La Mostra a Milano: Ugo Mulas. L’Operazione Fotografica

La mostra che gli rende omaggio a Palazzo Reale si apre con una fotografia iconica del 1970, scattata durante la mostra "Vitalità del negativo", che rappresenta il profondo legame di Ugo Mulas con il mondo dell’arte. In quest'immagine, il fotografo è l’unico elemento "a fuoco", chinato sulla macchina fotografica, un paradosso che invita a riflettere sul ruolo del fotografo e sull’atto di fotografare come un processo complesso di interpretazione.

L'esposizione offre al pubblico 320 scatti che evidenziano la varietà del lavoro di Mulas, spostando l’attenzione dal semplice atto fotografico alla complessità del pensiero che lo accompagna. Le famose 14 Verifiche, create tra il 1968 e il 1972, sviscerano i concetti e le emozioni legate alla fotografia. Anche se non tutte le Verifiche sono state completate, esse testimoniano l’intento del fotografo di ridefinire la fotografia come un linguaggio artistico profondo.

Ugo Mulas. Titolo foto © Eredi Ugo Mulas. Tutti i diritti riservati. Courtesy Archivio Ugo Mulas, Milano – Galleria Lia Rumma, Milano / Napol
Maria Callas, 1969

In questa mostra, il lavoro di Ugo Mulas si presenta come un continuo interrogarsi sulla soggettività e sull’oggettività della fotografia, mettendo in evidenza il suo "tocco" inimitabile. Ogni scatto diventa una verifica del suo processo creativo, trasformando ogni immagine in una riflessione sul significato e sul valore della fotografia nell’arte contemporanea.

"Ugo Mulas. L’operazione fotografica" è un invito a esplorare le dinamiche complesse tra l’immagine e il pensiero. Non perdete l’occasione di visitare Palazzo Reale e immergervi nel pensiero fotografico di uno dei maestri indiscussi della fotografia italiana. Per saperne di più, rimanete aggiornati qui sul CAM o su Arte, il mensile dedicato a artisti, collezionisti e appassionati del settore.

La ricostruzione

Dal Piano Marshall alle Università specializzate

Dal secondo dopoguerra anche il design italiano inizierà il suo percorso di espansione nei mercati internazionali. Ma già nei decenni precedenti gli artisti delle avanguardie avevano iniziato a costruire i prodromi di alcuni percorsi della nascente cultura del design, basti pensare al caso dei Futuristi. Le politiche industriali avviate dal Piano Marshall sotto la direzione degli Stati Uniti d'America dopo il conflitto bellico porteranno il Paese al miracolo economico, raggiunto già alla fine degli anni Cinquanta. Nel Nord Italia le industrie del “Triangolo”, Piemonte, Lombardia e Liguria, sono le più coinvolte nelle dinamiche di trasformazione produttiva che caratterizzeranno il Boom economico. La necessità delle aziende di assumere forza-lavoro intellettuale e preparata a gestire le logiche dei processi industriali, incrementerà l'offerta dei corsi specializzati nelle attività del design da parte degli istituti universitari. Milano e Torino daranno avvio a due scuole di progetto caratterizzate in funzione delle specifiche produzioni industriali presenti nelle due città. I designer di Milano, laureati nella facoltà di architettura, si specializzeranno nelle forniture e nei complementi di arredo, oltreché nella moda, mentre a Torino nel settore automobilistico.

La nascita del Consumatore

Nell'Italia della ricostruzione Corradino D’Ascanio, progettista di elicotteri, disegna uno scooter a cui dà il nome “Vespa”. Sarà un successo internazionale, ma anche l’avvio di una nuova fase della ricostruzione in cui l’Italia avrà un ruolo di rilievo nel design, grazie anche alle attività di industrie come la Fiat e l’Olivetti. Il generarsi della Guerra Fredda, in occidente, coincide con il fenomeno del consumismo. L'universo del design è un enorme contenitore di viaggi spaziali, automobili, televisioni, radio, telefoni, cartelloni pubblicitari, elettrodomestici, jukeboxes, musiche pop. Gli acquirenti e gli utenti di beni e servizi da adesso saranno i Consumatori.

