Quali opere e artisti in mostra a Palazzo Blu di Pisa

Tra le opere clou, alcune tele di Chagall, Dalí, Duchamp, Kandinskij, Miró e Picasso. A cui si aggiungono lavori di artisti mai esposti a Pisa: Matisse, Mondrian, con le sue tele astratte tra cui Composizione con blu e giallo, Max Ernst e Paul Klee, presente con Prestidigitator (1927) e But the red roof, del 1935.

Il percorso espositivo della mostra sulle Avanguardie del Novecento

Il percorso espositivo prende avvio con un’opera emblematica, un autoritratto di Picasso venticinquenne che ostenta la tavolozza: è il primo consapevole passo per diventare il grande protagonista delle vicende artistiche di un intero secolo. Le opere sono accompagnate da installazioni visive, sonore e multimediali, per collocarle nella sequenza degli eventi storici e culturali, dalla fine della Belle Époque fino allo scoppio della Seconda guerra mondiale. La mostra chiude con un’opera di di alto valore simbolico: la Crocifissione dipinta da Marc Chagall nel 1940.

 

Joan Miró Pittura (Fratellini), 1927 Olio e tecnica acquosa su tela, 130,2 × 97,2 cm
© Courtesy of the Philadelphia Museum of Art, via Instagram Palazzo Blu
Joan Miró Pittura (Fratellini), 1927 Olio e tecnica acquosa su tela, 130,2 × 97,2 cm
Donne fotografe: Margaret Bourke-White
Margaret Bourke-White -The Picture Collection Inc.
Margaret Bourke-White, La Diga di Fort Peck, Montana, 1936.
Info pratiche per la mostra a Pisa

LE AVANGUARDIE. CAPOLAVORI DAL PHILADELPHIA MUSEUM OF ART.
Pisa, Palazzo Blu (www.palazzoblu.it).
Fino al 7 aprile 2024.

Questo approfondimento è tratto dal n. 603 di Arte. La rivista di arte, cultura e informazione è acquistabile in edicola o sul sito di Cairo Editore

Cover arte novembre 2023
Cairo Editore
Cover arte novembre 2023
Sette sezioni di arte contemporanea

Imagina riprende e rivitalizza la tradizione della Biennale di Gubbio: nata nel 1956 (in quegli anni l’Umbria era luogo di avventure culturali all’avanguardia) come rassegna di artigianato specializzato, nel tempo si afferma come un appuntamento prestigioso, per poi vivere un periodo di declino fino all’ultima edizione del 2016. Oggi Imagina coinvolge una quarantina di giovani artisti italiani in sette sezioni. A Palazzo dei Consoli ne sono previste tre: Medioevo al femminile, con stendardi di grandi dimensioni realizzati da otto artiste; La questione delle lingue, un intervento del collettivo Numero Cromatico realizzato con l’AI dialoga con le Tavole Eugubine; Tra Oriente e Occidente, che propone un’installazione di Namsal Siedlecki (vincitore Premio Cairo 2019) a confronto con la collezione d’arte orientale del museo. A Palazzo Ducale le altre quattro sezioni: La misura umana, con sculture free standing di otto artisti; Genius loci, con opere site specific disposte in vari luoghi, tra cui i giardini pensili e la cisterna; Fotogrammi in quadreria, con foto e video; Corporazioni contemporanee, con opere realizzate in collaborazione tra artisti e artigiani locali.

Vista di Gubbio
Luca su Flickr
Vista di Gubbio