Willem De Kooning, Untitled (Rome), 1959
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Willem De Kooning, Untitled (Rome), 1959
Paesaggi e sculture

Il percorso espositivo, allestito dall’architetto Giulia Foscari, si inaugura con una sala dedicata a un gruppo di grandi lavori a inchiostro su carta, i Black and white Rome, realizzati dal pittore durante il suo primo soggiorno romano. Insieme a questi disegni sono esposti i Parkway landscapes, grandiosi paesaggi astratti di fine anni Cinquanta in cui le vaste campiture di colore sovrapposte enfatizzano al massimo la libera tensione pittorica del gesto e della materia. Nella sezione successiva troviamo degli altri paesaggi stilisticamente collegati con quelli precedenti, dipinti a New York ma ispirati da ricordi del viaggio in Italia. Si tratta dei Pastoral landscapes del 1960, tra cui Door to the river, A tree in Naples e Villa Borghese. Quest’ultimo spicca per la freschezza cromatica delle stesure di verdi e blu di grande respiro spaziale.

Willem De Kooning, Villa Borghese, 1960
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Willem De Kooning, Villa Borghese, 1960

Si confrontano con questi paesaggi alcune tele con figure contorte in cui sono già presenti elementi che saranno elaborati in chiave tridimensionale nelle sculture. Queste ultime sono le protagoniste di un’intera sala, dove sono esposte le tredici piccole opere realizzate a Roma con una straordinaria capacità di imprimere con le dita nell’argilla la stessa apparentemente immediata energia creativa dei suoi gesti pittorici. È presente qui anche una scultura molto più grande, del 1972, un grottesco personaggio in piedi fatto di una massa informe di materia plastica, che si intitola ironicamente Clamdigger, uomo che scava nella sabbia alla ricerca di vongole.

Willem De Kooning, Clamdigger, 1972
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Willem De Kooning, Clamdigger, 1972

Nella stessa sala sono presenti dei grandi dipinti, grovigli di colori da cui emergono altri bizzarri personaggi come Red man with moustache (1971), o visioni quasi astratte di drammatica violenza segnico-cromatica come Screams of children come from seagulls (1975), che evoca l’analogia fra grida di bambini e versi dei gabbiani.

Willem De Kooning, Red man with moustache, 1971
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Willem De Kooning, Red man with moustache, 1971

Dopo l’impatto così fisico delle sculture viene presentata una serie notevole di disegni, che chiariscono l’importanza fondamentale delle configuazioni lineari sottostanti ai dipinti. Infine l’ultima vasta sala ospita una serie di tele dipinte tra il 1981 e il 1987, caratterizzate da vaghe tracce di configurazioni riconoscibili: le figure e i paesaggi vengono trasfigurati in una nuova dimensione visiva, dove alle tonalità chiare fanno da contrappunto zone di colore brillanti, con effetti che rimandano a suggestioni barocche.

Willem De Kooning, Pirate (Untitled II)
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Willem De Kooning, Pirate (Untitled II)
I risultati non arrivano per caso

Tornando a parlare di cosa può fare l’artista per promuoversi e per diventare imprenditore di sé stesso, appuriamo che un professionista e un artista di successo pensano e agiscono in maniera diversa dagli altri, ma in entrambi i casi il buon risultato non arriva mai per caso e occorre guardare non solo al risultato, ma alle azioni che sono state necessario per contribuire ad ottenerlo.

Winston Churchill diceva:

“Il successo non è mai definitivo, il fallimento non è mai fatale; è il coraggio di continuare che conta”

Il coraggio è indispensabile per un artista, come la perseveranza e il continuare a lavorare nonostante eventuali fallimenti artistici, che contribuiscono sempre a fare meglio, a trovare artisticamente ciò che rappresenta pienamente il proprio pensiero. La ricerca del segno, del colore, della composizione, dei materiali, delle contaminazioni altro non è che una palestra per migliorare le proprie capacità, ascoltare i consigli, non dare nulla per scontato e prendere in considerazione anche chi non è del settore, per capire meglio come il pubblico si rapporta con l’opera, trovando così un valido passepartout per ottenere i risultati ambiti. Imprenditore e artista devono investire per la riuscita della propria attività. Come l’industriale acquista materiali e investe nel far conoscere il prodotto, così il nostro operatore artistico dovrà non solo produrre, ma veicolare la sua produzione.