Di storie di donne ribelli è piena la letteratura, ma la vera rivoluzione, quella inaspettata che ha preso in contropiede l’universo maschile, è stata quella culturale. “We can do it”, diceva un famoso manifesto di J. Howard Miller nel 1943. A quell’epoca, in piena Seconda guerra mondiale, erano molte le donne che avevano già dato prova di essersi emancipate. Di femminismo si parla già durante la Rivoluzione francese, con grandi pensatrici come Olympe de Gouges, pseudonimo di Marie Gouze, ed Etta Palm d’Aelders. Siamo alla fine del Settecento, ma la storia e le cronache di quel tempo riguardano solo politica. Nessuno guarda ancora con interesse al mondo dell’arte femminile. Eppure, sono diversi anni che l’arte non è più solo una prerogativa maschile. Quando si parla di donne nell’arte, però, spesso si sottolineano interrogativi di genere piuttosto marcati. La domanda più ricorrente è: “Sono esistite grandi artiste donne?”. Già utilizzare il termine artista donna lascia trasparire un certo scetticismo sulla questione. È necessario affiancarvi il genere ogni qualvolta si cita un’artista?
Oggi, invece, si assiste a un ribaltamento di posizioni: le donne restano in una zona arretrata rispetto alla fama degli artisti uomini, ma cresce la notorietà di alcune artiste che hanno rivoluzionato il concetto stesso di arte. Artiste di fama mondiale, come Diane Arbus, Dorothea Lange, Tina Modotti, Nan Goldin, Cindy Sherman fanno il tutto esaurito nelle mostre a loro dedicate. Esse sono solo alcune delle grandi protagoniste di un secolo di fotografia. Motivazioni diverse, passioni differenti avvicinarono queste donne all’arte dello scatto.
Una menzione particolare la merita di certo Vivian Maier. La sua è una storia bella e triste al tempo stesso. Vivian non fu mai un’artista nel senso commerciale del termine, o almeno morì senza saperlo. La sua fama oggi è dovuta a un’incredibile vendita all’asta di un suo baule pieno di negativi per appena 300 dollari. Tata di professione, Vivian Maier fu una fotografa verista. Si dilettava a immortalare scene di quotidianità tra New York e Chicago. Oggi le sue opere sono quotate e ricercate, e dall’apertura del baule in avanti, le mostre a lei dedicate sono aumentate, così come il clamore intorno al genio di questa tata-artista vissuta di stenti e morta in solitudine. La Maier fu contemporanea delle altre grandi artiste citate. Impegnate socialmente, pensiamo a Tina Modotti, spesso prestate al mondo della moda e del glamour come Cindy Sherman, la storia delle fotografia al femminile contiene diverse sfaccettature. La fotografia, di qualunque genere, è vista in questo secolo come la strada verso la libertà delle donne. Non più botteghe o atelier, solo una reflex in borsa e spazi infiniti da immortalare. Per questo la fotografia del Novecento deve moltissimo a queste artiste che hanno aperto un varco anche nella regia cinematografica, come nel caso di Sam Taylor-Johnson, fotografa, artista e regista.
Dal 15 giugno al 30 settembre 2024, il Comune di Forte dei Marmi, la Fondazione Villa Bertelli e Oblong Contemporary Art Gallery presentano una straordinaria mostra d'arte pubblica dell'artista veneziano Gianfranco Meggiato. Le opere saranno esposte nelle strade e piazze di Forte dei Marmi (LU), trasformando la città in un museo a cielo aperto.
La mostra, intitolata "Risveglio", ha l'obiettivo di stimolare un risveglio delle coscienze e promuovere la riflessione, portando l'arte direttamente tra la gente. Per tutta l'estate, i luoghi più iconici di Forte dei Marmi diventeranno uno spazio culturale accessibile a tutti.
Gianfranco Meggiato propone un'arte che è azione oltre che contemplazione. Le sue imponenti sculture astratte, realizzate in alluminio e bronzo, dialogano con l'ambiente urbano, trasformando gli spazi pubblici in palcoscenici artistici. Le opere, alte dai due ai cinque metri, saranno collocate tra il lungomare e le vie del centro, creando un percorso artistico unico.
