di Milano: al piano terra è presentata la sua ricerca pittorica, e il percorso è costruito attraverso nuclei tematici che esaltano le matrici generative dell’opera di Domenico Gnoli, il suo modus operandi, legato allo studio delle possibilità espressive insite nell’analisi dei singoli oggetti che riproduce quasi in serie, con poche varianti cromatiche, di prospettiva o di scala. 

Al secondo piano, la produzione da illustratore, scenografo e costumista, lontana da quella dell’artista, poiché riflette un universo multicolore, pullulante di gente e ricco di dettagli. Una produzione quasi antitetica ma complementare per contribuire a comprendere, nella sua totalità, la parabola tanto breve quanto intensa di questo artista enigmatico e troppo a lungo, ingiustamente, guardato con degnazione.

Fabrizio Cotognini e la riscrittura della storia

Artista visivo tra i più riconosciuti della sua generazione, Fabrizio Cotognini lavora da anni sul concetto di archeologia dell’immagine: le sue opere spesso prendono avvio da materiali storici – documenti, miniature, incisioni antiche – rielaborati attraverso il disegno e l’intervento contemporaneo.

In Transitum, questo approccio si declina in una pratica installativa che pone l’osservatore davanti a tracce visive, evocazioni letterarie e frammenti che sembrano emergere dal passato per assumere nuova forma e significato.

Ogni mese, una nuova opera si aggiunge al ciclo, offrendo al pubblico una lettura in progress, dinamica, che invita a tornare, osservare, riflettere.