La tecnologia delle valvole e dei transistor accompagnerà la nascita dell’International Style, ma anche l’emergere delle aziende italiane con i loro designer: Pinin Farina, Ettore Sottsass, Giò Ponti, Franco Albini, Marco Zanuso, Achille e Giacomo Castiglioni, Marcello Nizzoli, Gae Aulenti, Cini Boeri, Bruno Munari, Carlo Scarpa, Angelo Mangiarotti, Vico Magistretti. Negli anni Sessanta si assiste all’incremento del proselitismo dei consumi, al consolidamento della società di massa, all’espansione delle multinazionali petrolifere, alla larga diffusione della plastica “usa e getta”. L’uomo mette piede sulla Luna, la televisione è ormai entrata in tutte le case.

Meriem Bennani. For My Best Family, Fondazione Prada | dal 31 ottobre al 24 febbraio 2025

I grandi spazi della Fondazione Prada ospitano la monografica di Meriem Bennani, artista marocchina (Rabat, 1988) nota per la sua serie animata "2 Lizards", presente al MoMA di New York. Bennani presenta a Milano un progetto inedito che unisce un’ampia installazione e il film "For Aicha", dove creature fantastiche e animali antropomorfi esplorano il tema dell'identità di genere.

La mostra inizia al piano terra con "Sole crushing", un'installazione meccanica che anima centinaia di ciabattine infradito in un “balletto sinfonico” accompagnato da una colonna sonora, creando uno spazio ludico che mira in realtà ad evocare rituali e forme di protesta. Attraverso una fusione di linguaggi digitali, l'artista esplora la narrazione con umorismo, affrontando le complessità della società contemporanea e le dinamiche relazionali. 

© Gianluca Di Ioia
Installazioni ad "Irene Fenara. Le buone ombre"

Sino al 16 febbraio 2025, Palazzo Medici Riccardi ospiterà la mostra "Felice Carena. Vivere nella Pittura", un'importante retrospettiva curata da Luigi Cavallo ed Elena Pontiggia. L’esposizione offre l'opportunità di esplorare la vita e l'opera di Felice Carena, un artista torinese che ha saputo integrare le innovazioni dell'arte contemporanea con una profonda venerazione per i grandi maestri del passato.

Palazzo Medici Riccardi - Foto: Nicola Neri
"Felice Carena. Vivere nella Pittura" a Palazzo Medici Riccardi

Nato a Torino nel 1879, Carena si trasferì nel capoluogo fiorentino nel 1924 per insegnare presso l’Accademia di Belle Arti. Questo periodo, che si protrasse fino al 1944, rappresentò un momento cruciale nella sua carriera e nella storia dell’arte locale. Carena ha non solo contribuito all'educazione di generazioni di artisti, ma ha anche avuto un ruolo attivo nella vita culturale di Firenze, partecipando a esposizioni e collaborando con importanti istituzioni, e dell'Italia intera, per cui ha anche ricevuto il Gran premio della pittura alla Biennale di Venezia.

La mostra a Palazzo Medici Riccardi presenta oltre 50 opere dell'artista, molte delle quali inedite e provenienti da collezioni private e musei prestigiosi, come le Gallerie degli Uffizi e il Museo del Novecento di Milano. Tra i capolavori esposti spiccano "Susanna" (1924) e "La scuola" (1928), quest’ultimo dipinto emblematico che rappresenta l’ambiente educativo dell'Accademia. "La scuola" non è solo un’opera d’arte, ma anche un simbolo del legame di Carena con l’istruzione artistica, tema centrale della sua vita e della sua carriera.

L'esposizione si articola in sei sezioni tematiche, ognuna delle quali mette in evidenza differenti aspetti dell’opera e della vita del maestro. Attraverso questo attento percorso espositivo, i visitatori possono cogliere l’evoluzione stilistica del pittore e la sua capacità di rispondere alle sfide artistiche del Novecento, un periodo ricco di cambiamenti e innovazioni dell'arte contemporanea.