Punto focale della mostra è la scultura "Risveglio", inedita e alta quattro metri, che verrà presentata in anteprima. Con il suo movimento a spirale ascendente, simbolizza un volo verso la consapevolezza e la libertà. Due ali stilizzate sollevano una sfera lucente, rappresentando la coscienza che si libera dai condizionamenti.
Meggiato, attraverso "Risveglio", intende sottolineare il fenomeno globale di risveglio delle coscienze. L'artista promuove un atteggiamento di vita più libero e consapevole, invitando a una maggiore comprensione del mondo e del senso della vita.
Contemporaneamente, Oblong Contemporary Art Gallery ospiterà diverse sculture dell'artista nella sua sede di Forte dei Marmi, offrendo un ulteriore approfondimento sul lavoro di Meggiato.
Questa mostra rappresenta un evento imperdibile che arricchisce Forte dei Marmi con opere d'arte di grande valore durante il periodo estivo.
Nato nel 1963 a Venezia, Gianfranco Meggiato si è formato all'Istituto Statale d'Arte, specializzandosi in scultura. Le sue opere si ispirano a grandi maestri come Brancusi, Moore e Calder, e integrano lo spazio come elemento essenziale.
Artista di fama internazionale, Meggiato ha esposto in tutto il mondo e ha partecipato a numerose biennali, tra cui quella di Venezia nel 2011 e 2013. Dal 2017, si dedica a grandi installazioni pubbliche con temi scientifici e sociali, ottenendo prestigiosi riconoscimenti, tra cui il Premio ICOMOS-UNESCO.
Tra le sue installazioni più significative figurano "Il Giardino delle Muse Silenti" a Catanzaro, "La Spirale della Vita" a Palermo e Prato, "Il Giardino di Zyz" a Matera, "L'Uomo Quantico" ad Agrigento, e "L'incontro Simbolo di Pace" a Roma. Attualmente, è possibile visitare la mostra "Linee dell'Invisibile" a Baku, presso l'Heydar Aliyev Center, progettato da Zaha Hadid.
Un Tributo all’Arte Incisoria. La Biennale, fondata oltre 30 anni fa, è diventata un punto di riferimento internazionale per l'arte dell'incisione, attirando artisti da tutto il mondo. L'edizione del 2024 ha visto la partecipazione di oltre 300 artisti, confermando il suo ruolo centrale nel panorama artistico globale.
Il catalogo della Biennale 2024 presenta circa 60 opere selezionate, tra cui le vincitrici dei premi:
- Premio Acqui Incisione
- Premio Acqui Giovani
- Premio Speciale della Giuria
Questa pubblicazione non solo celebra le opere degli artisti partecipanti, ma offre anche una panoramica dei diversi stili e tecniche incisorie, tra cui puntasecca, acquaforte, acquatinta, linoleum, xilografia, bulino, vernice molle e maniera nera.
Un' operazione culturale di grande valore
Come sottolineato da Gabriella Bocconi, membro della Giuria del Premio, l'incisione possiede un suo "alfabeto" unico, capace di raccontare il mondo attraverso segni distinti. Il catalogo, con testi di Luca Lamanna, Danilo Branda, Francesco Piana, Gabriella Bocconi e Loredana Rea, è disponibile anche in inglese, ampliando così il suo impatto internazionale.
La Biennale non è solo un'esposizione, ma un momento di incontro per artisti di talento provenienti da tutto il mondo, un'occasione per esprimere e condividere creatività e passione. Come dichiarato dal board della Biennale: “Con grande emozione e consapevoli della responsabilità assunta, celebriamo la XVI Edizione della Biennale Internazionale per l’Incisione di Acqui Terme, manifestazione ormai radicata nel cuore della nostra comunità.”
Non perdere l'occasione di possedere questa testimonianza culturale di grande valore. Il catalogo sarà disponibile presso lo stand dell’editore nelle principali mostre nazionali d’arte.
Unisciti a noi nel celebrare l'arte incisoria e scopri le tendenze globali attraverso gli occhi e le opere degli artisti partecipanti. Per ulteriori informazioni, visita il nostro sito web o contattaci direttamente.
Editoriale Giorgio Mondadori Biennale Internazionale per l’Incisione di Acqui Terme 2024