Pino Pascali in mostra alla Fondazione Prada di Milano
Roberto Marossia via Fondazione Prada su IG
Pino Pascali in mostra alla Fondazione Prada di Milano
Pino Pascali in mostra alla Fondazione Prada di Milano
Roberto Marossia via Fondazione Prada su IG
Pino Pascali in mostra alla Fondazione Prada di Milano
Biografia dell’artista
Pino Pascali in mostra alla Fondazione Prada di Milano
Roberto Marossia via Fondazione Prada su IG
Pino Pascali in mostra alla Fondazione Prada di Milano

Questo approfondimento è tratto dal n. 608 di Arte. La rivista di arte, cultura e informazione è acquistabile in edicola o sul sito di Cairo Editore.

Cover Arte Aprile 2024
Cairo Editore
Cover Arte Aprile 2024

Era il novembre del 1953 quando Ercole Pignatelli arrivava a Milano da Lecce, determinato a vivere per la pittura. Uscendo dalla stazione, il primo impatto fu il manifesto di una esposizione al Palazzo Reale.

Il 26 settembre di quell'anno infatti si inaugurava una mostra epocale dedicata a Pablo Picasso, con il suo capolavoro "Guernica". Questo urlo di dolore antifranchista e antifascista, ispirato al bombardamento italo-tedesco del '37 sulla città basca repubblicana, giungeva per la prima volta in Italia.

L'opera di Picasso fu esposta nella Sala delle Cariatidi, ancora segnata dai bombardamenti del '43, esercitando un impatto emotivo intenso sui visitatori, richiamando l'inquietudine del passato e la ferma condanna delle guerre, attualissime anche oggi.

Settant'anni dopo, nella stessa Sala, si terrà una celebrazione unica: Memento Amare Semper. Da Guernica a Pignatelli, un evento performativo dove l'artista Ercole Pignatelli ridipingerà l'opera dal vivo, a suo modo, in due settimane, dal 4 al 16 maggio 2024

Ercole Pignatelli ricrea Picasso al Palazzo Reale di Milano
Palazzo Reale via IG
Ercole Pignatelli ricrea Picasso al Palazzo Reale di Milano

«Queste macchine hanno creato una loro intelligenza». Ad affermarlo nel 1996 è stato Piero Gilardi (1942-2023), l’artista che più di ogni altro ha saputo presagire l’attuale rivoluzione tecnologica. Sono passati quasi trent’anni dall’intuizione di Gilardi e oggi l’intelligenza artificiale, quel settore dell’informatica capace di competere con le facoltà cognitive umane, ha assunto un ruolo centrale nella realtà contemporanea. Eletta parola dell’anno nel 2023 dal Collins Dictionary, l’IA ha trovato applicazione in ogni campo, dalla medicina alla strategia militare, dalla scienza alla finanza. In ambito artistico l’IA offre l’opportunità di generare mondi prima inimmaginabili.
Ci troviamo di fronte a una nuova estetica che amplia le capacità espressive dell’artista, così come il ruolo dello spettatore non è più passivo ma parte integrante del processo. Sebbene, come hanno dimostrato gli NFT, il bluff sia sempre in agguato, questa volta la componente creativa appare assai più articolata nella fluida capacità di interagire con stili e linguaggi: «Il contenuto che deriva dall’intelligenza artificiale non fissa su un dispositivo una forma materiale definitiva, ma piuttosto un simulacro temporaneo del reale», afferma Chiara Canali, che insieme a Rebecca Pedrazzi e Davide Sarchioni ha curato nella sede di Palazzo Pigorini a Parma L’opera d’arte nell’epoca dell’intelligenza artificiale, la prima mostra sull’IA nell’arte italiana con la presenza di venti artisti.