Non ci si deve scoraggiare, né piangersi addosso, né pretendere che tutto sia dovuto. Come avviene nel commercio, cercate dei sostenitori, dei partner, degli sponsor. O un gallerista potrebbe credere e investire su di voi. Nel Rinascimento c’era il magnate, ora molte aziende legano il loro brand all’arte, potrebbe essere la prova del nove che voi valete; se questo non accade continuate, se siete sicuri di ciò che fate sarà solo questione di tempo e di incontri fortunati.
Nel sito http://mestbari.com, comunità on line di artisti, si affronta questa stessa tematica e viene scritto:
“Molti accettano qualsiasi artista purché paghi! Ovviamente quando ci rivolgiamo a un professionista nel campo del marketing e della comunicazione o a qualsiasi altra professionalità è logico che ci debba essere una retribuzione esattamente come noi, da artisti, vorremmo essere pagati quando cediamo una nostra opera d’arte. [...] Il primo passo, ed è per la maggior parte delle persone il più complicato, è quello di decidere di diventare un artista e, di conseguenza, quello di autodefinirsi artista, di pensarsi e pensare a sé stesso come artista”.
Chiedere all’artista ciò che vuole fare da grande è una delle prime cose che la figura del curatore d’arte dovrebbe domandare, anche perché egli stesso diventa portavoce dell’artista nei confronti del pubblico e della critica e non può esserne garante se non ci sono obiettivi molto chiari. Il tema trattato in queste poche righe potrebbe essere sicuramente ampliato sia sui pensieri espressi, che in altri settori correlati come gli aspetti legali, burocratici, istituzionali, la fatturazione, il copyright e molto altro. Vi ho messo in confusione? Troppe problematiche da affrontare? Se amate ciò che fate supererete tutto questo, ma ricordate che, come se avete dei problemi di salute cercate il medico migliore, dovete fare lo stesso per la vostra arte, cercare i consulenti migliori che offrano opportunità serie e che nel tempo abbiano dimostrato di essere sempre i più qualificati.