Questo approfondimento è tratto dal n. 608 di Arte. La rivista di arte, cultura e informazione è acquistabile in edicola o sul sito di Cairo Editore.
Renata Cristina Mazzantini, curatrice del progetto, realizza il “Quirinale contemporaneo” con lo scopo di rinnovare l’immagine di un Palazzo che sembrava immobile, riportandolo nel flusso del tempo. Tutto è iniziato quando nel 2015 il Palazzo è stato aperto al pubblico e dal 2017 ha iniziato a prendere forma il progetto, inaugurato nel 2019. Da allora, si sono svolte tre edizioni, non solo al Quirinale, ma anche alla Tenuta di Castelporziano e Villa Rosbery a Napoli.
Le opere sono acquisite a titolo gratuito per effetto di donazioni o grazie a prestiti comodati d’uso rinnovabili. Il desiderio è quello di documentare le principale tendenze coinvolgendo le figure di spicco dell’arte italiana dal Dopoguerra ad oggi, garantendo una completa rappresentanza regionale, dalla Valle d’Aosta alla Sardegna e molte presenze femminili.
Spesso si sono realizzate opere appositamente per le sedi della mostra/collezione: Emilio Isgrò ha dato vita ad un lavoro di particolare valore politico e sociale “cancellando” il testo delle leggi razziali varate dal fascismo ne l1938.