Il Premio Cairo, riconosciuto come uno degli eventi più prestigiosi per l'arte contemporanea in Italia, è pronto per la sua 23ª edizione. Organizzato dal mensile ARTE di Cairo Editore, il concorso rappresenta una vetrina imperdibile per i giovani artisti emergenti.
Fin dalla sua istituzione nel 2000, il Premio Cairo ha offerto un'importante piattaforma per i talenti italiani, permettendo loro di emergere nel panorama artistico nazionale e internazionale.
Quest'anno, la giuria sarà presieduta da Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Presidente della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino. La giuria comprende figure di spicco del mondo dell'arte, garantendo un alto livello di competenza e autorevolezza nella valutazione delle opere:
- Luca Massimo Barbero, Direttore dell’Istituto di Storia dell'Arte-Fondazione Giorgio Cini di Venezia
- Mariolina Bassetti, Presidente Christie's Italia
- Ilaria Bonacossa, Direttrice di Palazzo Ducale di Genova
- Bruno Corà, Presidente della Fondazione Burri di Città di Castello
- Lorenzo Giusti, Direttore della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea (Gamec) di Bergamo
- Gianfranco Maraniello, Direttore del Polo Museale del Moderno e Contemporaneo del Comune di Milano
- Renata Cristina Mazzantini, Direttrice della Galleria nazionale d'arte Moderna di Roma
- Emilio Isgrò, rinomato artista delle “cancellature”
Nella prima parte: Tiziano, Bruegel, Rembrandt, Böcklin, Haring sono solo alcuni degli artisti che hanno rappresentato le pandemie nell’arte, come ci spiega Claudia Trafficante.
Tra i numerosi candidati, sono stati selezionati 20 giovani artisti che concorreranno per il Premio Cairo 2024. Questi talenti rappresentano il meglio della nuova generazione artistica italiana:
- Thomas Berra (Desio, Monza e Brianza)
- Chiara Calore (Abano Terme, Padova)
- Tomaso De Luca (Verona)
- Pietro Fachini (Milano)
- Emilio Gola (Milano)
- Giuseppe Lo Schiavo (Vibo Valentia)
- Giulia Maiorano (Milano)
- Giulia Mangoni (Isola del Liri, Frosinone)
- Pietro Moretti (Roma)
- Matteo Pizzolante (Tricase, Lecce)
- Aronne Pleuteri (Erba, Como)
- Vera Portatadino (Varese)
- Carlo Alberto Rastelli (Parma)
- Marta Ravasi (Merate, Lecco)
- Adelisa Selimbašić (Karlsruhe, Germania)
- Davide Serpetti (L'Aquila)
- Arjan Shehaj (Fier, Albania)
- Luca Staccioli (Imperia)
- Maddalena Tesser (Vittorio Veneto, Treviso)
- Flaminia Veronesi (Milano)
La proclamazione del vincitore, che riceverà un premio di 25mila euro, avverrà il 14 ottobre 2024 al Museo della Permanente di Milano. L'evento sarà trasmesso in streaming su corriere.it, grazie alla media partnership consolidata con Corriere della Sera.
Dal 15 al 20 ottobre, le opere dei finalisti, insieme alla Collezione Premio Cairo delle edizioni precedenti, saranno esposte al pubblico gratuitamente presso il Museo della Permanente di Milano.
Questa mostra rappresenta un'occasione unica per ammirare le nuove tendenze dell'arte contemporanea e scoprire i futuri protagonisti della scena artistica italiana.
Segui tutte le novità sul Premio Cairo 2024 attraverso la pagina Instagram @premiocairo, dove verranno pubblicati aggiornamenti sugli artisti, le opere e gli eventi. Inoltre, una squadra di art influencer tra i più seguiti su Instagram e TikTok racconterà il percorso del premio, offrendo un punto di vista privilegiato sulla manifestazione.
Unisciti a noi per celebrare l’arte contemporanea e supportare i talenti del futuro! Non perdere l'occasione di vivere da vicino uno degli eventi più attesi dell'anno nel mondo dell'arte.
Artista, poeta, romanziere e drammaturgo, Emilio Isgrò ha fatto per sessant'anni arte, sempre in anticipo sui tempi, cancellando da libri, carte geografiche e giornali quelle che ritiene parole inutili, quasi tutte, e lasciando leggibili solo le parole o gli spezzoni di frasi che, estrapolati dal contesto, assumono un significato completamente diverso e più rilevante.
È lui il primo degli "artisti in visita" di un programma che la Galleria nazionale d'arte moderna di Roma ha concepito con la formula "un anno, un artista, una sala", mettendo a confronto gli esiti più recenti della poetica di Isgrò insieme a due opere storiche conservate nel museo.
La prima delle sue cancellature risale al 1964, l'anno del trionfo della Pop art alla Biennale di Venezia:
«Capii immediatamente», dichiara Isgro, «che una visione del mondo fondata soltanto sull'immagine sfolgorante e seduttiva dell'esistente - penso anche a un certo cinema hollywoodiano - avrebbe automaticamente eclissato la parola, che è alla base della creatività e della civiltà occidentale. Il mio gesto cancellatorio fu la reazione simmetrica a un gesto censorio, qualcosa che i fanatici della Cancel culture non hanno capito o capiscono male. Qualcosa però che il linguista Noam Chomsky capirebbe benissimo, come lo capirebbero i grandi poeti e scrittori americani».