Un’artista che cercava di entrare nel mercato delle arti o che entrava in un’Accademia stava dando vita ad un nuovo modello di donna. In questa volontà di cambiamento c’era tutta l’aspirazione verso una parità di genere che partiva dalla parificazione di opportunità. Uno degli ostacoli maggiori che la società opponeva a questa ascesa era che l’artista veniva elevato a rango di intellettuale; egli poteva studiare, viaggiare, confrontarsi con altri intellettuali. Alle donne, ancora una volta, il rango di intellettuale non si addiceva per i canoni di quel periodo. Essere una donna artista del Settecento voleva dire avere una professionalità, un titolo. Questa situazione fu aggravata dall’accesso negli istituti e nelle Accademie che dovevano servire per selezionare artisti talentuosi per lavorare nelle corti. È pur vero che aver frequentato un’Accademia non sempre si rivelò sinonimo di talento, ma in tutta Europa, nel continente delle corti, l’accesso all’istruzione accademica per le donne era pressoché nullo. Il ruolo delle Accademie determinò una battuta d’arresto in quello che poteva sembrare l’inizio di una rivoluzione. Basta pensare che in Francia per tutto il 1700 solo gli artisti delle Accademie potevano esporre e vendere le proprie opere. Dunque, l’ennesimo escamotage sociale e politico per tenere lontane le donne dal mercato dell’arte.
Sembrò incredibile che, alla sua nascita, la British Royal Academy avesse tra i suoi fondatori due donne, Angelika Kauffmann e Mary Moser. Le due artiste però avevano solo un ruolo onorario. Non prendevano parte né alle decisioni, né alla didattica; insomma a loro era preclusa ogni forma di attività. A raccontare bene questa pesante esclusione resta l’opera di Johann Zoffany intitolata The Academicians of the Royal Academy, in cui è palese l'esclusione delle due donne durante una riunione di accademici, appunto. Nell’opera si vedono due dipinti sulle pareti: sono i ritratti della Moser e della Kauffmann. Una magra consolazione dunque. Membri non rappresentativi ma oggetti d’arte, ancora. In Francia, per scoraggiare l’ingresso nelle Accademie delle donne si decise di diversificare la retta. Secondo alcune ricerche fatte già nel 1887, prendendo come metro di misura la prestigiosa Académie Julian, venne fuori che frequentare i corsi accademici costava 300 franchi agli uomini e 700 alle donne.