Non solo la fiera: numerose sono le gallerie d'arte a Bologna e altri luoghi in cui scoprire l'arte contemporanea bolognese.
Anche il Catalogo dell'Arte Moderna è tra gli ospiti della fiera d'arte moderna e contemporanea più longeva d'Italia.
Dove trovare il CAM ad Arte Fiera
Espositore: Cairo Editore
Padiglione: 26
Stand: A/22
Le sale del Museo archeologico regionale di Aosta ospitano un’ampia retrospettiva dedicata a Felice Casorati (Novara, 1883 −Torino, 1963). La rassegna, a cura di Alberto Fiz, propone oltre cento opere realizzate dal 1904 al 1960, tra dipinti, sculture, disegni e bozzetti teatrali, che consentono di rileggere il percorso creativo di uno dei protagonisti del Novecento.
Casorati: le opere in mostra ad Aosta
Molti i capolavori in mostra: tra questi, Le vecchie comari (1908), Ritratto di Maria Anna De Lisi (1918), Le due sorelle (1921), Donne in barca (1933) e Testa gialla, del 1950. E, dopo quasi sessant’anni di “latitanza”, il Nudo con le trecce o Ragazza di schiena, tela del 1930. La monografica non si focalizza solo sulla pittura, ma anche sulle diverse modalità espressive dell’artista, a partire dalla scultura, incluso il bassorilievo in gesso La dormiente (1924) che faceva parte del teatro privato del collezionista torinese Riccardo Gualino. Insieme a un gruppo di disegni in parte inediti, viene proposto Fanciulla addormentata, inchiostro su carta intelata, studio preparatorio del 1921 per il dipinto omonimo distrutto in un incendio.
Le info su "Felice Casorati. Pittura che nasce dall'interno"
Aosta, Museo archeologico regionale (www.regione.vda.it).
Fino al 7 aprile.
Catalogo edito da Gli Ori.
Questo approfondimento è tratto dal n. 605 di Arte. La rivista di arte, cultura e informazione è acquistabile in edicola o sul sito di Cairo Editore.
In Italia abbiamo nomi importanti tra cui Lisetta Carmi (1924) e le sue storie di trasgressione negli anni Sessanta. Le fotografie dei transessuali nei carrugi di Genova o quelle della Sicilia, accompagnate dalle parole di Sciascia. Viaggiò anche molto in Oriente, sino a diventare una fervente induista e fondare in questi ultimi anni un ashram (luogo di meditazione) in Puglia. La sua è una fotografia nata come il prolungamento del desiderio della fotografia di accostarsi, con sensibilità ed empatia, alle persone sofferenti, agli ultimi.
Letizia Battaglia (1935) una delle prime donne fotoreporter italiane, con i suoi servizi sugli omicidi della mafia siciliana è stata l’occhio attraverso cui molti italiani hanno conosciuto le barbarie della malavita organizzata nella seconda metà degli anni Settanta. Lei stessa, in un’intervista sul suo lavoro, racconta: «Per me il reportage è andare al cuore delle cose, di un luogo, di una città, di un gruppo di persone, cioè scavare con l’immagine». Una testimonianza che mostra Palermo attraverso il ritratto di una città meravigliosamente complessa.
In conclusione, vorrei riferire di questa mostra dal titolo “L’altro sguardo. Fotografe italiane 1965- 2018”, proveniente dalla collezione privata della fotografa Donata Pizzi. Un’esposizione che ha girato molto in Italia e che ha fornito l’occasione di percorrere gli ultimi cinquant’anni di fotografia femminile nel nostro Paese. Esposte fotografie che abbracciano un ampio periodo temporale e affrontano temi legati alla questione femminile, al ruolo sociale e politico della donna, alla sua identità, nonché linguaggio espressivo del mezzo fotografico.
La mostra Ligabue, a cura di Giovanni Faccenda, si snoda attraverso 8 sale in un corpus di 71 dipinti, 8 sculture e 13 disegni ed è la prima realizzata con la Fondazione Augusto Agosta Tota per Antonio Ligabue, a quasi un anno dalla scomparsa di Augusto Agosta Tota, che dell’artista fu amico, promotore e studioso.
Le opere provengono da collezioni private, dai celebri autoritratti alla Testa di tigre del 1953 e Leopardo del 1955, dal Motociclista del 1954, alla Traversata della Siberia del 1959; dalle sculture Leone e Leonessa del 1935, a Pantera del 1938, Leonessa accucciata del 1940, fino al Busto di Gorilla del 1956; dai disegni con figure di animali all’Autoritratto a matita del 1955.
Al mondo di Ligabue ci introduce il curatore Giovanni Faccenda:, mentre alla guida della Fondazione si trovano Simona e Cinzia Agosta Tota.
Accompagna la mostra il catalogo edito da BesideBooks, con testo critico di Giovanni Faccenda, e testi di Simona e Cinzia Agosta Tota, Francesca Biagioli, Samantha Patorno e Manlio Polzella (29 euro).
La Fondazione Archivio Antonio Ligabue Parma
La Fondazione ha come scopo la promozione dell'arte e della cultura con particolare focalizzazione sulla figura e sull’opera di Antonio Ligabue, approfondite attraverso criteri scientifici e rigorosi.
Società Promotrice delle Belle Arti in Torino
La Società Promotrice delle Belle Arti in Torino fu costituita nel 1842 con l'obiettivo di promuovere l'arte dell’epoca. Dal 1914 è ubicata nella Palazzina appositamente edificata nel Parco del Valentino, ed è attualmente uno spazio dedicato a esposizioni temporanee.